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domenica 26 gennaio 2014

Torta allo yogurt e cioccolato

Appena ho visto questa torta ho deciso immediatamente di provarla. Non sono riuscita a pensare ad altro, sono uscita dallo studio un po’ prima e sono corsa a casa a prepararla, per sfornarla in tempo per la merenda!
E’ una torta golosissima, eppure non troppo grassa (cioè, insomma, meno di una tipica torta al cioccolato). Infatti è preparata senza burro, solo con yogurt e olio. La ricetta l’ho trovata su un blog che si chiama Ho voglia di dolce. Risulta umida e sofficissima e si mantiene tale anche per più giorni. Qui è durata tre giorni ed era ancora perfetta. Penso che sia una delle migliori torte al cioccolato che abbia mai provato. Inoltre, ha una preparazione decisamente semplice e veloce (niente albumi a neve, tuorli montati a parte, burro fuso…) e, per velocizzare ancora di più  il procedimento, per la prima volta ho usato il microonde per scogliere il cioccolato e devo dire che mi sono trovata benissimo.
torta yogurt e cioccolato scritta

Ingredienti (per una tortiera da 24 cm di diametro)
130 g di farina Petra 1
130 g di farina 00
3uova codice 0
160 g di zucchero
160 g di yogurt bianco naturale
3 cucchiai di latte
130 g di cioccolato fondente

100 ml di olio di semi o di oliva delicato
2 cucchiaini colmi di cacao amaro
1 bustina di lievito
vaniglia in polvere*
*(NON è vaniglina, sono baccelli interi ridotti in polvere; io uso
questa della Rapunzel)
Preparazione
Tritate il cioccolato e mettetelo in un contenitore adatto per il microonde. Accendete il microonde a bassa potenza, per brevi intervalli di tempo (io ho fatto 360 w per 30 secondi), poi mescolate il cioccolato e ricominciate fino a che non si sarà sciolto perfettamente. In alternativa, potete scioglierlo a bagnomaria. Lasciate raffreddare.
Preriscaldate il forno a 180°. Montate le uova con lo zucchero con le fruste elettriche, fino a che non avranno triplicato il proprio volume e saranno diventate chiare, quasi bianche. Unite lo yogurt, mescolando molto delicatamente, quindi l’olio “a filo”, cioè versato poco per volta facendolo scivolare lungo il bordo della ciotola. Unite anche il latte, sempre mescolando molto delicatamente. Mescolate insieme il cacao e la farina, quindi aggiungeteli al composto poco per volta setacciandoli. Unite il lievito, rigorosamente setacciato. Infine, aggiungete il cioccolato fuso ormai freddo. Mescolate bene il tutto, quindi versate il composto nella tortiera.
Cuocete a 180° in forno statico per 35-40 minuti. Fate la prova stecchino.

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domenica 14 ottobre 2012

Torta di ricotta, mele e uvetta

Dal libro “Torte di mele” – Guido Tommasi Editore.

Rieccomi!
Mentre scrivo, Lazzaro (il mio lievito madre, così battezzato perché, dopo mesi di incuria, è inaspettatamente e miracolosamente resuscitato…ma ve ne parlerò meglio la prossima volta) si sta “scaldando” per preparare il primo pane dopo più di un anno (vi racconterò come va a finire) e, se faccio in tempo prima che M. si svegli, devo fotografare dei biscottini che ho preparato ieri, semplici, niente di sofisticato, ma buonissimi; anche di questi vi racconterò in seguito.

Insomma, per ora ho di nuovo voglia di cucinare, compatibilmente con il pochissimo tempo che mi rimane per farlo e con i rimorsi della mia coscienza, dovuti al fatto che, in verità, avevo programmato di mettermi a dieta, per buttare giù gli ultimi chili rimasti dalla gravidanza che mi fanno sentire decisamente fuori forma (con funesti riflessi sul mio umore e sulla capacità di scegliere cosa mettermi ogni santo giorno prima di andare a lavorare…). Ma non si può avere tutto. Perciò, in attesa di trovare la forza per mettermi a dieta, mi rimetto ai fornelli, perché mi fa sentire di nuovo bene. Comincio dai dolci, che per me sono più facili, ma mi riprometto di dedicarmi un po’ anche al salato, giusto per offrire agli amici che vengono a trovarci settimanalmente qualcosa di diverso dalla pizza (che non ne potranno più…specialmente G. e B.)!!

La ricetta di oggi sa di autunno, anche se qui, fatta eccezione per gli ultimi due giorni, sembra che l’estate non voglia andar via.
Il libro da cui è tratta è davvero delizioso, appartiene alla categoria dei libriccini monotematici, ma, a differenza di altri, non l’hanno riempito di ricette stravaganti per raggiungere l’adeguato numero di pagine. Tutte le ricette sono semplici, buone, come ti aspetti che debbano essere delle ricette di torta di mele, senza essere mai banali.
E le foto…solo per quelle meriterebbe di essere acquistato! Niente “bianchi-che-più-bianchinonsipuò” alla Donna Hay (che, per carità, io adoro, ma non si adatterebbero alle torte di mele), ma scenari eleganti e un po’ country, o “rustici”, di cui è protagonista, oltre alle torte, il legno. Ti viene da pensare alle cucine di una volta.
E poi, ho appena scoperto che è dei calycanthi…anzi delle calycanthe! Vi servono altre garanzie?

torta_mele_ricotta_s

Ingredienti

250 g di ricotta
200 g di farina
50 g di amido di frumento (mais per me)
150 g di zucchero (per me di canna semi-raffinato)
3 uova
1 bustina di lievito
3 mele golden
il succo di mezzo limone
3 cucchiai di uvetta

Preparazione

Lavate e sbucciate le mele,tagliatele a piccoli cubetti e raccoglietele in una ciotola con il succo di limone e l’uvetta.
Preriscaldate il forno a 180°. Separate i tuorli dagli albumi. Montate con le fruste elettriche la ricotta con lo zucchero, unite i tuorli, la farina e l’amido setacciati insieme (va bene anche se usate solo farina) ed il lievito, anch’esso setacciato. Infine, unite gli albumi montati a neve ben soda, avendo cura di cominciare unendone una generosa cucchiaiata mescolando per rendere simile la consistenza dei due composti, quindi proseguite unendoli poco per volta mescolando delicatamente dall’alto verso il basso per non smontarli. Versate l’impasto in una tortiera da 24 cm di diametro e cuocete a 180°, forno statico, per circa 45-50 minuti. La torta, alla prova dello stecchino, risulterà leggermente umida, ma così deve essere, quindi non fatela cuocere troppo.

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domenica 7 ottobre 2012

Due torte speciali

 

Ehilà! C’è mica nessuno? Perchè volendo, dopo sette mesi di assenza, lo capirei pure se non passasse più nessuno da queste parti.

