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domenica 23 gennaio 2011

Ravioloni ripieni di bieta e scamorza con crema di ricotta

Dopo tanta attesa, pubblico il primo piatto che ho servito alla cena della vigilia.

Sappiate che c’è una ragione se ci ho messo così tanto. Ricordate che, nel post dedicato al menù, vi ho detto di aver fatto pochissime foto, di cui non ero per nulla soddisfatta? Ebbene, per non essere costretta a pubblicare foto che non mi soddisfaceva appieno, ho deciso di rifare i piatti cucinati quella sera. Non è detto che rifaccia proprio tutto, ma intanto oggi a pranzo abbiamo mangiato di nuovo questi ravioli..e non è stato un gran sacrificio!

Con l’occasione, ho fatto qualche modifica, variando il ripieno (scamorza affumicata invece che bianca), le quantità (ho aggiunto più scamorza) e la forma (delle grandi mezzelune, invece che dei ravioli tondi, di circa 5 cm di diametro).
Ancora non sono perfettamente soddisfatta della quantità di scamorza; la ricetta originale ne prevede 100 g su 400 di bieta, io ne ho usati la prima volta il doppio, oggi ho usato tanta bieta quanta scamorza, ma proverò ad aumentarla ancora, per avere un ripieno più “filante”.

L’idea di questi ravioli proviene dal libro “Cookaround, la cucina degli italiani”, Castelvecchi editore, e precisamente dalle Caramelle ripiene di bieta e scamorza che ci sono a pagina 90. Io ho utilizzato quel ripieno, che mi è parso subito buono, originale ed anche semplice, ma ho modificato sia la pasta, sia le proporzioni del contenuto.

Ecco quindi la mia versione, che tiene conto anche delle varianti apportate oggi.

ravioli_1_s

Ingredienti (per 8 persone, circa 70 ravioloni da 5 cm di diametro)

per la sfoglia

350 g di farina 00
150 g di semola di rimacinato
4 uova
2,5 g di sale
4 cucchiai d’acqua (eventuali)

per il ripieno

500 g di bieta lessata (pesata dopo averla ben strizzata)
400-500 g di scamorza affumicata (o bianca)
1 uovo
sale
pepe
noce moscata

per il condimento

600 g di ricotta di pecora freschissima
sale
pepe
noce moscata
olio extravergine d’oliva

Preparazione

Iniziate con le biete. Non so dirvi quante ne occorrano crude per ottenere 500 g di biete lessate e strizzate benissimo. Credo almeno 10 mazzi (da noi si vendono a mazzi…). Io le ho dovute comprare e cuocere almeno 2 volte ed una parte me le ha preparate mia madre.
Lavate bene la verdura, pulitela e lessatela in abbondante acqua bollente salata per circa 10 minuti, poi scolatela e, una volta fredda, strizzatela tra le mani più volte, in modo da eliminare tutta l’acqua. A questo punto, pesatela.
Tagliate a grossi pezzi la scamorza. La prima volta ho usato una scamorza bianca, piuttosto soda. Oggi, invece, ho usato una scamorza di bufala delicatamente affumicata; trovo che ci stia decisamente meglio, conferendo carattere al piatto, senza però risultare invadente o predominare troppo gli altri sapori.
Per avere un ripieno ben omogeneo, io ho scelto di usare il frullatore, ma potete tranquillamente mescolare tutto a mano. Mettete in una ciotola, o nel mixer, le biete lessate, la scamorza ed un uovo. Mescolate il tutto, aggiungendo poco sale, pepe ed una abbondante grattata di noce moscata.

Passate adesso alla pasta. Fate una fontana con le farine mixate, versateci le uova ed iniziate a mescolare (io ho usato il Kenwood, con il gancio), quindi aggiungete il sale; se necessario, unite uno alla volta, qualche cucchiaio di acqua, quanto basta per far compattare l’impasto. Lavorate a lungo, a mano o con il robot, fino ad ottenere una pasta liscia ed omogenea, ma NON appiccicosa. E’ importante non eccedere con l’acqua, perchè vi occorre una pasta ben soda, non troppo morbida, altrimenti potrebbe rompersi in cottura. Copritela con pellicola trasparente e fatela riposare per circa 30 minuti.

Stendete la sfoglia (io ho utilizzato la sfogliatrice del Kenwood e ho tirato la sfoglia fino al n° 8 la prima volta, al n° 7 per le mezze lune di oggi, che essendo più grandi necessitavano, secondo me, di un maggiore spessore), distribuitevi il ripieno (un cucchiaino per i ravioli piccoli), coprite con un’altra sfoglia di pasta e tagliate i ravioli con l’apposito stampino (questo qui). A Natale, a furia di fare ravioli, ho spezzato lo stampo!
Oggi, invece, ho fatto delle grandi mezze lune, usando questo stampo (ovviamente dovrete procedere in modo diverso, tagliando dei quadrati di pasta, collocandoli nello stampo, distribuendo il ripieno su una metà e poi chiudendoli pressando).

Collocate i ravioli su un vassoio ben infarinato, senza sovrapporli.

A questo punto, se volete, potete congelarli, lasciandoli ben distesi e separati fino al completo congelamento; una volta induriti, potrete anche trasferirli in un sacchetto di plastica per congelare, senza rischiare che si attacchino. Al momento di usarli, basterà metterli nell’acqua bollente ancora congelati e lasciarli cuocere qualche minuto in più (non ho tempi da indicarvi, vale l’assaggio!)

Cuocete i ravioli in abbondante acqua bollente salata, avendo cura di metterne pochi alla volta; impiegheranno un paio di minuti. Mettete la ricotta in una ciotola, aggiungete un’idea di sale e pepe, ed un goccio d’olio; mescolate energicamente la ricotta con una forchetta, aggiungendo man mano acqua bollente prelevata dalla pentola della pasta fino a trasformare la ricotta in una crema liscia. Se volete, potete emulsionarla con una frusta a mano. Scolate i ravioli con un “ragno” o con un mestolo forato e conditeli con la ricotta, mescolando delicatamente per non romperli. Impiattate, spolverate con un’altra grattatina di noce moscata e servite ben caldi.

Questa qui sotto è l’unica foto che avevo scattato la prima volta ai ravioli mentre li preparavo. Un po’ triste, vero? E’ molto meglio vederli in versione definitiva, cotti e conditi con la loro golosa crema candida!

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giovedì 11 novembre 2010

Spaghetti con zucca e triglie

Questa è praticamente una “foto senza ricetta”, perchè la pasta in questione risale a più di un anno fa e, non avendo appuntato gli ingredienti, non ricordo, se non per sommi capi, come l’avessi preparata.
Anche la foto è una foto rubata, scattata all’ultimo istante, mentre stavo per servire la pasta, perché un assaggio clandestino mentre la saltavo mi aveva conquistato, inducendomi a fotografarla con l’intenzione di pubblicarla quanto prima. Da allora, però, sono passati mesi…per non dire anni.

Oggi, a dire il vero, avrei voluto parlarvi del meraviglioso corso cui ho partecipato, quello di Paoletta e del maestro Adriano, ma non avevo foto da mostrarvi (ero troppo impegnata a mettere le mani in pasta per scattarne) e non ho ancora replicato nessuna delle ricette fatte lì, per mostrarvi quanti progressi abbia fatto in tema di lievitazione e panificazione, così ho cambiato idea ed ho deciso di ripiegare su qualche ricetta dimenticata in archivio.

E dunque, mentre riordinavo l’archivio, è saltata fuori quest’immagine, che mi ha tentato più delle altre e mi è venuta voglia di pubblicarla. Peccato che non abbia trovato la ricetta! Ricordo la menta, perché la adoro sia con la zucca che con le triglie, ma poco altro. E nessuna dose precisa. Prometto di replicarla quanto prima, così posso colmarne le lacune. Nel frattempo, io vi ho suggerito l’abbinamento e mi sforzerò di risalire al procedimento utilizzato, ma starà a voi interpretarlo e perfezionarlo secondo il vostro gusto!

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Ingredienti (così ad occhio!):

200 g di spaghetti
un pezzo di zucca rossa (200 g di polpa?)
4 triglie di scoglio medie sfilettate (conservate le teste per il “fumetto”)
1 piccola cipolla
2 pomodori ramati privati della pelle e dei semi e tagliati in piccoli pezzi
oppure 6 pomodori secchi sott’olio
un mazzetto di menta fresca
1 manciata di mandorle tostate
olio extravergine, sale, pepe nero di mulinello

1 carota, 1 costa di sedano, 1 cipolla ed aromi vari per il fumetto

Preparazione…o quel che ne ricordo

Per prima cosa preparate un fumetto di pesce, nella solita maniera  veloce che prediligo. Mettete in una pentola una carota, una costa di sedano, una cipolla e le teste e lische delle triglie. Aggiungete due cucchiai d’olio e rosolate il tutto per un minuto, quindi aggiungete dell’acqua fredda, diciamo mezzo litro in questo caso, una manciata di sale grosso, pepe, semi di coriandolo pestati, o qualsiasi altra spezia vi piaccia. Portate a bollore e fate cuocere per 10 minuti. Tenete in caldo.

