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domenica 9 novembre 2008

Minestra di ceci e polpi al rosmarino

Oggi ho un po' di tempo da dedicare a questo spazio (e ai vostri, ho fatto un bel giretto finalmente!) e quindi vi presento una ricetta preparata qualche settimana fa che richiede una spiegazione un po' lunga.

La ricetta è di Sadler, tratta dal libro "Menù per quattro stagioni". Desideravo provarla sin da quando ho acquistato il libro, più di un anno fa, ma non mi ero mai decisa, un po' perchè i ceci richiedono una lunga preparazione, un po' perchè l'accostamento legumi/pesce, che io apprezzo tantissimo, suscita una certa diffidenza negli altri componenti della mia famiglia.

Adesso che l'ho preparata, sono felice di averlo fatto, perchè è piaciuta anche agli scettici! Anzi, penso proprio che sperimenterò qualche altra zuppa con legumi e pesce...

Non fatevi spaventare dalla apparente complessità della preparazione; se ci si organizza bene e si preparano i vari componenti con un po' di anticipo non è poi così difficile da preparare. Ho apportato piccole modifiche alla ricetta originale; quella che riporto di seguito è la mia versione.

zuppaceciepolpicopia

Ingredienti (per 2 persone):

200 g di ceci 
4 polipetti (maiolini) 
2 cipolle di tropea piccole (in alternativa, una cipolla dorata e uno scalogno)
3 foglie di alloro
2 spicchi di aglio in camicia
20 g di pancetta affumicata a cubetti
20 pomodorini pendolini (circa)
mezzo bicchiere (circa) di vino rosso
3-4 rametti di rosmarino fresco
olio e.v.o.
sale, pepe nero macinato al momento (o peperoncino)

Preparazione:

Mettete a bagno i ceci in acqua fredda per almeno 5 ore. Io li ho messi a bagno al mattino e cotti dopo pranzo, e ho terminato la preparazione e servito il tutto a cena.

Cuocete i polipetti (i miei erano davvero piccoli e cuocendo, come sempre accade, si sono ristretti ulteriormente...direi che crudi pesassero circa 200 g) in acqua leggermente salata con uno spicchio di aglio in camicia e due foglie di alloro. Non so dirvi i tempi di cottura, variano molto a seconda della dimensione dei polpi. In ogni caso, devono diventare teneri.

Cuocete i ceci in acqua salata (circa un litro, forse più, perchè poi vi servirà l'acqua di cottura), con due foglie di alloro e uno spicchio di aglio in camicia, per circa un'ora e mezza (questi tempi si riferiscono alla cottura in pentola di coccio, che è un po' più lunga del normale). Se, controllando la cottura, doveste accorgervi che l'acqua si sta consumando troppo rapidamente, aggiungetene altra, sempre bollente, mi raccomando.

In una larga padella preparate un soffritto con la cipolla tritata (o lo scalogno), la pancetta a dadini ed i pomodorini tagliati a fettine. Unite un rametto di rosmarino e i ceci, fate rosolare velocemente e poi aggiungete circa 3 mestoli dell'acqua di cottura dei ceci. Lasciate cuocere a fiamma media per circa 15 minuti, quindi mettete da parte -in caldo- una parte dei ceci, diciamo meno della metà, e frullate il resto con un frullatore ad immersione, aggiungendo, se occorre, altra acqua di cottura dei ceci, per rendere la vellutata sufficientemente morbida. Dopo averla assaggiata, direi che la mia fosse ancora un po' troppo densa.

Pulite i polpi (nel mio caso non è stato necessario spellarli, perchè erano piccolissimi, se sono grandi converrà farlo) e tagliateli a pezzetti o rondelle. In una padella mettete un filo di olio, l'altra cipolla tritata ed un rametto di rosmarino, rosolate il tutto per un minuto, poi unite i polpi, bagnate con il vino rosso e lasciatelo evaporare.

RImettete i ceci interi nella padella ed unitevi i polpi, scaldando il tutto per un minuto o due.

Siamo arrivati alla fine: mettete nei piatti un mestolino di vellutata di ceci, aggiungete i ceci interi con i polpi e terminate con una macinata di pepe e qualche ago di rosmarino fresco. Volendo, la ricetta consiglia di insaporire, anzichè con il rosmarino a crudo, con un cucchiaio di olio, in cui avrete precedentemente fatto rosolare un rametto di rosmarino. Servite il piatto molto caldo. Sarebbe l'ideale servire in zuppierine monoporzione, che mantengono a lungo il calore.