Incredibile come voli il tempo. Ma tant’è. Non sto a snocciolare scuse sui motivi della mia lunga assenza. La verità nuda e cruda è piuttosto amara: Moscerino ha appeso le padelle al chiodo, se mi passate l’eufemismo. In altre parole, qui non si cucina proprio più niente, salvo le pappe per mia figlia (che mangia da gran gourmet, con l’aiuto delle ricette tratte da un fantastico libro che mi ha regalato la mia amica G., “Il cucchiaino d’argento”, vale a dire la versione per bebé del celeberrimo manuale di cucina). Non solo. Diciamo che Moscerino proprio non si ricorda più come si faccia a cucinare. Qualche tempo fa, mio marito mi ha chiesto di organizzare una cena per una coppia di amici con cui dovevamo sdebitarci. Non potete immaginare il mio sgomento. Non mi veniva in mente nulla da preparare e, quando finalmente ho messo insieme un menù riesumando vecchie ricette del blog, non vi dico che ansia preparare tutto e soprattutto….che ciofeche mi sono venute!!!!!!
L’unica cosa che mi riesca decentemente è la pizza, ma credo sia tutto merito del mio super forno. E la scorsa domenica ho preparato, dopo più di un anno, delle brioches; per qualche specie di miracolo mi sono venute bene. Diciamo che sui dolci ancora me la cavo, se non punto a ricette troppo difficili.
Ma se mi chiedeste di preparare un piatto salato, anche semplice, sappiate che mi procurereste settimane di incubi. Vi giuro, a volte mi dispero pensando (senza falsa modestia) a quanto ero brava. Ma che mi è successo????? Sob!!! Ormai anche mettere insieme pranzo e cena mi angoscia (anzi, si accettano suggerimenti…cose semplici però!!).

Ho fatto solo due cose degne di nota, le due torte decorate in pasta di zucchero che sto per mostrarvi. Ci ho messo un secolo per decidermi a pubblicarle, perché si vedono i nomi delle persone per cui le ho fatte. Ma poi mi sono convinta. Non è che sia proprio bravissima con la pasta di zucchero, ma mi sono divertita un sacco a confezionarle. Ho fatto due corsi per imparare le basi della sugar art e poi mi sono cimentata. Certo, le torte, a guardarle bene, sono piene di imperfezioni, e le basi della prima sono venute un po’ asciutte (per la torta piscina ho usato un semplicissimo pan di spagna al cioccolato che si è mantenuto morbidissimo), ma hanno fatto la loro figura.

Spero vi piacciano. Chissà, magari nei prossimi giorni ci vedremo con qualche ricetta vera.

torta battesimo_s

torta piscina_v_s

torta piscina_o_s

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martedì 14 febbraio 2012

Cheesecake classica

Ricetta di Donna Hay, dal libro Classici Moderni vol. 2.

Oggi è il 14 febbraio. La cosa è rimarchevole, dal mio punto di vista, non perché sia San Valentino, quanto piuttosto perché siamo già a metà febbraio; vale a dire che è passato già un mese e mezzo dall’arrivo di M. e che molto, troppo, presto dovrò organizzarmi per tornare a lavoro. L’idea mi deprime. Intendiamoci, io amo il mio lavoro e, benché adori passare del tempo con mia figlia, non ho mai pensato di fare la mamma a tempo pieno. Solo, mi sembra davvero troppo, ma troppo presto per ritornare alla mia vita di sempre e lasciare M. a qualcun altro!!! Purtroppo, però, in quanto libera professionista non posso permettermi il lusso di assentarmi dal lavoro per tre mesi interi, o magari di più, e non solo per ragioni economiche.
La cosa più strana è che non mi aspettavo che fare la mamma e la casalinga mi piacesse tanto! Abituata ad una vita iper attiva, quando sono tornata a casa con la bimba ero convinta che mi sarei annoiata presto, o che i famigerati primi mesi di vita di M. (mesi che tutti mi descrivevano come devastanti, benché, per carità, bellissimi)  mi avrebbero fatto desiderare di tornare a lavoro.
Ed invece, io non mi sento affatto stanca, anzi, sto vivendo questi giorni come una splendida vacanza. Cucino dolci, ho del tempo per me e mi godo mia figlia. L’unica cosa che mi secca è il freddo, che mi impedisce di andare in giro con M. tanto quanto vorrei.
Capite bene perché non abbia la minima voglia di tornare a lavorare! Mi sento come un bambino all’approssimarsi della fine delle vacanze estive!

Va beh, torniamo alla cheesecake. E’ già la terza ricetta provata da questo libro ed è il terzo successo. Entusiasta delle precedenti ricette che avevo sperimentato, ho deciso di abbandonare la mia solita ricetta di cheesecake (che trovate qui) e di affidarmi, ancora una volta, a Donna Hay.
Mi incuriosiva soprattutto la presenza della ricotta in una ricetta di cheesecake definita dall’autrice “classica”; secondo la mia esperienza, infatti, le classiche cheesecake sono preparate con il Philadelphia e/o la panna acida!
Ebbene, classica o no, questa cheesecake, grazie alla ricotta, che rende il gusto più…”morbido”, è piaciuta proprio a tutti, sia agli appassionati delle cheesecakes, sia a chi, come mio marito, proprio non l’avevano mai gradita.

cheesecake

Con questa ricetta partecipo al contest "The Foodbook - il libro è servito" di Polvere di Peperoncino in collaborazione con Bibliotheca Culinaria.

Ingredienti (per uno stampo da 24 cm di diametro)

per la base
110 g di biscotti secchi (per me i Digestive, e ne ho messi 150 g)
75 g di farina di mandorle
60 g di burro fuso

per il ripieno
1 cucchiaio e mezzo di maizena
1 cucchiaio e mezzo di acqua (ne ho messi 3)
330 g di philadelphia
460 g di ricotta (per me di pecora)
4 uova
330 g di zucchero
1 cucchiaio di scorza di limone grattugiata finemente
60 ml di succo di limone (per me 50 ml)

Preparazione

Preparate la base. Rivestite uno stampo a cerniera con carta forno, bagnata e strizzata per farla aderire meglio alle pareti della tortiera. Tritate finemente i biscotti nel mixer, unitevi la farina di mandorle ed il burro fuso e mescolate per amalgamare il tutto. Rivestite con questo composto il fondo della tortiera, schiacciando con il dorso di un cucchiaio o con le mani per livellarlo bene. Mettete lo stampo in frigorifero.