Mettete la pentola  per la pasta e, quando sarà giunta a bollore, salate e cuocete gli spaghetti. Nel frattempo, pulite la zucca e tagliatela a piccoli cubetti. Tritate finemente la cipolla. In una larga padella, versate un filo d’olio buono, unite la cipolla e la zucca e rosolate per due minuti, abbassate un poco la fiamma, salate leggermente e bagnate con il brodetto di pesce. Cuocete in questo modo per 10 minuti, la zucca dovrebbe essere quasi cotta (deve diventare poco meno di una crema, così da avvolgere gli spaghetti, come si vede nella foto!), quindi unite i filetti di triglia interi (non occorre tagliarli, si spezzeranno da soli cuocendo e mescolando), una parte della menta spezzettata con le mani, ed i pomodori (a me piace che conservino un sapore fresco, quindi li faccio cuocere poco; ma forse anche il pomodoro secco si sposerebbe bene);  cuocete ancora per due o tre minuti, mescolando. Scolate gli spaghetti al dente e fateli saltare nel condimento per un paio di minuti, regolate di sale, se occorre, date una bella spolverata di pepe macinato fresco e terminate con il resto della menta sempre spezzettata con le mani. Impiattate e servite.

Che ne dite, vi pare attendibile come procedimento? Sono quasi sicura di avere fatto così, perché è il procedimento che adotto quasi sempre quando abbino verdure e pesce. Ma se notate qualcosa di sbagliato, fatemelo sapere e correggeremo insieme la ricetta!

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mercoledì 3 novembre 2010

Pasta con “sparacelli” e calamari

Ricetta, ancora una volta, di Moscerino. Strano a dirsi, ma da una lunga fase priva di ispirazione, sono passata ad una fase letteralmente compulsiva, dove l’irrefrenabile pulsione creativa mi spinge a provare persino abbinamenti inediti, cosa che normalmente non faccio troppo spesso.

In questo caso, in particolare, desideravo accostare qualcosa di insolito con il pesce, ma non avevo un’idea precisa. Dal pescivendolo, la scelta è caduta sui calamari, che non compro quasi mai ed avevo voglia di utilizzare per un primo piatto. Poi è stata la volta del fruttivendolo; qui il panorama era piuttosto desolante, come può esserlo nella tardissima mattina di un giorno prefestivo, in cui tutti, chi più chi meno, hanno già fatto man bassa di primizie in vista dei grandi pranzi domenicali. Solitari in un angolo, però, ho scorto un paio di mazzi di sparacelli freschissimi che mi guardavano (ma sarà già stagione di sparacelli? Meglio non chiedermelo, vah…). E li ho portati a casa.

L’abbinamento era fatto e prometteva bene. Calamari e sparacelli. Mi aspettavo dalla loro unione e non sono rimasta delusa.

QUanto alla preparazione, ho fatto una semplice variante della classica pasta con gli sparacelli panormita, della quale vi ho già parlato qui. Per i non palermitani, gli sparacelli sono meglio noti come broccoletti; nel post che vi ho linkato, comunque, troverete una dettagliata descrizione di questa verdura. Ho apportato solo qualche modifica, in modo da esaltare il sapore dolce e delicato dei calamari. Le dosi sono un po’ approssimative perché non avevo in mente di postare la ricetta.
Vi suggerisco di utilizzare una pasta di ottima qualità, possibilmente ruvida e porosa, che avvolga il condimento. Io avevo dimenticato di comprarla ed ho ripiegato su un solitario pacco di bucatini senza infamia e senza lode che giacevano nella mia dispensa, i quali, però, alla prova dei fatti si sono rivelati irrimediabilmente scivolosi.

Prima della ricetta, una domanda: ma come si fa a fotografare decentemente la pasta, dovendola poi mangiare??? La pasta lunga, specialmente? Io non riesco mai ad arrotolarla come si deve, scivola da ogni parte, e se perdo tempo a scattare si asciuga!

pasta_calamari_broccoletti_s

Ingredienti (per due persone dal sano appetito):

200 g di bucatini
1 calamaro, pulito e tagliato ad anelli molto sottili
1 mazzo di broccoletti (solo i fiori, conservate le foglie per una minestra magari)
una ventina di pomodorini
peperoncino
1 spicchio d’aglio
2 filetti di alici sott’olio
olio e.v.o.
sale

Preparazione

Pulite gli sparacelli e tagliate i fiori in piccoli pezzi. Lavateli abbondantemente. Portate a bollore una grande pentola d’acqua. Appena raggiunge il bollore, salate l’acqua e cuocete gli sparacelli per dieci minuti. Nel frattempo, scaldate in una padella un filo d’olio buono e fateci sciogliere i filetti di alici. Spegnete il fuoco. Unite poi lo spicchio d’aglio, i pomodorini tagliati a metà, un pezzetto di peperoncino ed i calamari. Quando gli sparacelli saranno cotti, prelevateli con un mestolo forato, lasciando la pentola sul fuoco (tra un attimo la userete per cuocere i bucatini), e versateli nella padella. Fate cuocere i bucatini nell’acqua di cottura degli sparacelli. Nel frattempo, soffriggete su fiamma vivace il condimento, schiacciando gli sparacelli con il dorso del cucchiaio di legno, in modo da ridurli quasi in crema. Aggiungete man mano un po’ di acqua di cottura della pasta. Scolate la pasta al dente e fatela saltare per qualche minuto nella padella con il condimento.
Adesso che ci penso, io metterei più calamari. Gli sparacelli hanno un sapore deciso che tende a soffocare quello dei calamari a meno di non bilanciare meglio le quantità.

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sabato 31 ottobre 2009

Ancora una pasta di Filippo La Mantia

Il post che vedrete tra poco l’ho scritto verso la fine di giugno, prima che iniziasse la mia blog-crisi. Quando l’ho scritto ero particolarmente entusiasta di questa ricetta e non vedevo l’ora di condividerla con voi. Poi varie vicende mi hanno allontanata dal blog e questa ricetta si era persa nel mio archivio. Oggi l’ho ritrovata per caso (mentre cercavo di decidere cosa preparare domani a pranzo alla mia famiglia, cercando appunto qualcosa di sfizioso ma non troppo elaborato) e ho deciso di pubblicarla così come l’avevo scritta mesi fa. Spero che l’entusiasmo che la pervade sia di buon auspicio per la mia futura attività di food blogger e, più in generale, per tutto il resto.
Lasciatemi soltanto ripetere quanto vi sono grata per tutti gli affettuosi commenti che avete lasciato in questi giorni.

Lo so, mi sono fissata. Ma che ci volete fare. Noi food-bloggers siamo fatti così. Ci fissiamo. Per uno chef, per una ricetta, per un aggeggino di cui non possiamo fare a meno…insomma andiamo a manie più o meno prolungate.

E i primi piatti di (o liberamente ispirati da) Filippo La Mantia sono diventati la mia nuova ossessione. In più, le sue ricette mi permettono sempre di stupire con un minimo sforzo.

Tornando alla ricetta. Che il limone e l’arancia nella pasta stessero benissimo, lo avevamo capito già con il pesto di agrumi. Che a me i capperi (anzi per la precisione capperetti) di Pantelleria piacciano un po’ ovunque mi pare che fosse abbastanza chiaro. Lo stesso vale per i pistacchi di Bronte. Che io debba mettere sempre il mio zampino nelle ricette dello chef l’avevate pure notato.

Non vi stupirà, dunque, sapere che questa ricetta mi abbia conquistato a prima vista; né che io abbia deciso di aggiungervi un mio tocco personale in corso d’opera; nè, infine, che sia balzata nella mia personale top ten delle paste estive al primo assaggio.

Di conseguenza, eccovi l’ennesima pasta siciliana che più siciliana non si può, che coniuga alcuni dei migliori sapori di questa terra (pistacchi di Bronte, arance, capperi di Pantelleria):  spaghetti con capperi, pistacchi e pangrattato”.

pasta_pistacchi_lamantia_s

Ingredienti:

200 g di spaghetti
una manciata (50 g circa) di capperi di Pantelleria sotto sale
100 g di pistacchi sgusciati, pelati e tritati
100 g di pinoli (decisamente meno direi)
3 cucchiai colmi di pangrattato
1 arancia
1 limone
50 g di passolina (uva passa, il tipo piccolo e scuro)
4 acciughe sott’olio
un pezzetto di peperoncino secco

Preparazione:

Anche questa è un primo che si prepara in dieci minuti, giusto il tempo di cuocere la pasta.