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martedì 29 aprile 2008

Pappardelle con vellutata

Avevo forse detto di aver finito le ricette invernali arretrate? Beh...ehm....mi sbagliavo! Ne ho ancora...! E se il risotto della scorsa settimana tutto sommato poteva ancora andare, direi che una vellutata di patate e porri è davvero troppo invernale ormai! Ma...questa foto mi piaceva troppo e poi si potrebbe ripensare la ricetta in una versione più...estiva! Che ne direste, ad esempio, di una bella crema fredda di pomodori? Io ce la vedrei bene...
E poi, ormai lo sapete, è proprio un periodo nero per la mia cucina, non ho tempo e nemmeno energie da dedicarle...vivo di espedienti o lascio che cucini mio marito, quindi non ho nessuna ricetta nuova da proporvi. Se a questo aggiungete che, quando ho tentato di preparare qualcosa di nuovo, magari veloce, proprio perchè morivo dalla voglia di mettermi a cucinare ed di provare qualcuna delle tonnellate di ricette che ho segnato nella mia "to do list", sono riuscite delle ciofeche incredibili...beh, non vi resta che compatirmi e tollerare ancora per qualche settimana questa specie di appendice culinaria invernale. :-(

pappardelle_su_vellutata

L'idea di abbinare le pappardelle alla vellutata l'ho presa dal numero di..marzo mi pare, di Cucina Italiana. Lì la pasta era condita con dei carciofi che io, quando mi sono apprestata a preparare la ricetta credendo di avere tutto il necessario, ho scoperto di non avere (ma questo per me è normale...non c'è una volta che non dimentichi qualcosa quando vado a fare la spesa!), quindi li ho sostituiti con dei pisellini freschi. Non so quanti fossero esattamente, perchè ne avevo comprato e cotto una quantità industriale, una parte dei quali è finita in questo piatto; regolatevi voi.

Ingredienti (per 2 persone):

1 porro
1 scalogno
1 patata grossa
400 ml di acqua

80 g di pappardelle
150 (?) g di pisellini freschi sgranati
mezza cipolla
acqua q.b.
un pizzico di zenzero secco

olio, sale, pepe
qualche foglia di menta fresca

Preparazione:

Lavate e mondate il porro, e tagliatelo a rondelle sottili; mondate e affettate finemente anche lo scalogno; pelate la patata e riducetela a cubetti piuttosto piccoli. Soffriggete le verdure in due cucchiai di olio d'oliva, poi unite l'acqua, salate poco, coprite, lasciando aperto uno spiraglio e cuocete su fiamma bassa per circa 20 minuti. Considerate che deve restare piuttosto liquida, quindi se occorresse aggiungete altra acqua (calda). Una volta cotte le verdure, frullatele con il minipimer, aggiungendo la panna. Regolate di sale e pepe. La vellutata è ottima anche senza la panna. Se volete evitarla, sostituite 100 ml di acqua con altrettanti di latte parzialmente scremato e, quando frullate, aggiungetene ancora un pochino per renderla più cremosa.
Nel frattempo, cuocete i pisellini rosolandoli, insieme alla cipolla tritata, in un velo d'olio, unendo circa mezzo bicchiere di acqua o brodo, un pizzico di zenzero e portando a cottura. Al termine salateli.
Mentre le verdure cuociono, fate cuocere anche le pappardelle, scolandole al dente. Condite le pappardelle con i pisellini, un cucchiaio di panna da cucina e delle foglioline di menta fresca spezzettate con le mani.
Impiattate mettendo un mestolino di vellutata in ogni piatto, cui sovrapporrete le pappardelle cercando di disporle a nido. Terninate con qualche altra foglia di menta, un filo d'olio e una macinata di pepe.