Scaldate il forno a 160°. Mescolate la maizena con l’acqua; otterrete un composto liscio e “colloso”. Secondo me con solo un cucchiaio e mezzo d’acqua risultava eccessivamente denso e, temendo che non si amalgamasse alla crema, ho aggiunto altra acqua (in totale ne ho usati circa 3 cucchiai). Frullate il formaggio morbido nel mixer (io ho usato la frusta a K del Kenwood) per un paio di minuti, unite la ricotta e seguitate a frullare fino ad ottenere un composto omogeneo e cremoso. Aggiungete il composto di maizena ed acqua, le uova, lo zucchero, il succo e la scorza del limone  e continuate a frullare finché il composto è perfettamente liscio. Versatelo sulla base di biscotti, livellate bene e cuocete per un’ora e 10 minuti o fino a quando la crema si sarà rassodata. Per maggior sicurezza, potete fare la prova stecchino in un angolino (perché rimane il buco!); dovrà uscire pulito, non appiccicoso. Sfornate  e lasciate raffreddare nello stampo. Raffreddando, il dolce si “siederà” al centro. Tranquilli, è normale, persino nella foto del libro appare così. Una volta fredda, mettete la cheesecake in frigo fino al momento di servirla. Servitela ricoperta da una salsa a vostra scelta (cioccolato, come nella foto, caramello o frutti di bosco).

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domenica 8 novembre 2009

Ricotta e pere

La torta ricotta l’ho assaggiata ad Amalfi (in una pasticceria, purtroppo, un tantino “turistica”) durante i tre fugaci giorni di vacanza che siamo riusciti a concederci quest’estate, e confesso che non mi aveva convinto. Decisamente troppo dolce. Le pere si sentivano appena, dovevi più che altro immaginarle, e il guscio era una sorta di frolla non troppo croccante. Nel complesso, il giudizio rasentava a stento la sufficienza. Se fossi riuscita a preparare per tempo un itinerario di viaggio (siamo partiti all’improvviso, senza prenotare nulla e senza sapere bene cosa visitare) sarei certo andata ad assaggiare la celeberrima versione di De Riso a Minori (il caso, per fortuna, mi ha condotta almeno alla deliziosa Pasticceria Pansa, in Piazza Duomo, dove mi sono goduta una colazione da principessa, con posate d’argento, servizio impeccabile e una sfogliatella -anzi, una “riccia” mi pare si dica- d’una bontà impareggiabile! Ma questa è un’altra storia…).

Ma allora non ne avevo nemmeno mai sentito parlare (lo so, sono piuttosto disinformata come food blogger!), sapevo solo quel che mi aveva detto il cameriere del bar, cioè che si trattava di un dolce tipico della costiera amalfitana, e che, personalmente, non mi aveva convinto. L’abbinamento, però, mi intrigava parecchio, così mi ripromisi di farne una mia versione alla prima occasione utile.

Domenica scorsa, pensando ad un dolce che potesse piacere alla mia famiglia, sono approdata, quasi per caso, a questa torta. Volevo un dolce elegante, ma di facile realizzazione (lunga, magari, ma facile); avevo in mente le pere, inizialmente con il cioccolato, ma non trovavo una torta che mi soddisfacesse o che non avessi già fatto in precedenza. Poi ho pensato alla ricotta e mi è venuta in mente la torta di Amalfi. Cercando una ricetta da cui partire, come al solito, ne ho trovate decine (Cookaround, Gennarino, La Ciliegina sulla Torta..solo per citare quelle che ho aperto), anche molto diverse tra loro, e ho scoperto che si trattava di un dolce molto famoso. Escluse immediatamente le versioni con la meringa, francese mi pare, e la “massa giapponese” (ma cosa è??? Ho proprio tanto da imparare ancora!), così come quelle con la frolla, ho preso la ricetta di Tuki e poi l’ho modificata un po’, cercando di creare una mia versione della “ricotta e pere”. Eccola qui.

ricotta e pere_s

Ingredienti: 

Per la pasta biscuit

75 g di farina 00
10 g di farina di mandorle
15 g di cacao amaro in polvere di ottima qualità 
3 uova
2 tuorli (tre uova intere sono sufficienti)
100 g di zucchero
50 g di burro fuso
1 pizzico di sale

Per la farcia alla ricotta

500 g di ricotta di pecora freschissima
200 g di panna fresca
160 g di zucchero
1 baccello di vaniglia

Per la bagna

100 g di acqua
50 g di zucchero
50 g di grappa (non avendo a disposizione il distillato di pere)

Per la farcia alle pere

2 pere medie sode ma dolci (dovrete ottenere circa 400 g di polpa)
50 g di zucchero
10 g di grappa
1 limone
2 cucchiaini di amido di mais

Per decorare

mezza pera
sciroppo di zucchero
zucchero a velo

Preparazione:

Mettete la ricotta a sgocciolare in un colapasta e iniziate a preparare la pasta biscotto. Preriscaldate il forno a 190°-200°. Montate con la planetaria o le fruste elettriche le uova (la mia ricetta ne prevede 3 intere più due tuorli, ma l’ho fatta spesso anche con sole tre uova intere e viene benissimo) con lo zucchero per almeno dieci minuti, fino ad ottenere una massa estremamente gonfia e densa. Sollevando le fruste, il composto dovrà “scrivere”, ossia depositarsi sulla superficie in “nastri” che tarderanno ad affondare. Setacciate insieme la farina, il cacao e la farina di mandorle, quindi aggiungetele lentamente e molto delicatamente alle uova montate. Unite infine il burro, in precedenza sciolto su fuoco bassissimo e raffreddato. Stendete con una spatola l’impasto su due placche ricoperte di carta forno oppure in due teglie da 22 cm di diametro (insomma, per farla breve, dovrete ottenere 2 dischi da 22 cm di diametro) e cuocete in forno già caldo per circa 8 minuti. Non perdete d’occhio il forno, la pasta non deve assolutamente diventare croccante. Se avete usate come me le placche, ricavate dalla pasta 2 dischi da 22 cm di diametro.

Preparate la crema di ricotta. Montate la panna ben soda in una ciotola fredda. Adesso, con la planetaria, o con una frusta elettrica a nastro, montate per circa 5 minuti la ricotta con lo zucchero ed i semi del baccello di vaniglia. Unitevi la panna, amalgamando delicatamente dal basso verso l’alto. Mettete la crema in una ciotola, copritela con pellicola e mettetela in frigo mentre preparate la bagna e la farcia alle pere.

Lavate, sbucciate le pere e riducetele a dadini piuttosto piccoli. Mettetele in una padella antiaderente con lo zucchero, la scorza ed il succo del limone. Fatele saltare su fuoco medio per circa 5-10 minuti. Quando saranno morbide ma non sfatte, aggiungete l’amido di mais, mescolando con un cucchaio di legno e cuocete per altri tre minuti. Dovrete ottenere un composto piuttosto denso, quindi, se occorre, aggiungete un altro pizzico di amido di mais. Unite, infine, la grappa e togliete dal fuoco. Trasferitele in un piatto fondo o in una ciotola e fatele raffreddare.