Tostate in un padellino antiaderente i pinoli finchè non saranno dorati e sprigioneranno il loro peculiare profumo; mi raccomando, sorvegliateli attentamente al fine di non bruciarli. Metteteli da parte e nello stesso padellino (mica è obbligatorio, è solo per sporcare meno utensili possibile!) tostate il pangrattato con un filo d’olio d’oliva, mescolandolo continuamente.

Cuocete la pasta in abbondante acqua bollente salata. Nel frattempo, in una padella versate un filo d’olio d’oliva, scaldatelo su fuoco basso e scioglieteci le acciughe; unite i capperi sciacquati molto velocemente per eliminare il sale in eccesso, i pinoli e l’uvetta. Fate saltare un paio di minuti, quindi aggiungete la granella di pistacchi, la scorza degli agrumi e parte del loro succo; se necessario aggiungete un po’ d’acqua di cottura della pasta. Dovrete ottenere un condimento piuttosto cremoso. Non fate cuocere a lungo dopo aver aggiunto gli agrumi, giusto qualche istante, poi spegnete il fuoco e coprite la padella  per tenere in caldo.

Scolate la pasta al dente (conservate un po’ d’acqua di cottura) e mettetela nella padella con il condimento, unite, se occorre, dell’acqua di cottura e fate saltare per qualche minuto. Cospargete con il pangrattato tostato e servite immediatamente.

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lunedì 22 giugno 2009

Pasta con pomodorini secchi, mandorle, menta e origano (di Filippo La Mantia)

Come vi avevo anticipato nel post sul cous cous al pesto di agrumi, sono tornata ad attingere al bellissimo sito dello chef Filippo La Mantia, le cui ricette così semplici eppure particolari mi hanno definitivamente conquistata.

Stavolta, poi, avevo un motivo in più per sperimentare una delle sue ricette. Dovete, infatti, sapere che lo Chef La Mantia, avendo notato la mia foto e la mia versione della sua ricetta sul famigerato aggregatore (“rotto”) del quale parlavamo qualche giorno fa (qui), ha lasciato un commento complimentandosi per la realizzazione.
Potete figurarvi il mio disappunto quando ho realizzato che lui non poteva sapere che fossi io l’autrice di quella foto e di quella preparazione! E, tuttavia, potete ben comprendere quanto sia stata orgogliosa di ricevere (sia pur inconsapevolmente) i suoi complimenti! Così non ho resistito e gli ho chiarito la questione con una mail, alla quale lo chef ha gentilmente risposto, esortandomi a continuare ad utilizzare ed interpretare liberamente le sue ricette (grazie Maestro!!).

Ed io non me lo sono fatta ripetere due volte!! Anche perché trovo che i suoi primi siano così facili e veloci da realizzare, così ricchi dei sapori e dei profumi della nostra Sicilia, così tradizionali eppure sorprendenti, da essere perfetti per ogni occasione, dal pranzo veloce alla cenetta tra amici.

Con una pasta come questa, ad esempio, con pochissima fatica riuscirete a sorprendere i vostri ospiti!

pasta_la_mantia2s

Questa volta mi sono attenuta alla ricetta dello chef, tranne per un particolare: ho sostituito il caciocavallo ragusano con della semplice “mollica atturrata” (leggasi pangrattato tostato). Pensavo che avrebbe legato insieme tutti gli ingredienti esaltandone il sapore, ragalando al piatto un gusto più morbido e meno aggressivo di quello che avrebbe avuto se avessi usato il ragusano. E non mi sbagliavo.
D’altro canto, il pangrattato tostato (o “mollica atturrata”) è un ingrediente fortemente radicato nella nostra tradizione gastronomica, utilizzato spesso anche dallo stesso Filippo La Mantia (aspettate di vedere la mia/sua prossima pasta!).

A voi suggerisco di provare entrambe le versioni. Anzi, che ne dite, poi, di farmi sapere quale preferite?

Ingredienti (per 2 persone di buon appetito):

200 g di “reginelle” (linguine, nella proposta dello chef)
10 pomodorini secchi sott’olio (i miei giunti direttamente da Pantelleria)
50 g di mandorle spellate
un mazzetto di menta fresca
il succo e la scorza di un limone
una generosa presa di origano
3 cucchiai colmi di pangrattato
(caciocavallo ragusano, secondo la ricetta originale)
olio, sale e pepe

Preparazione:

Lo chef suggeriva di tritare tutti gli ingredienti e metterli in una casseruola con un filo di olio buono. Io ho preferito creare una sorta di “pesto”.

Tagliate a pezzetti i pomodorini secchi. Lavate la menta e pestatela nel mortaio (potete anche usare un frullatore…) insieme a due terzi delle mandorle e ad un filo d’olio extravergine di oliva che aggiungerete man mano. Quando il composto inizierà a diventare omogeneo, unite la scorza ed il succo del limone e un paio di cucchiai dell’acqua di cottura della pasta (che, frattanto, avrete cominciato a cuocere in acqua bollente salata!). Otterrete una salsina piuttosto densa e profumata di menta. Tritate grossolanamente le restanti mandorle. In un padellino antiaderente, mettete il pangrattato con un filo d’olio e tostatelo su fiamma bassa, mescolando continuamente con un cucchiaio di legno, finchè assumerà un colore oro scuro.

Un paio di minuti prima del termine della cottura della pasta (che scolerete al dente), ponete sul fuoco una capace padella, versatevi un po’ d’olio, i pomodori secchi, le mandorle a pezzetti, una presa di origano e la salsina di menta, mandorle e limone. Rosolate brevemente e regolate di sale e pepe. Scolate la pasta e saltatela nella padella con il condimento. Spegnete la fiamma ed unite il pangrattato tostato e, a piacere, un altro po’ di succo di limone. Servite immediatamente.

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sabato 21 giugno 2008

Insalata di farfalle con peperoni

Alla faccia di chi ha detto che pubblico poche ricette di pasta ma, soprattutto per partecipare, in extremis, alla raccolta di Dolcezza "Con gli azzurri davanti alla TV", vi propongo un'altra ricetta di pasta, fredda questa volta, da preparare in anticipo e da gustare, per l'appunto, davanti alla TV mentre si guarda la partita! Anche questa ricetta è tratta dal primo volume del Ricettario de La Cucina Italiana, che trovo meraviglioso, pieno di spunti interessantissimi.

Prima di passare alla ricetta, voglio ringraziarVI ancora tutti quanti per il sostegno ed il conforto che mi avete dato; non posso dire che le cose vadano meglio, ma io mi sento meglio. Cerco a poco a poco di riavviciarmi alla cucina (questa pasta è il primo esperimento riuscito dopo molti giorni di disastri e frustrazione...) ma, soprattutto, ho deciso di smettere di accennare ai miei problemi in questo blog. Questo è uno spazio allegro e leggero e desidero che rimanga così, perciò, quando posterò, sarà solo per parlarvi di una nuova ricetta e se non mi sentirò in vena, o mi sentirò triste, aspetterò un momento migliore per scrivere.

Detto questo, eccovi la ricetta di questa pasta, che ho trovato fresca e sfiziosa. Rispetto all'originale, ho cambiato il formaggio, accontentandomi di quel che avevo in casa, ossia una comunissima provoletta.

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Ingredienti (per due tifosi affamati):

250 g di farfallette
1 peperone giallo (in origine misti gialli e rossi)
1 zucchina
50 g circa di olive snocciolate, miste verdi e nere 
50 g circa di provoletta (in origine ricotta dura)
timo, menta, basilico
olio, sale, pepe

Preparazione:

Vi consiglio di preparare la pasta con un certo anticipo, ma non troppo, diciamo verso la fine del pomeriggio, in modo che abbia tempo di insaporirsi bene.
Lavate il peperone, mettetelo in una pirofila e passatelo sotto il grill per circa 20 minuti, avendo cura di girarlo per grigliarlo uniformemente (potete anche passarlo su una griglia ben calda). Sfornatelo e chiudetelo in un sacchetto di plastica (quelli per surgelare) fino a che si sarà raffreddato abbastanza da maneggiarlo senza scottarvi. Toglietelo dal sacchetto di plastica, spellatelo (chiuderlo nel sacchetto serve proprio a facilitare questa operazione), privatelo dei semi e tagliatelo a listarelle.
Tagliate le olive a pezzetti. Tritate finemente le erbe aromatiche, poi unitele ai peperoni e condite il tutto con un bel filo d'olio, sale e una macinata di pepe. Aggiungete anche le olive.
Lavate la zucchina e tagliatela a fettine sottili. Fatele appassire in una padella antiaderente calda, senza olio, salatele subito e lasciatele cuocere per circa 5 minuti. Dovranno restare un po' croccanti. Lasciatele raffreddare completamente, poi unitele al resto del condimento.
Tagliate a dadini il formaggio.
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata, scolatela al dente e passatela sotto l'acqua corrente per qualche istante, poi condite con poco olio e lasciatela raffreddare.
Quando sarà fredda, unite il condimento, mescolate bene, e per ultimo unite il formaggio a dadini. Mettetela in una pirofila, condite ancora con poco olio e terminate con una macinata di pepe. Lasciate riposare la pasta per un paio d'ore prima di servirla (non occorre metterla in frigo a mio parere, a meno che non la prepariate con molto anticipo).