Ecco, mentre mi accingo a pubblicare la mia caldissima vellutata, qui fuori ci saranno 30 gradi e tira vento di scirocco! :-(

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domenica 3 febbraio 2008

Crema di carciofi e patate

Con questa ricetta vorrei aderire all'iniziativa di Comida, ricette a lume di candela, ideata per aderire alla campagna annuale di sensibilizzazione al risparmio energetico "Mi illumino di meno", in merito alla quale troverete tutte le informazioni sul blog di Comida.
Per la verità ho dei dubbi sull'idoneità della mia ricetta in relazione ai requisiti dell'iniziativa. Infatti la ricetta deve essere se possibile consumata a lume di candela, preparata con ingredienti locali, e con il minor consumo di energia possibile. La mia ricetta è fatta con prodotti locali e la spesa l'ho fatta in bici, inoltre, rispetto ad altre verdure, più "sporche" di terra, carciofi e patate si lavano velocemente e con poca acqua, ma....beh, ho dovuto preparare il brodo...insomma, non sono sicura che vada bene, vedrò di preparare qualcosa che consumi molta meno energia!
Nel frattempo vi mostro la ricetta, che, risparmio energetico a parte, è veramente semplice e buona. L'ho trovata nel terzo volume del Dizionario enciclopedico de La cucina italiana.

crema di carciofi e patate

Ingredienti (per 3 persone):

4 carciofi
300 g di patate pelate
1 cipolla piccola
1 limone
2 foglie di alloro (del giardino dei miei)
brodo vegetale (o acqua calda)
olio, sale, pepe

Preparazione:

Pulite i carciofi e tagliateli a fettine sottili, immergendoli in acqua acidulata con il succo di mezzo limone, per evitare che anneriscano. Tagliate le patate a fette non troppo spesse.
Tritate la cipolla e soffriggetela velocemente in una casseruola con 2 cucchiai di olio e le foglie di alloro, quindi unite i carciofi e fate rosolare anch'essi. Spruzzate il tutto con il succo di mezzo limone, lasciate evaporare, aggiungete le patate e fatele rosolare bene.
Quindi coprite con brodo vegetale o acqua bollenti, in quantità doppia rispetto al volume delle verdure, salate e lasciate cuocere dolcemente senza coperchio per circa 25 minuti. Prelevate alcune fette di carciofo per guarnire, poi passate le verdure al passaverdure, aggiungendo il brodo di cottura poco per volta, in modo da controllare la densità della zuppa (deve venire piuttosto densa). Correggete di sale e mettete nelle zuppierine individuali; guarnite con le fettine di carciofo tenute da parte e una macinata di pepe nero.

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sabato 19 gennaio 2008

Soup a l'Oignon

Ovvero tutto quel che è sopravvissuto di una cena francese....o meglio delle foto di una cena francese! Tempo fa abbiamo organizzato una cena con un menù interamente ispirato alla Francia, che prevedeva: soup a l'oignon, fondue bourguignonne con varie salsine e crepes suzettes. Abbiamo anche scattato delle foto, ma a causa della luce davvero scarsa, quasi un lume di candela, sono riuscite malissimo e le uniche che siano venute (e anche piuttosto male...) sono quelle della zuppa che tra poco vedrete.
Riguardo al resto della cena, devo ammettere che fare la fonduta con gli amici è insolito e divertente; il fatto di essere attivamente coinvolti nella preparazione del proprio pasto, mettendo a cuocere i pezzetti di carne, scegliendo le salsette, e i vari "passami le patate", "ma vuoi solo quelle bollite?", "togli la tua forchettina dal mio pezzo di carne!", e "ma no! la numero due era la miaaa!", conferiscono un'atmosfera particolare alla cena, molto....non so come dire, conviviale credo sia la parola esatta!

soup a l'oignon

La ricetta per la zuppa l'ho trovata su Giallozafferano, dove ho scoperto che, a quanto pare, la famosa zuppa sia nata come piatto tradizionale toscano del '500, e che fu Caterina De' Medici a portarla in Francia, dove fu trasformata nella celeberrima "soup a l'oignon".

AGGIORNAMENTO: non l'avevo scritto perchè questo post era pronto da tempo in attesa di pubblicazione, ma mi sembra doveroso scrivere che...venerdì ho conosciuto Bian!!!! E' stato proprio piacevole, lei poi è un tesoro, forse un pochino diversa da come l'immaginavo ma è stata una sorpresa piacevole! E' stato bello incontrare un'altra spentolatrice, e dare un volto ad un personaggio virtuale per me così importante (il primo food-blog che ho scoperto e al quale mi sono ispirata...mica roba da poco! immaginate che onore??? :-D)! Chissà, magari ci ritroveremo a far la spesa insieme, ad andare a caccia di ingredienti strani... :-D

Ingredienti per 4 persone:

500 g di cipolle dorate (peso netto, di cipolle già pulite)
1,5 l di brodo di manzo (o di dado)
30 g di farina
1 cucchiaino di zucchero
30 g di burro
4 cucchiai di olio
sale, pepe nero di mulinello
12 fette di pane (baguette naturalmente!)