Preparate la bagna. Mettete in un pentolino l’acqua e lo zucchero, portate a bollore e fate bollire per trenta secondi circa. Fate raffreddare. Quando sarà quasi fredda, unite la grappa.

Adesso montate il dolce. Prendete un cerchio da pasticceria e adagiatelo sul piatto da portata. Rivestitelo di carta forno o di acetato. Disponete sul fondo uno dei dischi di pasta bisquit e spennellatelo con la bagna. Riempite con metà della farcia alla ricotta, quindi unite le pere e coprite con la restante crema di ricotta livellandola bene. Spruzzate con la bagna uno dei lati del secondo disco di pasta bisquit, quindi adagiatelo sulla crema, poggiandovi il lato bagnato. Premete leggermente. Mettete la torta in frigo per almeno quattro ore.

Per la decorazione, sciroppate una pera cuocendola in uno sciroppo di acqua, zucchero e limone (ho fatto ad occhio, non so le dosi) per circa dieci minuti.

Al momendo di servire il dolce, spolverizzatelo con abbondante zucchero a velo (il mio era quasi finito ed, infatti, sui bordi lo strato non è così spesso come avrei voluto), eliminate il cerchio da pasticceria e la carta forno e decorate con la pera sciroppata.

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domenica 14 giugno 2009

Torta allo yogurt

Due posts a distanza di pochissimi giorni…incredibile eh? So che avevo appena pubblicato la millefoglie al cioccolato, e magari molti di voi non l’hanno ancora vista, ma avevo troppa voglia di pubblicare questa ricetta!

Vi ricordate la torta allo yogurt della C…., la celebre marca di preparati per torte “in scatola”? Io l’avevo sempre guardata con un certo desiderio, ma in casa mia non sono mai entrati dolci preconfezionati quindi non l’avevo mai assaggiata. E, a dirla tutta, sono terribilmente intollerante allo yogurt…ma questa è un’altra storia!

Dicevo, avevo sempre ammirato quella pubblicità e guardavo quella torta così fresca e colorata morendo dalla voglia di assaggiarla.

Stranamente, non avevo mai pensato di farmela da me…finchè non ho ricevuto, credo fosse venerdì, la newsletter di Giallozafferano con questa ricetta! Appena l’ho letta ho deciso di provarla, sono scappata al supermercato, ho comprato gli ingredienti che mi mancavano e mi sono precipitata a casa per mettermi all’opera. E’ davvero facile e divertente da preparare, non richiede l’uso del forno ed è anche buonissima!

Vi scrivo la mia versione della ricetta, ho apportato un paio di modifiche, ma proprio delle piccolezze. Se vi interessa l’originale la trovate sul sito Giallozafferano.

torta allo yogurt_scr

Ingredienti:

Per la base

200 g di biscotti secchi (tipo Oro Saiwa)
20 g di corn flakes (anche di più se volete, conferiscono croccantezza alla base)
150 g di burro fuso
2 cucchiai di zucchero di canna

Per la crema

400 ml di yogurt bianco dolce (4 vasetti)
100 gr di philadelphia (aggiunta mia, in alternativa usate solo 500 ml di yogurt)
250 ml di panna fresca

4 cucchiai di latte
6 g (3 fogli) di colla di pesce

Per la copertura di fragole

100 ml di acqua 
6 g (3 fogli) di colla di pesce
500 g di fragoloni
2 cucchiai di succo di limone
90 g di zucchero

Per decorare

fragoline di bosco (o frutti di bosco)
qualche foglia di menta

Preparazione:

Mettete i biscotti e nel robot da cucina ed iniziate a sbriciolarli. Prima che siano del tutto ridotti in polvere unite i corn flakes ed azionate di nuovo l’apparecchio fino ad ottenere una polvere non troppo fine. Versatela in una ciotola ed unitevi lo zucchero di canna ed il burro fuso, amalgamando bene con un cucchiaio in modo che il burro si incorpori alla polvere di biscotti.

Imburrate una tortiera apribile e rivestitela di carta forno, mettendone un disco sul fondo e due strisce lungo i bordi. Versate il composto di biscotti nella tortiera e livellatelo con il dorso di un cucchiaio, facendo movimenti rotatori. Mettete la tortiera in frigo per una mezz’ora.

Nel frattempo, preparate la crema di yogurt. Prendete tre fogli di gelatina (o colla di pesce) ed immergeteli in una ciotolina piena di acqua fredda. Quando la gelatina avrà perso il suo aspetto vitreo e sarà morbida sotto le mani, scaldate il latte in un pentolino, ma fate ben attenzione a non farlo bollire perchè l’eccessivo calore rovinerebbe la gelatina. Scaldato il latte (ci vorranno pochi istanti essendo appena 4 cucchiai), togliete il pentolino dal fuoco, strizzate la gelatina ed unitela al latte caldo mescolando vigorosamente (meglio con una frusta) per farla sciogliere bene e non fare formare grumi. Adesso montate la panna finchè sarà ben soda. In un’altra ciotola, mescolate il philadelphia con lo yogurt, servendovi di una frusta a mano. Abbiate cura di mescolare molto, per far amalgamare bene il formaggio, che risultà più consistente dello yogurt. Unite al composto la panna montata, mescolando delicatamente per non smontarla, ed infine la colla di pesce precedentemente sciolta nel latte ed ormai tiepida (se la fate raffreddare troppo risulterà difficile amalgamarla bene al composto perchè sarà diventata troppo consistente).

Prendete la tortiera dal frigo e versate la crema sulla base di biscotto, livellandola bene e rimettete la tortiera in frigo per almeno due ore.

E mi raccomando, non abbiate fretta perchè se la crema non si rapprende, quando verserete la gelatina di fragole, questa, invece di posarvisi sopra, la bucherà rovinando l’aspetto della vostra torta!

Preparate la gelatina di fragole. Lavate i fragoloni e privateli del picciolo verde. Mettetele nel frullatore (o robot da cucina) con il succo di limone e 30 g di zucchero (meglio se usate lo zefiro). Frullate fino ad ottenere una crema liscia che, se vorrete, potrete passare al setaccio per eliminare i semini (io non l’ho fatto).

Ammollate come prima gli altri 3 fogli di colla di pesce in acqua fredda per dieci minuti circa. In un pentolino, versate i 100 ml di acqua e i restanti 60 g di zucchero. Ponete sul fuoco e fate sciogliere lo zucchero formando uno sciroppo. Anche in questo caso, fate molta attenzione a non farlo bollire. Se dovesse diventare troppo caldo, attendete che si raffreddi prima di unirvi la gelatina. Togliete il pentolino dal fuoco, strizzate la colla di pesce ed unitela allo sciroppo mescolando bene per farla sciogliere. Lasciate raffreddare lo sciroppo (in questo caso, essendovi più liquido, la gelatina non farà addensare eccessivamente il composto mentre si raffredda).