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domenica 15 giugno 2008

Strangozzi con melanzane

Innanzi tutto consentitemi di esordire con una premessa che non ha nulla a che vedere con la ricetta: questo per la mia famiglia è un periodo difficile e pieno di preoccupazioni, ed io non ho più tempo da dedicare al mio ed ai vostri blog. Voglio scusarmi con chi mi ha detto di sentire la mancanza dei miei commenti e con chi riceve una risposta ai commenti lasciati qui solo dopo molto tempo. Infine, mi dispiace non potere più seguire con la stessa assiduità i miei blog preferiti.
Io mi auguro che questo momento passi presto...nel frattempo prometto di fare il possibile per mantenere vivo il blog ed i contatti con tutti voi, anche perchè mi sono affezionata a questo spazio (e ai vostri, ed anche ai vostri commenti, saluti, ai nostri scambi di opinioni, alle raccolte di ricette e...persino ai MEME!!!) e in genere a questo strano mondo dei food-bloggers.

Ok, fine della parentesi, adesso si torna a parlare di cibo. Oggi avevo deciso di pubblicare un'altra ricetta dedicata alla colazione, ma poi una persona mi ha fatto notare che su questo spazio abbondano i dolci ma scarseggiano i primi e così ho cambiato programma ed ho deciso di presentarvi questa pasta, una delle ultime cose che sia riuscita a cucinare (e che fosse degno di foto) prima dell'inizio di questo caos...ma da domani ricomincerò, e intendo dedicarmi ai primi piatti e, se ci riesco, al pesce.

tagliolini_nella_melanzana

Ingredienti (per 2 persone):

1 melanzana tonda  (qui le chiamano "tunisine",sono quelle viola,per intenderci)
200 g di "strangozzi" De Cecco (o tagliolini)
500 g (circa) di pomodori maturi
100 g di scamorza di bufala affumicata
basilico q.b.
olio, sale, pepe nero di mulinello
una decina di pomodorini o altri pomodori per decorare

Preparazione:

La ricetta è liberamente (mooolto liberamente, in pratica è rimasto il formato di pasta e la presentazione nella melanzana!) ispirata ad una ricetta del primo volume del Ricettario de La Cucina Italiana che è uscito in edicola alcune settimane or sono.

Tra gli ingredienti ho inserito il basilico, che andrebbe unito ai pomodori ed utilizzato alla fine per decorare il piatto; io non ne avevo in casa quando ho preparato questa pasta, quindi nella foto non lo vedete, però ci sta benissimo. Quindi, immaginate che sia sparso, tritato finemente, sui pomodorini di contorno e sulla pasta!!! ;-P

Preriscaldate il forno a 200°. Lavate ed asciugate la melanzana, tagliatela a metà in orizzontale e tagliate due sottili fette dalla parte superiore ed inferiore, in modo che le due metà risultino stabili. Praticate un'incisione circolare all'interno delle mezze melanzane, a circa un centimetro e mezzo dal bordo, quindi svuotatele della polpa, che terrete da parte. Spennellate i due "gusci" con l'olio, disponeteli in una pirofila leggermente unta con la parte cava rivolta verso l'alto ed infornatele a 200° (meno se il vostro forno è potente) per circa 20 minuti.
Tagliate la polpa della melanzana a dadini e rosolatela in una padella con due cucchiai di olio per circa 2 minuti, poi unite un dito d'acqua e proseguite la cottura a fiamma moderata per circa 6-8 minuti (in alternativa, potete friggerla, la pasta risulterà ancora più gustosa!).
Lavate, pelate i pomodori e privateli dei semi; tagliateli a piccoli cubetti e poneteli in una ciotola a marinare con un filo d'olio, una macinata di pepe, un pizzico di sale e del basilico spezzettato finemente per circa 15 minuti. Condite allo stesso modo i pomodorini che disporrete attorno alla melanzana, dopo averli tagliati a quarti.
Tagliate anche la scamorza a dadini.
Cuocete la pasta in abbondante acqua bollente salata. Nel frattempo, mescolate i pomodori con le melanzane a cubetti ed unite anche la scamorza. Quando la pasta sarà pronta, saltatela nella padella con il condimento. Quindi, distribuitela nelle melanzane precedentemente cotte al forno e passate il tutto sotto il grill per qualche minuto.
Impiattate le melanzane e disponetevi intorno i pomodorini marinati; completate con un filo d'olio ed una manciata di basilico tritato e servite.

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giovedì 22 maggio 2008

Calamarata con sugo di calamari

Ecco un altro primo gustoso, a base di pesce stavolta.
La calamarata è un formato di pasta che mi ha sempre attratto, ma poi per un motivo o per un altro, non l'avevo mai comprata fino ad ora. Poi un giorno, al super, ho visto questa della De Cecco, in quelle splendide confezioni di cartone che riservano ai formati speciali, e non ho saputo resistere.
Per condirla, come primo esperimento, ho deciso di usare il più tipico dei sughi da abbinare a questo formato di pasta, ossia un sughetto di calamari, cui ho aggiunto dei pomodori secchi, perchè trovo che stiano benissimo con il pesce, specie se dal gusto piuttosto intenso come i calamari.
Il risultato, mentre lo saltavo dentro al wok, mi è parso così allettante che ho deciso di immortalarlo così com'era, lasciando perdere gli sfondi, la composizione del piatto e tutti gli altri accorgimenti da food-stylist!

calamarata_in_padella_

Ingredienti (per 2 persone):

250 g calamarata De Cecco
1 calamaro medio (circa 300 g)
10 pomodorini
5 pomodori secchi
1 mazzetto di prezzemolo
50 g (?) di olive nere denocciolate
mezza cipolla rossa
mezzo spicchio d'aglio
un pizzico di zenzero in polvere
mezzo cucchiaino raso di curry forte (vi consiglio quello equo e solidale)
olio, sale, pepe rosa

Preparazione:

Preparate tutti gli ingredienti: pulite il calamaro e tagliatelo a rondelle sottili; tagliate anche i tentacoli. Tagliate i pomodorini e privateli dei semi. Ammorbidite i pomodori secchi in acqua tiepida per circa 20 minuti, poi tagliateli a pezzettini. Tritate il prezzemolo. Snocciolate le olive e tritatele grossolanamente.
Cuocete la pasta in abbondante acqua bollente salata (iniziate subito, ha un tempo di cottura piuttosto lungo). Mettere in una padella (io ho usato il wok) la cipolla tritata e l'aglio intero, con due cucchiai di olio extravergine d'oliva. Farli soffriggere brevemente, poi unite il calamaro e, dopo circa un minuto, i pomodori freschi e secchi, le olive ed il pepe rosa. Bagnate con un mestolo di acqua di cottura della pasta e proseguite la cottura a fiamma vivace per circa 8 minuti. Verso metà cottura unite lo zenzero e poco prima del termine della cottura, salate. Spegnete il fuoco ed unite il curry. Scolate la pasta al dente e saltatela velocemente insieme al condimento, terminando con dell'altro prezzemolo tritato. Servite subito, anche perchè, essendo la pasta molto porosa, tende ad asciugarsi rapidamente.

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venerdì 16 maggio 2008

Tagliatelle al pesto di asparagi

Vi ricordate qualche settimana fa, quando vi proponevo (o forse proPINAvo ;-P) piatti invernalissimi mentre fuori si affacciava la primavera, con le sue primizie? Vi accennavo come ciò dipendesse dalla mancanza di tempo che mi impediva di preparare piatti nuovi. Ebbene, questa pasta è stata la prima ricetta sfiziosa a base di ingredienti primaverili che abbia preparato dopo il mio " periodo buio" (poi ne ho fatte tante altre...).
Spero solo di non aver atteso troppo a presentarvela...si, insomma, gli asparagi si trovano ancora no?

pesto_di_asparagi

Ingredienti (per 2 persone):

200 g di tagliatelle (io ho scelto quelle a nido, De Cecco)
un mazzetto di asparagi (i miei erano quelli sottili)
2 cucchiai di pinoli
80 g di ricotta (circa...non ho segnato la quantità!)
un limone
basilico, menta
olio, sale, pepe

Preparazione:

Lavate e mondate gli asparagi; tagliate la parte terminale del gambo e, se necessario, raschiateli con un pelapatate, per eliminare lo strato esterno più duro. Tagliate le punte e mettetele da parte, poi tagliate a grossi pezzi i gambi. Lessate questi ultimi in acqua bollente salata per circa 8-10 minuti (so che di solito si cuociono meno, ma io preferisco che siano un pochino più teneri).
Scolateli con un mestolo forato. Lessate le punte per circa 4 minuti, scolatele e tenetele da parte.
Frullate i gambi con una manciata di pinoli, 5 o 6 foglie di menta, la ricotta, un paio di foglie di basilico e due cucchiai (circa) di olio. Regolate di sale e pepe. Se necessario, allungate il pesto con poca acqua di cottura della pasta (perchè le stavate già cuocendo anche se io non l'avevo detto, vero?? ;-P) per renderlo più fluido.
Cuocete le tagliatelle e scolatele al dente. Conditele con il pesto, aggiungete la scorza del limone grattugiata e il resto dei pinoli interi. Impiattate le tagliatelle e completate con le punte degli asparagi che avevate preparato in precedenza.

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lunedì 31 marzo 2008

Farfallette tricolori con zucca e pomodorini al forno

Oggi una ricettina veloce e gustosa, a base di zucca. L'idea è nata dalla volubilità del mio consorte il quale ama variare e sopporta a fatica la mia smodata passione per la zucca! Già al terzo/a risotto/pasta/crema con la zucca ha iniziato a manifestare segni di sconforto tutte le volte che vedeva un pezzo di zucca nel frigo! E sappiate che quando vado a fare la spesa da sola, ne porto sempre a casa almeno un pezzetto...motivo per cui lui mi accompagna spesso dal fruttivendolo impedendomene l'acquisto!! ;-P
Ok, scherzo, non è così severo, mangia qualsiasi cosa gli prepari (magari brontola ogni tanto...ma più che altro per gioco!) ma è pur vero che non volevo preparare di nuovo la classica pasta con la zucca (a dadini, a filetti, in crema...sempre di zucca si tratta!) e così scrutando il frigorifero mi è venuta l'idea di abbinarla con i pomodorini, ma non dei semplici pomodorini, dei pomodorini gratinati al forno, che acquistano un gusto davvero stuzzicante!

farfalle_tricolori

Ingredienti (per 2 persone):

250 g farfallette tricolori De Cecco
15 pomodorini
pangrattato q.b.
300 g di polpa di zucca
mezzo bicchierino di brandy
olio, sale, pepe, noce moscata
100 g di certosa
1 cipolla dorata

Preparazione:

Lavate e tagliate i pomodorini a metà, togliete i semi e disponeteli in una teglia, con la parte svuotata rivolta verso l'alto. Salateli, pepateli e riempite le cavità con un paio di cucchiai di pangrattato e, se ne avete, un pizzico di timo. Aggiungete un filo di olio e ponete sotto il grill alla massima potenza per circa 10 minuti o fin quando i pomodorini si saranno asciugati e appariranno rugosi e il pangrattato dorato. Soffriggete la cipolla tritata in poco olio, unite la zucca a cubetti, rosolatela e poi sfumate con il brandy, fatelo evaporare ed unite circa mezzo bicchiere d'acqua calda. Fate cuocere la zucca per circa 15 o 20 minuti; deve risultare tenera. Se necessario aggiungete altra acqua calda. Nel frattempo, fate cuocere le farfallette in abbondante acqua bollente salata. Quando la zucca sarà cotta, prelevatene due cucchiai e frullateli con un cucchiaio di certosa ed uno di acqua di cottura della pasta. Scolate le farfallette al dente e fatele saltare nella padella della zucca, unendo la crema di zucca e, in ultimo, i pomodorini al forno. Impiattate e completate con dei fiocchetti di certosa (che nella foto non si vedono perchè l'avevo dimenticata e l'ho aggiunta solo dopo lo scatto!!).

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giovedì 13 marzo 2008

Tagliolini neri con sugo di triglie

Quand'è che imparerai a cucinare il pesce?? E' una frase che mi sono sentita dire spesso, specie da quando ho aperto il blog. Mi si tacciava di essere una cuoca incompleta, considerando che abito a Palermo! Qui abbiamo a disposizione del pesce sempre fresco e buonissimo e io non lo cucinavo quasi mai, almeno se parliamo di cucinarlo sul serio, in qualche ricetta che andasse oltre il semplice pesce al cartoccio o la pasta con il pesce spada!
Paragonata ad una delle mie blogger preferite, che cucina prevalentemente pesce, in abbinamenti insoliti e sempre originali, facevo una magra figura. Se poi considerate che il mio pescivendolo è sempre fornitissimo e che il suo banco è una vera gioia per gli occhi, che ti fa venir voglia di comprare di tutto.....era un vero peccato non cimentarmi!
E così un giorno, mentre ero sul punto di acquistare l'ennesimo pesce da fare arrosto o al cartoccio, ho cambiato idea e mi sono detta: proviamo qualcosa di diverso!
Ho visto delle bellissime triglie (che io adoro!!!!) che sembravano implorare "compraci, compraci!!" e prima di rendermi bene conto le avevo acquistate. Male che vada, ho pensato, potrò farle in umido, come faccio di solito.
Invece, mi sono infilata in cucina e mi sono lasciata guidare dall'istinto e dall'ispirazione del momento...ne sono venuti fuori questi "tagliolini al nero di seppia con ragù di triglie".
E siccome questo piatto è stato l'inizio delle mie sperimentazioni con il pesce, soprattutto nei primi piatti, nonché la fine degli appunti sulla mia incapacità di cucinarlo, direi che possa andare bene per il meme di Lenny "un piatto di potere".

EDIT: con questa ricetta partecipo anche al contest  2011 di Kitchenqb e Pesca in Sicilia, dedicato al pesce nella cucina siciliana e mediterranea.
ragù_di_triglie
Questo meme presuppone che si racconti una storia, oltre ad una ricetta; una conquista legata alla nostra cucina. Certamente, il mio esordio con il pesce è una piccola conquista, ma ci tengo a dirvi che il mio vero e più riuscito piatto di potere è stato certamente lo strudel! se andate a leggere quel post, scoprirete che mio marito mi ha tormentato fin quando non sono riuscita a produrre lo strudel, a suo dire, perfetto. E' stata una sorta di traguardo per me, dato che i miei precedenti strudel li assaggiava a stento, sostenendo che non avessero nulla a che vedere con il VERO strudel! Da allora, invece, ogni tanto mi trovo il frigo casualmente pieno di mele, comprate da mio marito a titolo di tacita richiesta! Ma la ricetta l'ho già postata da tempo e non conteneva un riferimento al meme di Lenny, coisì ho deciso di partecipare con quest'altra ricetta.
Ingredienti (per due persone molto affamate):
200 g di tagliolini al nero di seppia
5 triglie piccole
menta fresca
6 pomodori secchi
2 pomodori tondi
due cucchiai di pinoli
un cucchiaio raso di passolina
un cipollotto
1 spicchio d'aglio
due dita di brandy
la scorza di mezzo limone e circa un cucchiaio di succo
sale, pepe
olio e.v.o.
Preparazione:
I tagliolini li avevo già in casa, facevano parte di un cesto di specialità gastronomiche arrivato in dono per Natale; erano buoni, ma poco saporiti. Sono certa che il piatto sarebbe riuscito meglio con della pasta al nero di seppia fatta in casa!
Mettete l'acqua per la pasta sul fuoco e preparate tutto l'occorrente per il sugo: fate rinvenire i pomodori secchi in acqua calda per circa 20 minuti; lavate e spellate i pomodori freschi, privateli dei semi e tagliateli a piccoli cubetti; pulite e sfilettate le triglie, eliminando tutte le lische con l'aiuto di una pinzetta; tagliate i filetti a striscioline; spellate lo spicchio d'aglio e tritate finemente il cipollotto. Tostate i pinoli in un padellino antiaderente, avendo cura di non bruciarli (vi assicuro che vale la pena di sporcare un altro padellino, i pinoli tostati sprigionano un profumo incredibile e danno molto più sapore!).
Cuocete la pasta. Nel frattempo, preparate una padella con lo spicchio di aglio, il cipollotto tritato e due o tre cucchiai di olio extravergine di oliva. Soffriggete brevemente, poi aggiungete le triglie, rosolatele velocemente mescolando con un cucchiaio di legno, in modo che si dorino uniformemente. Sfumate con il brandy e dopo qualche istante unite il succo e la scorza del limone, i pomodori secchi e freschi, la menta (io ne ho messe una dozzina di foglioline, spezzettate con le mani), la passolina e i pinoli e proseguite la cottura per circa 4 minuti (forse anche meno). Scolate la pasta al dente e saltatela in padella con il condimento.

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mercoledì 30 gennaio 2008

Spaghetti al ragù di capone (con una "p", che poi è un pesce...) profumato allo zafferano!