Infine, mescolate lo sciroppo con la salsa di fragole. Prendete la torta dal frigo ed accertatevi che la crema di yogurt sia diventata compatta. Se lo è, versatevi sopra, con molta delicatezza, la salsa di fragole. Rimettete lo stampo in frigo (lo so, sembra che ci voglia un sacco di tempo a preparare questo dolce, ma vi assicuro che i vari passaggi vi prenderanno pochi  minuti, l’unica scocciatura sono i tempi di raffreddamento!).

Al momento di servire la torta, aprite la cerniera e togliete delicatamente l’anello, quindi, aiutandovi con la carta forno, fate scivolare la torta sul piatto da portata e decoratela con qualche fragolina di bosco ed alcune foglie di menta.

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domenica 5 aprile 2009

Stella al cioccolato grattugiato

Questa è una delle torte della mia infanzia…o meglio della mia adolescenza, atteso che da bambina la cioccolata mi era proibita! Comunque sia, appena l’ho scoperta è diventata una delle mie preferite, nonchè una delle prime torte che ho imparato a preparare per fare bella figura a scuola o alle feste con gli amichetti. Avrete capito che la ricetta ce l’ho da un bel po’ di tempo…infatti proviene da un vecchissimo ricettario della Bertolini, del quale forse vi ho già parlato.

Questa volta, tanto per variare un po’, l’ho fatta a forma di stella grazie ad uno dei meravigliosi stampi della Silikomart (si tratta di una stella ad otto punte da 26 cm di diametro, dotata del comodissimo safe ring di cui vi ho parlato nel post sul cake salato).

La torta è molto semplice, con un contenuto moderato di uova e burro, come si usava una volta; è cioccolatosa ma non troppo, perfetta per la colazione, se la servite così com’è, semplicemente spolverata con zucchero a velo. Ma si presta anche ad essere trasformata in qualcosa di più sofisticato, basta spalmarla di panna montata e ricoprirla di riccioli di cioccolata fondente, magari dopo averla riempita con una farcia golosa. Insomma, provatela, vi conquisterà.

Per un risultato migliore secondo me è bene utilizzare del buon cioccolato fondente almeno al 70%, oppure qualcosa di veramente speciale come un cioccolato Valrhona.

stella copia

Qualcuno magari avrà notato che sto trascurando il blog in questo periodo; il mio ed i vostri. Non so perchè, sarà l’arrivo della primavera, sinceramente mi sento sempre stanchissima e quando finisco di lavorare non vedo l’ora di sbrigare le faccende e mettermi a dormire….non mi restano energie sufficienti nè per cucinare nè per passare ore al pc. E di gironzolare per i vostri siti mentre sono a lavoro per adesso non se ne parla, il lavoro è un delirio ultimamente…e la mia cronica carenza di energie non mi aiuta di certo! Insomma, che dire? Mi mancate tutti, mi manca la cucina, mi manca il rito delle foto, la scelta del set, la composizione dello scatto…spero di tornare a dedicarmici quanto prima.

Ingredienti

300 g di farina 00
150 g di zucchero semolato
100 g di burro
100 g di cioccolato fondente al 70% o più
3 uova
1 bicchiere di latte
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale

Preparazione

Preriscaldate il forno a 180-190°. Grattugiate il cioccolato. Intendo dire proprio grattugiatelo, con la grattugia, non tritatelo con il coltello. Per questa operazione è necessario che il cioccolato e la grattugia siano ben freddi, specie adesso che la temperatura si sta alzando nelle nostre case. 

A proposito di grattugia…io trovo comodissima  la Nana della Pylones…è una grattugia a forma di cono, che sta in piedi da sè, così non devo tenerla in equilibrio, ben affilata e molto comoda. Da quando ce l’ho non ne uso altre! Non so se conoscete questa marca di prodotti, io li adoro! Li ho scoperti a New York e ritrovati poi a Parigi….sono oggetti di uso quotidiano di svariati tipi, dall’imbuto alla grattugia, dallo scolapiatti al campanello per la bici, passando per le forbici, gli ombrelli e ogni altra cosa vi possa venire in mente, e hanno un design assolutamente unico…sono coloratissimi, originali e divertenti! E funzionali anche…il che non guasta!

Dunque, dove ero rimasta? Ah si….al cioccolato grattugiato. Sbattete a lungo i tuorli con lo zucchero, fino a renderli chiari e densi. Fondete il burro su fiamma dolce, ed aggiungetelo alle uova ancora tiepido. Unite poi il cioccolato grattugiato, quindi aggiungete il latte, alternandolo con la farina, cui avrete mescolato un pizzico di sale. Montate gli albumi a neve fermissima ed aggiungeteli al composto mescolando delicatamente, dal basso verso l’alto.Infine, unite il lievito setacciato. Versate nello stampo (se non ne usate uno in silicone, abbiate cura di imburrarlo e spolverizzarlo di zucchero) ed infornate per circa 30-40 minuti. Fate sempre la prova stecchino.

Una piccola nota, più che altro per me: pur essendo in silicone, lo stampo è estremamente resistente al calore, tanto che dopo mezz’ora la torta, pur sembrando quasi cotta in superficie, risultava ancora molto umida all’interno (il che mi accade, a volte, con le pirofile in porcellana…non mi era mai successo con il silicone!). E’ stato sufficiente spostarla nel ripiano inferiore del forno e coprire la superficie con un foglio di alluminio per non farla scurire. La prossima volta, la collocherò fin dal principio in un ripiano più basso del forno!

Sfornate, lasciate raffreddare e poi sformatela. Servite spolverata di zucchero a velo, cacao o guarnita come vi ho suggerito prima.

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sabato 10 gennaio 2009

Torta Savoia

Proseguo con la carrellata dei dolci che ho preparato durante queste feste; questa torta l'ho portata alla cena della vigilia insieme alle sfince del post precedente. Così ho accontentato sia gli amanti della ricotta (R. ed io), sia gli amanti del cioccolato (S. -il cui dolce preferito è proprio la torta savoia- ed ancora.....io!).

Qui a Palermo la torta Savoia si trova in tutte le pasticcerie ed è molto diffusa; credo faccia parte della tradizione siciliana, ma devo dire che non lo so con certezza. Ho anche provato a cercare con google la storia della torta Savoia, ma non è venuto fuori nulla di interessante. Comunque, anche Wikipedia la include tra i dolci tipici di Palermo. Sono certa che tra voi ci sarà chi conosce questa storia, quindi vi invito a raccontarmi ciò che sapete su questa torta; io sono una curiosa e mi piace scoprire aneddoti sull'origine delle ricette più famose!