Devo premettere che questa ricetta è un po' fuori stagione! infatti, il capone, che in altre parti d'Italia ho scoperto essere noto con il nome di "lampuga" (che potete vedere qui), è un pesce azzurro, che vive in acque profonde ed il cui periodo ideale (almeno qui da noi) si aggira tra agosto e settembre-ottobre, dopo di che scompare dai banchi dei pescivendoli. So anche che è un pesce diffuso solo nelle zone tirreniche e poco conosciuto dalle altre parti. E questo anche perchè è un pesce che, più degli altri, deve essere consumato freschissimo ("vivo", come si dice qui!).
Tuttavia, il capone può essere egregiamente sostituito con altri pesci azzurri dal sapore intenso e dalle carni ricche, ad esempio degli sgombri; perciò ho pensato di potervi proporre la ricetta.
Tornando al capone (o lampuga), le sue carni sono leggermente grasse, ma saporite ed adatte ad essere preparate in molti modi: arrostite, fritte, previa marinatura con l'aceto, in umido e, come in questo caso, nei sughi. Ho scoperto che esistono diverse scuole di pensiero a proposito delle pezzature migliori. Ad esempio, nella mia famiglia, si sono sempre consumati quelli più piccoli, al principio della stagione, perchè più magri e delicati, ma inadatti a certe preparazioni. Altrove (in particolare dal mio pescivendolo, il quale è piuttosto famoso e pare che se ne intenda) si prediligono gli esemplari più grandi (attorno ad 1 kg), da fare a tranci o a filetti, a seconda degli usi previsti.
Con il filetto della coda di uno di questi grandi esemplari, io ho preparato questo ragù, nato per 2 persone ma che sarebbe stato sufficiente per almeno 3 persone, dato che ce lo siamo ritrovato anche per cena!
(scusate per la foto, erano i miei primi tentativi autonomi -vale a dire senza i suggerimenti di mio marito- di fotografia!)

spaghetti ragù di capone

Ingredienti:

per il ragù:
300 g di filetto di capone (la parte della coda)
500 g di pomodori
un cucchiaino di curry (mezzo se avete quello forte)
mezza bustina di zafferano
mezza cipolla rossa di tropea
mezzo bicchiere di vino bianco
la scorza grattugiata di un limone
prezzemolo tritato
olio, sale

per la pasta (per 3 persone):
300 g di spaghetti
mezza bustina di zafferano

Preparazione:

Riducete a cubetti il filetto di capone, dopo averlo privato di tutte le lische. Lavate anche i pomodori, privateli della pelle e dei semi interni e tagliateli a piccoli dadini. Tritate la cipolla.
In una padella scaldate 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, soffriggete la cipolla per un paio di minuti, poi unite il capone; fatelo soffriggere bene, poi sfumate con il vino, lasciatelo evaporare ed unite i pomodori. Salate, aggiungete il curry e cuocete a fuoco moderato per circa 8-10 minuti. A metà cottura unite lo zafferano.
Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata in cui avrete disciolto la restante mezza bustina di zafferano. Se il ragù durante la cottura dovesse asciugarsi troppo allungatelo con poca acqua di cottura della pasta. Scolate gli spachetti al dente e fateli saltare nel sugo. Terminate con una manciata di prezzemolo tritato.

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lunedì 14 gennaio 2008

Pasticcio di paccheri...e pasticci natalizi

E ultimi, tardivi, strascichi di Natale...ovvero, la mia tavola delle feste, che avrei voluto mostrarvi per tempo e che invece vi faccio vedere solo adesso.
Lo sformato di paccheri fa parte del menù di una cena (rivelatasi purtroppo, fatta eccezione per questo sformato, del tutto disastrosa!!!) che abbiamo dato per un'amica torinese in prossimità del Natale. Il menù era ispirato quasi interamente dal numero di dicembre de "la Cucina Italiana". Come vi ho scritto poc'anzi, non vedrete altro di questa cena, perchè purtroppo è stata una di quelle serate dominate dalla legge di Murphy, secondo cui se qualcosa può andare storto, lo farà. E infatti, l'antipasto, un soufflè di zucca, si è sgonfiato nel tentativo di uscirlo dagli stampini usa e getta (e lo so che i soufflè non si sformano, ma io non avevo stampi in ceramica e dopo tanta fatica per adornare la tavola non volevo servirli negli stampini domo-pack!); il primo era questo qui, che era buono, ma non abbastanza caldo; ho calcolato male i tempi e per il secondo gli ospiti hanno aspettato un'eternità (perdonami Ale!!!); alla fine mi sono dovuta arrendere e l'ho servito prima che fosse gratinato a dovere -trattavasi di un filetto di maiale lardellato con pancetta e filetti di mandorla, che andava cotto in una sorta di cartoccio di carta forno, dal quale è uscito praticamente bollito, non certo croccante come appariva nella foto della rivista, per cui poi l'ho passato al grill...non abbastanza a lungo però! Sul dolce stendiamo un velo pietoso, doveva essere una mousse al cioccolato bianco e frutti di bosco, su una base di frolla al cioccolato e mandorle, frolla che è venuta pietrificata, dopo aver minacciato di sciogliersi nel forno..........
Beh, insomma, spero che a volte capiti anche a voi di combinare disastri, a me quella sera ne son capitate di tutti i colori e alla fine non sapete come mi sentivo depressa....ma alla fine ho deciso di raccontarvelo, per farci quattro risate! :-P

Adesso torniamo ai paccheri...

pasticcio di paccheri

Ingredienti (per 4 persone):

500 g di paccheri (meno di così il pasticcio veniva troppo piccolo)
una bustina di zafferano
600 g di polpa mista di maiale e manzo
100 g di salsiccia
2 carote
un gambo di sedano
una cipolla bianca
vino rosso
olio,sale,pepe
parmigiano reggiano
salsa di pomodoro (circa 66 cl)

Preparazione:

Se avete letto la rivista, avrete notato che le mie dosi sono diverse e che non ho aggiunto le verdure ulteriori (peperone, zucchina...) che comparivano nell'originale e che andavano unite dopo la cottura del ragù. Io ho fatto un ragù classico, del quale vi avverto le dosi sono approssimative, perchè se ne occupa mio marito e io non so mai cosa ci mette di preciso! VI dico però che la carne l'avevo comprata io ed è l'unica quantità di cui sono sicura, e devo anche dirvi che parte del ragù è avanzato.
Preparate un trito con sedano, carota e cipolla, scaldare l'olio in una casserula dal fondo spesso e soffriggete le verdure, poi rosolate anche la carne e la salsiccia privata del budello finchè non prendono colore; sfumate con il vino (anche bianco se preferite), aggiungete la passata di pomodoro, coprite e fate cuocere a fiamma bassa per circa un'ora e mezza. Verso la fine regolate di sale e di pepe. Trascorso il tempo di cottura, scolate la carne dal sugo, tenendolo da parte, e passate la carne con il frullatore ad immersione.
Cuocete i paccheri in abbondante acqua bollente salata e in cui avrete sciolto una bustina di zafferano (meglio se quello a fili, non la polvere!); lessateli poco per volta e scolateli al dente. Preparate l'anello di uno stampo a cerniera del diametro di 20 cm imburrandolo abbondantemente e disponetelo su una piastra coperta di carta forno. Con una tasca da pasticciere (o un cucchiaino) farcite i paccheri con la carne e disponeteli in piedi nello stampo. Spolverizzateli con il parmigiano ed infornate il pasticcio in forno caldo a 180° per 20 minuti. Fatelo raffreddare leggermente, poi fatelo scivolare su un piatto da portata e togliete delicatamente l'anello. Servite con il sugo (che avevate conservato) ben caldo, servito a parte.
Ecco, adesso vi faccio fare altre quattro risate: io che non ho avuto l'inventiva che ha avuto Fiordisale nel preparare il suo di pasticcio(e che non ho una pentola speciale per la pasta, di quelle con il cestello), ho patito non poco per non rompere i paccheri scolandoli, e per non scottarmi le dita mentre li riempivo. Altro probema: la mia tasca da pasticcere è esplosa, letteralmente, nello sforzo di far uscire la farcia....morale della favola, mentre la mia cucina pareva un campo di battaglia, alla fine i paccheri li abbiamo riempiti con il cucchiaino, mio marito li teneva dritti e io li farcivo, cercando di non far crollare tutto il precario equilibrio...già perchè non vi ho detto che il mio stampo era da 24 cm, ovvero enorme!
Infine, dopo il racconto delle mie disavventure, vi mostro la mia tavola:

tavola_festa

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mercoledì 5 dicembre 2007

Pappardelle con crema di peperoni e zucchine

pasta crema peperoni e zucch

Vi sembra di aver già visto questa ricetta QUI? Sbagliato! Quella era con crema allo zafferano, qui la crema è di peperoni; si, insomma, è sempre gialla, ma il sapore è completamente diverso!
La crema di peperoni che ho usato per questa ricetta l'ho presa da un nuovo libro di cucina, "Menù per quattro stagioni" di Claudio Sadler, scritto con la collaborazione di Roberta Schira. Il libro è bellissimo e le presentazioni superbe, ma pecca nelle spiegazioni, davvero troppo sintetiche. Diciamo che devi sapere un bel po' di cose di cucina per poter seguire le sue ricette... Tuttavia, è un bellissimo libro e contiene molti spunti interessanti, che io, poi, combino in modo diverso in base alle mie esigenze.
Questa crema di peperoni (beh, non proprio questa...l'ho modificata un po'!), ad esempio, viene servita come antipasto, abbinata con broccoletti, insalata di cipolle e burrata a pezzetti (un piatto davvero scenografico e tutto sommato semplice), ma io, che sono sempre in cerca di nuovi condimenti per la pasta, l'ho utilizzata così.