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La ricetta l'ho trovata sul forum di Gennarino, corredata da immagini delle varie fasi dell'esecuzione. La trovate qui
Realizzarla richiede un lungo lungo lavoro, ma ne vale la pena! Come sempre mi accade con le glasse, ho avuto problemi nel ricoprire la torta; non sono particolarmente brava a far colare le glasse sulle torte. Peraltro, la ricetta suggeriva di rifilare i bordi prima di rivestirla; io non l'ho fatto perchè i miei dischi di pan di spagna sembravano abbastanza regolari, ma è stato uno sbaglio. Ritagliare i bordi serve a renderli perfettamente lisci e omogenei, facilitando il compito di rendere uniforme la copertura. Benché, in definitiva, non fosse esteticamente ineccepibile, ha ricosso un grandissimo ed inatteso successo. Mi è stato persino chiesto di rifarla....ed intendo farlo (per te S. questo ed altro!), appena se ne presenterà l'occasione.

Ingredienti:

6 uova grandi (da 70 g)
90 g di farina 00
60 g di amido di grano
180 g di zucchero (io ho usato lo Zefiro) 
un cucchiaino di miele
150 g di cioccolato al latte
500 g di cioccolato fondente al 70% di cacao
100 g di crema di nocciole (se volete prepararla la ricetta è riportata
qui)* 
15 g di zucchero a velo
60 g di acqua
40 g di rum bianco

* una buona crema di nocciole Piemonte, se non volete farla in casa, la produce la Novi; oppure, se i puristi non gridano allo scandalo, potete usare della normalissima Nutella...

Preparazione:

Preriscaldate il forno a 160°. Separate i tuorli dagli albumi e montate questi ultimi a neve  fermissima con un pizzico di sale, conservandoli poi in frigo mentre montate i tuorli. Montate i tuorli con 150 g di zucchero, finchè diventeranno bianchi e densi. Unite un cucchiaino di miele, poi incorporate gradualmente la farina e l'amido setacciati insieme, mescolando con delicatezza. Aggiungete infine gli albumi a neve, poco per volta e mescolando dall'alto verso il basso. Coprite di carta forno due placche. Prendete un mestolo di impasto e distribuitelo sulla prima placca, livellandolo bene con il dorso di un cucchiaio fino ad uno spessore di circa 3 mm; cercate di formare un cerchio da 24 cm di diametro (io ho utilizzato come riferimento l'anello di una tortiera a cerniera). Fate riposare la pastella per un minuto e poi infornatela per circa 10 minuti. I tempi sono indicativi, ogni forno avrà il proprio; in ogni caso, i dischi dovranno essere leggermente dorati con i bordi un po' più scuri, ma non devono asciugarsi troppo nè biscottare sul bordo. La consistenza finale ricorda vagamente quella della pasta biscotto. Mentre il disco cuoce, preparate il secondo sulla seconda placca. Sfornate il primo disco e trasferitelo su un piano con tutta la carta forno per raffreddarlo. Dovrete ottenere in tutto otto dischi.

Mentre i dischi raffreddano, preparate la farcia. Sciogliete a bagnomaria 150 g di cioccolato a latte, 200 g di cioccolato fondente al 70%, la crema di nocciole e i 15 g di zucchero a velo setacciato. Quando tutto sarà fuso, togliete il pentolino dal fuoco ed unite 10 gocce di rum bianco. Il liquore addenserà il composto. Il mio, rispetto a quello che si vede nelle foto del sito, era più morbido, ma la consistenza finale della torta mi hanno detto essere perfetta, quindi non occorre che la farcia risulti troppo densa. Oltretutto mi è stato assai più facile stenderla sui dischi.

Preparate la bagna al rum: scaldate leggermente 60 g di acqua e scioglietevi i rimanenti 30 g di zucchero; unite poi 30 g di rum bianco e mescolate.

Montate la torta. Capovolgete il primo disco di pan di spagna su un foglio di carta forno di diametro leggermente inferiore; staccate la carta servita per la cottura e stendetevi un sesto della farcia, tenendovi a circa mezzo centimetro dal bordo. Bagnate con la soluzione di acqua, zucchero e rum un secondo disco di pan di spagna, capovolgetelo sul primo spalmato di crema, staccate la carta di cottura e stendetevi sopra un altro sesto della crema al cioccolato. Ripetete l'operazione fino ad esaurimento della farcia e della bagna (abbondate pure nel bagnare i dischi). Vi resterà un ultimo disco di pan di spagna che non dovrà essere bagnato e andrà adagiato sull'ultimo strato di crema a copertura. Adesso fate quel che io non ho fatto: utilizzando un piatto o un disco di cartone da torte di circa 22 cm di diametro, rifilate il bordo della torta con un coltello affilato (i ritagli potete mangiarli subito...per verificare la riuscita del dolce!!! :D). Ponetela in frigo a raffreddare, coprendola con pellicola trasparente.

Preparate la copertura: sciogliete a bagnomaria 300 g di cioccolato fondente al 70% di cacao e temperatelo. Per il temperaggio, occorre portare il cioccolato a 45-50°, poi stenderne due terzi su un piano di marmo (se l'avessi.....io uso il tappetino in silicone della Silikomart, del quale non so più fare a meno, è favoloso per stendere frolle, lavorare impasti lievitati e, in mancanza di altre superfici disponibili, può essere usato per temperare il cioccolato!) e lavoratelo con due spatole con un movimento dall'esterno verso l'interno, fino a portarlo ad una temperatura di circa 28°. Raccogliete il cioccolato e riunitelo alla parte lasciata a bagnomaria, riportando il tutto ad una temperatura di circa 32°. Vi confesso che a me il temperaggio non riesce proprio bene, spesso il cioccolato non diventa abbastanza lucido. Ma se avete lo stesso problema, non temete: anche se non perfettamente lucida, la vostra torta sarà ugualmente buona!

Per coprire la torta ponetela su un disco di cartone rigido di diametro inferiore alla torta, quindi appoggiatela su una tazza o una ciotola con sotto un piatto o un foglio di carta forno. Il fatto che la torta sia sollevata dal piano semplificherà la glassatura. Versate il cioccolato fuso sulla torta, facendolo colare sui bordi e cercando di stenderlo con il minor numero di movimenti possibile.
Lasciate che il cioccolato si rapprenda completamente prima di spostare la torta. Tenete da parte un po' di cioccolato fuso. Quando la copertura si sarà sappresa, unite al cioccolato rimasto due gocce di rum per addensarlo e, con un conetto di carta forno dalla punta sottile, formate la scritta "Savoia" sulla vostra torta (io veramente ci ho scritto "Buon Natale"!).

Conservatela in luogo fresco, non necessariamente in frigo, va bene anche una veranda o un balcone....certo purchè dove abitate voi fuori non faccia più freddo che dentro al frigo!