Ingredienti (per due persone):

200 g di pappardelle
2 zucchine medie
1 peperone giallo carnoso
mezza cipolla bianca
mezzo bicchiere d'acqua circa
1 cucchiaino di paprika dolce
2 filetti d'acciuga sott'olio
2 formaggio cremoso (facoltativo)
olio, sale

Preparazione:

Lavate il peperone e tagliatelo a cubetti non troppo grandi. Tritate la cipolla.
Scaldate in un pentolino due cucchiai d'olio extravergine di oliva, fatevi sciogliere i filetti d'acciuga e poi rosolatevi la cipolla ed il peperone insieme (per cercare di alleggerire il soffritto...) per due minuti; aggiungete l'acqua, la paprika, salate e fate cuocere per circa 15 minuti, sorvegliando continuamente, per evitare che bruci o si attacchi. Se dovesse tendere ad attaccare, aggiungete ancora pochissima acqua; il peperone deve cuocersi, ma non deve restare troppo liquido nella pentola, altrimenti dovrete toglierlo prima di frullare, al fine di non pregiudicare la consistenza della crema. Quando il peperone sarà cotto, frullatelo con un frullatore ad immersione ed aggiungete, se volete, il formaggio cremoso. Io l'ho messo per caso, giusto per provare come stava, e per rendere un pochino più vellutata la crema.
Lavate le zucchine e tagliatele a fettine sottili, soffriggetele in una grande padella (in modo da non sovrapporle se possibile) con un velo d'olio per circa 7minuti (non devono spappolarsi).
Cuocete le pappardelle, scolatele al dente e fatele saltare nella padella delle zucchine, insieme alla crema di peperoni.
Contrariamente a quel che si dice dei peperoni, questa pasta è risultata molto delicata e la crema non aveva affatto un gusto aggressivo.
Ho provato questa pasta anche con i broccoletti al posto delle zucchine, era davvero buona e bella, con il verde dei broccoletti che si stagliava contro la pasta gialla, ma non l'ho fotografata! Il procedimento della crema, comunque, è uguale, ho solo aggiunto delle cime di broccoletti (quelli che io chiamo sparacelli) cotte a vapore.

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venerdì 30 novembre 2007

SOS Ricetta: Ravioloni con Ripieno di Zucca e Amaretti

Questo è stato il mio primo esperimento con la pasta fatta in casa, so che non è venuto perfetto, in particolare la ricetta che ho usato per la sfoglia non mi ha convinto ed i funghi che mi ha venduto il fruttivendolo si sono rivelati non proprio freschissimi...inoltre, il ripieno era un po' troppo dolce. Insomma, se dovessi dare un voto direi un 6 meno meno, ma poichè non ho mai preteso di essere perfetta voglio condividere questo mezzo pasticcio con voi, anche per capire con il vostro aiuto cosa potrei migliorare (a parte lamentarmi con il fruttivendolo, è ovvio!).
Tra l'altro, mi sono divertita un sacco a prepararli, perchè alla fine ho avuto difficoltà a fare tutto da sola e mio marito mi è venuto in soccorso, io stendevo la sfoglia con la macchinetta, quella a manovella, e lui chiudeva i ravioli (con il mio bellissimo stampo, per maxi ravioli, da circa 10 cm di diametro), mentre un nostro amico, piombato a pranzo da noi senza preavviso, tagliava i funghi...insomma, un po' di caos ma alla fine una mattinata proprio piacevole!

ravioli zucca

Per la ricetta della pasta non metto le dosi, che proprio non vanno bene secondo me; invece mi piacerebbe che mi suggeriste le dosi che ritenete più adatte per la pasta ripiena, considerando che il mio stampo è proprio molto grande (10 cm circa). La prossima volta vorrei fare questi ravioloni con uno dei miei ripieni preferiti: o ricotta e spinaci o ricotta e radicchio.
Diciamo che più che una ricetta è una richiesta di suggerimenti!


Il ripieno, invece, ve lo descrivo, perchè era buono; solo, un tantino troppo dolce, ma credo sia dipeso dal fatto che ho drasticamente ridotto il parmigiano, che avrebbe contrastato la dolcezza degli amaretti. La ricetta (del ripieno, non della sfoglia purtroppo!!) l'ho presa dal libro "Pasta Italia".

Ingredienti per il ripieno:

Le dosi della ricetta sarebbero per 4 persone, ma si trattava di tortelli. Essendo questi ravioli molto grandi alla fine ho dovuto lesinare sul ripieno per ottenerne circa 16.

1 kg di zucca gialla
30 g di amaretti
150 g di parmigiano grattugiato
100 g di burro

Preparazione:

Pulite la zucca, tagliatela a tocchetti e fatela cuocere in forno a 180° per 20 minuti. Schiacciatela poi con una forchetta e amalgamatela con gli amaretti sbriciolati il parmigiano e il burro morbido in fiocchi.
Io ho fatto tutto con il mixer. Riempite i ravioli e lasciateli riposare almeno un'ora prima di cuocerli.

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venerdì 23 novembre 2007

Pasta con gli "sparacelli" (broccoletti)

Giuro, da noi si chiamano proprio così! Non so se davvero li chiamino broccoletti in altre parti d'Italia, ma credo di si. Cerco di spiegarvi meglio com'è questa verdura, così forse riusciremo a capirci! Allora, da noi si vende a "mazzi", di due tipi diversi: un tipo ha un solo fiore piuttosto grande (ma non quanto un broccolo, molto più piccolo, almeno un terzo) e delle foglie che si puliscono sfilandole, cioè tirando la foglia in modo da eliminare la venatura centrale, che resta attaccata al "ramo"; un altro tipo, invece, ha diversi fiori ancora più piccoli, sempre accompagnati dalle foglie. I fiori (ma anche le foglie) sono di colore verde scuro, e ricordano i fiori dei broccoli, forse più di quelli romani. Che altro? Si dice che la parte più saporita siano proprio le foglie.
Ho cercato su Google e ho trovato un'immagine che si capisce abbastanza, benché si vedano poco le foglie, comunque è nel forum di Gennarino, precisamente qui; la ricetta invece è diversa da questa, è come la mia pasta con i broccoli in tegame, ma fatta con gli sparacelli.
Sperando di essere riuscita a spiegarvi di che verdura si tratti, adesso vi descrivo la pasta, che è davvero buona. Io ho usato delle orecchiette, ma spesso si fa con i bucatini o anche spaghetti o linguine. Insomma, come spesso accade con la pasta, dipende dai gusti!

pasta con sparacelli2


Ingredienti:

200 g di orecchiette
un mazzo di "sparacelli" (a peso non saprei, qui si vendono a mazzi)
uno spicchio di aglio
3 pomodori tondi o circa 10 pomodorini
un filetto di acciuga (facoltativo)
olio e.v.o.
sale, peperoncino

Preparazione:

Pulite gli sparacelli, tagliando i fiori (o cime) in pezzi piccoli e sfilando le foglie più tenere; io di foglie ne prendo poche, perchè sono un tantino troppo fibrose per me. Riducete anche le foglie a striscioline. Lavate MOLTO accuratamente il tutto, tenedo anche in ammollo e cambiando spesso l'acqua.
Ponete sul fuoco una pentola capiente piena d'acqua, appena arriva a bollore salate e cuocete gli sparacelli per 10 minuti. Scolateli con un mestolo forato e usate l'acqua di cottura per cuocere la pasta.
Nel frattempo, fate soffriggere l'aglio in una padella con due cucchiai di olio e un filetto di acciuga (che deve essere sciolto nell'olio caldo) per un minuto, poi unite i pomodori pelati, privati dei semi e ridotti a cubetti (o i pomodorini tagliati a metà) salate e fateli soffriggere per 4 o 5 minuti, poi, quando si sarà asciugato il loro liquido, mettete a soffriggere anche gli sparacelli lessati, aggiungete un po' di peperoncino e bagnate con un mestolino di acqua della pasta. Dovrete saltare il tutto per altri 3-4 minuti; gli sparacelli saranno diventati una specie di crema. Appena la pasta sarà cotta, versatela nella padella e saltatela con il condimento.

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giovedì 15 novembre 2007

Pasta con ricotta e basilico

Oggi una ricetta superveloce, di quelle che fanno sempre comodo quando non si ha troppo tempo da dedicare alla cucina. E' tratta dal libro "Pasta Italia 300 ricette da gustare", che la proponeva usando le farfalle; io, non avendo farfalle, ho usato le versatili casarecce, ma insomma potete usare il formato che preferite.

pasta ricotta e basilico



Ingredienti per due persone:

200 g di casarecce
150 g di ricotta fresca
20 foglie di basilico (circa eh, non facciamo i fiscali....)
15 mandorle tostate (circa...)
un cucchiaio di parmigiano grattugiato (io non ne ho messo)
mezzo spicchio di aglio
20 g di panna liquida (facoltativa, io non ne ho usata)
olio, sale, pepe nero

Preparazione:

Mettete su la pentola per la pasta e quando bolle.....va beh, ci siamo capiti, in breve: cuocete la pasta mentre preparate il condimento!
Setacciate la ricotta in una ciotola o lavoratela energicamente con una forchetta, in modo da ottenere una crema morbida e omogenea, poi lavoratela ancora aggiungendo un filo d'olio e della noce moscata. Lavate ed asciugate il basilico, poi raccoglietelo nel bicchiere del frullatore con le mandorle, il parmigiano, l'aglio, la panna (facoltativa), il sale ed il pepe. Azionando il frullatore otterrete una crema un po' più consistente di un normale pesto, che dovrete unire alla ricotta lavorata. Quando la pasta sarà cotta, fatela saltare velocemente in una padella con il condimento.

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giovedì 25 ottobre 2007

Pasta con i broccoli in tegame

Questa è una ricetta che fa parte della tradizione siciliana, anche se, come al solito, si trovano diverse varianti a seconda della zona o semplicemente delle abitudini familiari. Gli ingredienti sono sempre più o meno gli stessi, cambia qualcosa nel procedimento. Comunque, questa è la mia versione. Credevo fosse una pasta laboriosa, ma tutto sommato è abbastanza veloce, sarà pronta in meno di mezz'ora.

Nota per i non siciliani: se non erro (provvederò ad approfondire) quello che noi chiamiamo broccolo viene chiamato cavolfiore in altre parti d'Italia.

E' una pasta che mi piace moltissimo, la mangiavo persino quando odiavo i broccoli, perchè del sapore del broccolo resta davvero poco, alla fine!

Le dosi non sono precise, perchè vado a occhio e poi perchè dipende dalla dimensione del broccolo.

pasta con i broccoli


Ingredienti (per due persone):

mezzo broccolo (o uno se molto piccolo)
200 g di bucatini
4 filetti di acciuga sott'olio
una manciata di "passolina" e pinoli
una cipolla
una bustina di zafferano

Preparazione:

Lavate il broccolo (cavolfiore) e riducetelo in piccoli pezzi. Cuocetelo in abbondante acqua bollente salata per circa 10 minuti (deve essere tenero). Nel frattempo preparate l'occorrente per il soffritto: tritate finemente la cipolla e sciogliete i filetti d'acciuga in un padellino con poco olio. Scolate il broccolo utilizzando una schiumarola (mestolo forato) e conservate l'acqua.

Cuocete la pasta nell'acqua di cottura del broccolo. Mentre cuoce la pasta, fate soffriggere la cipolla in una grande padella per 5 minuti con...non saprei...saranno 3 cucchiai di olio (io non lo specifico, ma intendo sempre extravergine di oliva!), quindi unite la passolina ed i pinoli ed il broccolo, che ridurrete quasi in crema schiacciandolo con un cucchiaio di legno. Dopo qualche minuto, unite le acciughe sciolte nell'olio, aggiungete un mestolo di acqua della pasta (per evitare che asciughi troppo) e mettete lo zafferano. Mescolate brevemente. A questo punto, la pasta dovrebbe essere pronta. Scolatela al dente e versatela nella padella, fatela saltare per 3 o 4 minuti in modo da insaporirla bene.

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giovedì 20 settembre 2007

caserecce spada, pomodori e capperi

Capperi di Pantelleria, ovviamente...

Ecco un modo un po' diverso di cucinare la pasta con il pesce spada, specialmente se per caso il pesce spada che avete non è particolarmente buono o saporito. Ovviamente devono piacere i capperi, che sono uno dei sapori dominanti (io, ad esempio, credo di averne messi troppo pochi). Fino a qualche anno fa a me non piacevano, ora li metto quasi ovunque, soprattutto dopo averli portati freschissimi da Pantelleria; tuttavia, confesso che ancora non mi piace "mangiarli", mi piace il sapore che danno alle pietanze ma non sopporto di masticarli e così...li scarto!

Anche questa ricetta rientra in quelle rapidissime (prima o poi mi deciderò a fare una vera categoria "pronti in un minuto"). Questa volta abbiamo fotografato solo il condimento mentre lo preparavo...avevamo un'ospite e non potevamo farla morire di fame, con il piatto davanti per di più, mentre noi cercavamo lo scatto perfetto!

E dunque, ecco gli ingredienti, per tre persone questa volta!

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Ingredienti (per 3 persone):

400 g di casarecce
350 g di pesce spada tagliato a cubetti (così viene proprio molto condita)
capperi sciacquati in acqua per privarli del sale (io ne ho messi una manciata)
5 o 6 pomodori tondi
prezzemolo tritato a volontà (sarebbe perfetta la menta ma io non ne avevo)
3 foglie di basilico
due spicchi d'aglio
mezzo bicchiere di vino bianco
olio, sale e pepe

Preparazione:

Mettete la pentola sul fuoco. Sbucciate l'aglio e mettetelo in padella con olio (piuttosto abbondante e l'aglio io preferisco lasciarlo intero). Soffriggete il pesce spada per circa 4-5 minuti, poi sfumate con il vino bianco, lasciatelo evaporare parzialmente quindi aggiungete i pomodori sbucciati, privati dei semi e tagliati a pezzetti (al solito, se preferite potete usare i pomodorini), i capperi, il prezzemolo ed il basilico tritati (o la menta). Salate, pepate e fate cuocere qualche altro minuto (non ho calcolato quanto, diciamo altri 4, circa, il pomodoro deve restringere un po' ed il pesce spada deve cuocersi). Quando la pasta sarà cotta (scendetela un po' al dente) saltatela nella padella insieme al condimento per almeno un paio di minuti, in modo che si insaporisca bene.

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mercoledì 19 settembre 2007

paglia e fieno con zucchine e crema di zafferano

Spero non siate stufi di zucchine. A me piacciono molto, sono estremamente versatili e si cucinano velocemente, il che non guasta! In ogni caso giuro che per un po' non posterò più nulla che preveda le zucchine! L'abbinamento con lo zafferano è un must di mia madre, che spesso mette anche le patate a cubetti in questa pasta; leggendo il solito Fabien e un altro blog (MA NON RIESCO A RICORDARE DI CHI!) ho pensato di fare una vera e propria salsina; l'alternativa era tra usare la panna o lo yogurt, io ho scelto la prima, ma intendo sperimentare anche la versione con lo yogurt.

Anche questa ricetta può essere inserita nella categoria "pronti in un minuto" perchè per prepararla ci vuole giusto il tempo di far bollire l'acqua.

pasta zucchine e crema zafferano copia


Ingredienti (c'è bisogno di dire per quanti?):

250 g di tagliatelle fresche paglia e fieno
2 zucchine piccole
mezza cipolla tritata
una bustina di zafferano
latte (3 o 4 cucchiai)
panna da cucina
olio,sale

Preparazione:

Mettete l'acqua per la pasta. Tagliate le zucchine a fettine sottili (io ormai non riesco a fare a meno della mandolina, ci si sbriga subito!). Soffriggetele per 8-10 minuti in una grande padella anti-aderente insieme alla cipolla e ad un cucchiaio di olio; salatele subito per fare rilasciare il loro liquido e mettete un po' d'acqua per evitare che friggano troppo (io metto diciamo un fondo di bicchiere e ne aggiungo se occorre). Quando saranno cotte, aggiungete 3 o 4 cucchiai di latte (a temperatura ambiente, non freddo di frigorifero) e mettete subito la bustina di zafferano, mescolando finchè non si scioglie; appena è quasi sciolto, aggiungete anche la panna, io ne avrò messi un paio di cucchiai, ma dipende dai gusti. L'importante è che la crema resti bella gialla, per non coprire il sapore dello zafferano e non rovinare l'effetto visivo. Ora attenzione: il sugo NON deve asciugarsi, quindi se occorrre, allungatelo con altro latte o con un paio di cucchiai di acqua della pasta (che nel frattempo sarà pronta, giusto?), vi sconsiglio altra panna, perchè non è abbastanza fluida. Scolate la pasta e saltatela velocemente nel sugo.

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