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martedì 15 luglio 2008

Torta di ciliegie (pure io!)

Questa ricetta l'ho trovata sbirciando in quell'utilissimo aggregatore chiamato Il Bloggatore. Alcuni di voi sapranno che ho cercato a lungo una ricetta di torta o plum cake con ciliegie che prevedesse una ridotta quantità di burro, dato che con il caldo non apprezzo i dolci troppo burrosi; in particolare, avevo chiesto notizie a Claudia e a Nightfairy, che avevano pubblicato delle ricette di cake con ciliegie. Quello di Nightfairy era a base di olio, ma prevedeva le ciliegie come accompagnamento, non come copertura, mentre quello di Claudia conteneva più burro di quanto io desiderassi usare. Insomma, non avevo trovato la ricetta che facesse al caso mio.
Di provare a fare da me non se ne parlava, dopo il mio ultimo fallimentare tentativo; sì perchè qualche mese addietro avevo provato a fare una torta di fragole e farina di mais senza burro, ma le fragole erano finite tutte inesorabilmente sul fondo...(forse ve la mostrerò....perchè tutto sommato il gusto era delizioso!).

Poi ho fatto un giro su Il Bloggatore ed ho visto la ricetta che tra poco vi presenterò: utilizzava la ricotta insieme al burro, in modo da poterne usare pochissimo. Era proprio quello che cercavo, così ho trascritto in fretta e furia le dosi e poi ho messo la ricetta tra quelle da provare.

Ovviamente, quando poi ho provato la torta e ho scoperto che era squisita, avevo già dimenticato su quale blog l'avessi trovata! Così oggi vi propongo questa ricetta, sperando che l'autrice si trovi a passare da queste parti per consentirmi di tributarle i dovuti onori!

AGGIORNAMENTO: l'autrice della ricetta è venuta a trovarmi per farmi sapere a chi devo questa fantastica torta: lei si chiama Simo ed il suo blog è "Pensieri e pasticci...di una mamma in cucina"! Grazie Simoooooo!!!

torta_di_ciliegie

Ingredienti:

50 g di burro
150 g di ricotta
2 uova
150 g di zucchero
200 g di farina
50 g di fecola
mezza tazzina di latte
1 bustina di lievito

500 g (circa) di ciliegie nere

Preparazione:

Imburrate ed infarinate uno stampo da 24 cm. Preriscaldate il forno a 180°. Lavate e snocciolate le ciliegie, considerando che la dose indicata è approssimativa, la quantità esatta dipende dal vostro gusto e dalla grandezza della torta; io ad esempio quando l'ho rifatta in seguito ne ho messe di più.

Con le fruste elettriche sbattete il burro morbido insieme alla ricotta ed allo zucchero, fino ad ottenere un composto chiaro e soffice. Unite poi le uova, uno alla volta, mescolando energicamente con un cucchiaio di legno o con le fruste alla minima velocità. A questo punto aggiungete la farina e la fecola setacciate insieme, alternandole con tanto latte quanto sia necessario per ammorbidire un po' il composto (non troppo, o le ciliegie affonderanno!). In ultimo, aggiungete il lievito setacciato. DIstribuite il composto nello stampo livellandolo con una spatola, quindi cospargete la superficie con le ciliegie spezzettate, premendo leggermente con le dita in modo da farle affondare un pochino. Infornate per 40 minuti, controllando la cottura con uno stecchino prima di sfornare il dolce.

La torta risulta profumata e soffice; la pasta è un po' "rustica", non dissimile, nella consistenza, dalla mia torta di mele (quella del ricettario di Nonna Papera, che ho postato tempo fa).
Mi è piaciuta tanto che l'ho fatta più volte, variando piccole cose; una volta, ad esempio, ho messo un vasetto e mezzo di yogurt bianco naturale al posto della ricotta, che in quel momento non avevo.

L'unico accorgimento da seguire, almeno quando fa molto caldo, è di consumarla al massimo entro 2 giorni, o in alternativa di conservarla in frigo, perchè la frutta, benché cotta, si deteriora facilmente.

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domenica 29 giugno 2008

La colazione è servita - atto III. Torta al limone

Questa torta costituisce, insieme alle briochine fatte in casa, una delle mie colazioni preferite ed ha anche il vantaggio di essere più leggera di altri dolci, in quanto è preparata usando l'olio al posto del burro. L'olio è previsto proprio nella ricetta originale, che proviene da un vecchissimo ricettario della Bertolini, molti di voi lo conosceranno, era quello con la storiella illustrata di "Maria Rosa" alla fine; ve lo ricordate??? Mia madre lo ha usato per anni e da là ho preso le ricette dei miei primi dolci; ci sono molto affezionata ed oltre tutto trovo che contenga ricette semplici ma deliziose.
Per rendere più golosa ed anche più morbida la torta, ho aggiunto una farcitura, a base di limone e marmellata di albicocche, approfittando di una bella scorta di limoni biologici (anzi proprio del giardino di casa di un'amica) che avevo ricevuto in dono. In questo modo, peraltro, la torta si è mantenuta morbida e fragrante molto a lungo.
Trattandosi, come vi dicevo, di uno dei miei dolci da colazione favoriti, la aggiungo alla lista delle mie colazioni favorite. Con questa arriviamo a tre....beh avrete capito quanto mi piaccia variare la colazione...ed infatti alla lista delle mie colazioni-tipo mancano gli innumerevoli tipi di biscotti che ho preparato!!

torta_campagnola

Ingredienti:

per la torta:

300 g di farina
150 g di zucchero
2 uova
una tazzina da caffè di olio
il succo di mezzo limone (di uno intero, se è piccolo)
la scorza di grattugiata di un limone non trattato
2 o 3 tazzine di latte
una bustina di lievito per dolci

per la farcitura:

3 limoni medi (2 se sono grossi)
4 o 5 cucchiai di zucchero
1 cucchaio di amido di mais
100 g (circa) di marmellata di albicocche

Preparazione:

Imburrate ed infarinate uno stampo da 24 cm di diametro. Preparate tutti gli ingredienti e quindi accendete il forno a 180°.
Grattugiate la scorza del limone, quindi spremetene il succo. Sbattete a lungo, con il robot o con le fruste elettriche, i due tuorli con lo zucchero finché saranno chiari e spumosi; aggiungete, mescolando a bassa velocità, la scorza del limone ed il succo, poi l'olio. Aggiungete adesso la farina setacciata, mescolando con un cucchiaio di legno. Continuate unendo tanto latte quanto basta per ottenere un soffice impasto, senza che diventi troppo liquido. Montate i due albumi a neve ferma ed uniteli al composto a cucchiaiate, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto. Infine, unite il lievito, anch'esso setacciato. Versate il composto nello stampo ed infornate per circa 30 minuti. Sfornate il dolce e lasciatelo raffreddare.
Frattanto, preparate la farcitura al limone. So che una "crema" priva di uova e latte può sembrare strana, ma è una ricetta sperimentata che ho provato in infinite varianti, con il succo di diversi agrumi ed anche con altri tipi di frutti. Più che di una crema si tratta di una specie di "marmellata" o gelatina di frutta...in ogni caso è una farcitura leggera, perchè priva di grassi, e molto fresca. Credo che l'originale fosse in una ricetta di Angie, un plum cake con questa farcitura, ma con arancia e limone, mi pare.
Spremete i limoni e mettete il succo in un pentolino; mescolatevi l'amido e lo zucchero, quindi mettete su fuoco bassissimo e mescolate finché non si sarà addensata. Assaggiatela per verificare che lo zucchero sia sufficiente e, se del caso, aggiungetene ancora. Lasciate raffreddare la crema.
Tagliate il dolce a metà; su una metà spalmate la confettura di albicocche, sull'altra la farcitura di limone, quindi ricomponetelo. Prima di servire, cospargetelo di zucchero a velo e...buona colazione a tutti!!

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martedì 20 novembre 2007

Tort(in)a di mele di Nonna Papera

Quando ho cucinato queste tortine ero stata assalita da un'irrefrenabile voglia di torta di mele ma erano le dieci di sera e io avevo in casa UNA sola mela, così ho deciso di ridurre un po' le dosi della mia torta preferita e farne delle tortine, che, avendo minor superficie disponibile, avrebbero richiesto meno fettine di mela. L'esperimento non è riuscito benissimo, perchè cuocendola negli stampini da muffin la consisitenza della pasta è venuta diversa dal solito, meno soffice; quindi vi consiglio caldamente di fare una sola torta grande e, infatti, vi riporto le dosi della mia storica ricetta.

Questa ricetta risale alla mia infanzia, fa parte di un ricettario a puntate (ricettario di Nonna Papera appunto) pubblicato dal Topolino quando ero bambina, che ho gelosamente custodito ed usato tante volte nel corso degli anni. Contiene un sacco di ricette buone e semplici, fra cui una delle migliori torte di mele che abbia mai provato, soffice ma un pochino rustica, non troppo dolce e profumata di cannella!

tortina di mele


Ingredienti (per una torta di 24 cm di diametro):

200 g di farina
100 g di zucchero
2 uova
70 g di burro
un bicchiere di latte
un limone
mezza bustina di lievito
3 mele
burro e pangrattato per lo stampo
zucchero e cannella per le mele

Preparazione:

Imburrate lo stampo e cospargetelo di pangrattato (lo so, sembra strano, ma da un certo non so che davvero speciale alla torta). Potete tagliare le mele adesso, irrorandole con il succo di limone, oppure alla fine, a patto che in quest'ultimo caso lo facciate rapidamente.

Accendete il forno a 180°. Lavorate con le fruste elettriche (o a mano se preferite) il burro con lo zucchero fino ad ottenere una crema morbida, unite le uova (in alternativa, potete mettere solo i tuorli, montare a parte gli albumi ed incorporarli alla fine, prima del lievito), uno alla volta, mescolando fino al completo assorbimento prima di aggiungere il secondo. Poi unite gradualmente la farina setacciandola, alternando con il latte a temperatura ambiente. Infine, aggiungete il lievito. Versate l'impasto, che non sarà proprio liquido, ma piuttosto denso e consistente, nello stampo.

Sbucciate le mele e tagliatele a spicchi e poi a fettine sottili (se lo avete fatto prima scolatele dal succo di limone), quindi disponetele a raggera sopra la torta, inclinandole leggermente in modo che affondino parzialmente nell'impasto, e mettetele molto molto fitte. Grattugiatevi sopra la scorza di un limone, poi cospargete con 3 o 4 cucchiai di zucchero e una generosa spolverata di cannella. Infornate per 40 minuti. Io ve la consiglio ancora tiepida...è una meraviglia!.

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Torta devil

Devil, o almeno qualcosa di simile. Spesso nelle pasticcerie chiamano "torta devil" un dolce al cioccolato farcito con la panna; in realtà, nel mio "libro d'oro del cioccolato" la torta "del diavolo" è molto più complessa, prevedendo l'utilizzo di un colorante rosso per rendere la pasta appunto rossiccia, e una farcitura a base di crema di burro.

Comunque, la mia è una torta al cioccolato, farcita con la panna ed uno strato di crema pasticcera al cioccolato. Solitamente non faccio torte farcite (davvero troppo pesanti, considerando che non faccio altro che cucinare...) ma in questo caso avevo promesso di preparare un dolce per un pranzo; avevo preparato la crostata che vi posterò più tardi, ma non mi convinceva, avevo il dubbio che non fosse venuta bene, così ho fatto un'altro dolce in tutta fretta e, volendo renderlo più goloso e presentabile, l'ho farcito e decorato con la panna (che avevo già utilizzato per l'altra torta!).

torta al cioccolato e panna

La torta-base è ottima, molto soffice e abbastanza facile da fare e va bene sia da mangiare "al naturale", sia da farcire.


Ingredienti:

100 g di cioccolato fondente al 70% o più
100 g di burro
100 g di farina
100 g di zucchero
4 uova
mezza bustina di lievito

Per farcire e decorare:

250 ml di panna liquida
cacao in polvere

Preparazione:

Accendete il forno a 180°; imburrate ed infarinate uno stampo da 22 cm di diametro (va bene anche 24, ma è meglio 22 se volete una torta alta).

Fate fondere a bagnomaria il cioccolato spezzettato con il burro, mescolando continuamente e senza far mai bollire l'acqua.

Separate i tuorli dagli albumi. Sbattete con le fruste elettriche o a mano i tuorli con lo zucchero fino a che diventino chiari e soffici. Incorporatevi il cioccolato fuso, poi la farina setacciandola per evitare la formazione di grumi.

Pulite le fruste e poi montate gli albumi con un pizzico di sale a neve ferma. Aggiungeteli poco a poco al composto, mescolando delicatamente. Infine, unite il lievito, facendolo cadere attraverso un setaccio.

Versate nella tortiera e cuocete per 40 minuti circa. Fate sempre la prova dello stuzzicadenti.

Montate la panna freddissima con poco zucchero a velo. Quando la torta sarà fredda, tagliatela a metà. Spruzzate le due metà con abbondante rum, poi stendete sopra lo strato inferiore parte della panna montata (tenendone circa un terzo per decorare), ricomponete il dolce e spolverizzatelo di cacao. Decorate con la panna rimasta aiutandovi con una tasca da pasticcere o, semplicemente, stendendola lungo tutto il bordo della torta.

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