Per la gratinatura:

100 g di burro fuso
50 g di parmigiano reggiano grattugiato
50 g di gruyère grattugiato

Preparazione:

Tagliate le cipolle (dopo averle mondate) ad anelli sottilissimi. Ponetele in un tegame con il fondo spesso, insieme a 50 g di burro, 4 cucchiai di olio ed un cucchiaino di zucchero e fatele "sudare" a fiamma bassa, senza che prendano colore. Quando diventeranno appena bionde, spolveratele con la farina setacciata, mescolando con cura per qualche minuto (attenti a non far attaccare tutto, in questa fase è facile). Aggiungete il brodo bollente e fate cuocere circa 30 minuti sempre a fuoco moderato.
Nel frattempo, fate tostare il pane (ma non troppo, altrimenti resterà troppo croccante e non si legherà bene alla zuppa) e preriscaldate il forno a 250°.
QUando la zuppa sarà cotta, aggiustate di sale e pepe e versatela in zuppiere monoporzione che possano andare in forno; adagiate sulla superficie tre fette di pane per ciascun commensale e ricoprite con abbondante parmigiano e gruyère grattugiati; completate irrorando con il burro fuso. Ponete le zuppiere nel forno a 250° per circa 10 minuti, il tempo necessario affinché si formi una spessa crosticina dorata sulla superficie della zuppa. Servitela caldissima.

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giovedì 22 novembre 2007

Vellutata Verde con Quenelle di Semolino

Eccomi con la prima ricetta nuova dopo il trasloco.
Da quando ho scoperto le vellutate con questa, "velluterei" qualsiasi verdura! E infatti, questo è il secondo esperimento, molto riuscito direi. In pratica, mi sono ritrovata senza sapere cosa mangiare e molto infreddolita, così ho aperto il frigo in cerca dell'occorrente per una zuppa: mi sono arrangiata con delle zucchine e delle verdure surgelate "di emergenza", che tengo sempre nel congelatore!

L'idea di partenza era abbinarla con degli gnocchi di semolino, ma...ho avuto troppa fretta ed il semolino non ha avuto tempo di rapprendere, così ho dovuto trasformare gli gnocchi in quenelle!

Vellutata verde


Ingredienti (per due persone):

per la vellutata:
350 g di zucchine
250 g di piselli (surgelati)
100 g di spinaci (sempre surgelati, se sono freschi dovrete aumentare la quantità)
2 cipollotti
100 ml di latte
400 ml di acqua
sale, pepe
olio e.v.o.

per le quenelle:
100 g di semolino
mezzo litro d'acqua
sale, pepe
15 g di burro
1 tuorlo
1 cucchiaio di parmigiano

Preparazione:

Per la vellutata:
Tritate finemente i cipollotti e fateli soffriggere in una pentola con 2 cucchiai di olio e uno di acqua; quando saranno diventati trasparenti unite le zucchine tagliate a dadini, fatele rosolare per 1 minuto, poi unite i piselli, rosolate anche questi per un minuto, quindi aggiungete il latte e l'acqua tiepidi. Salate e coprite per far prendere il bollore. Quando bollirà, unite anche gli spinaci (se surgelati, oerchè, come sapete, devono cuocersi nell'acqua già bollente). Cuocete per 20 minuti a fuoco moderato, o fino a che le verdure saranno tenere. Appena saranno pronte, frullate il tutto con un frullatore ad immersione. Naturalmente, se durante la cottura il liquido dovesse esaurirsi, aggiungete altra acqua; vice versa, se al termine dovesse sembrarvi tutto troppo acquoso, eliminate un po' di brodo prelevandolo con un mestolo prima di frullare, al fine di non pregiudicare la densità della vellutata.

Per le quenelle (o gnocchi se preferite):
Fate bollire l'acqua, salatela e stemperatevi il semolino, facendo attenzione a non far formare grumi. Cuocete a fiamma media per 4 o 5 minuti, mescolando continuamente, poi spegnete, aggiungete il tuorlo ed il parmigiano. Usando due cucchiai, formate con il semolino le quenelle (ne verranno circa 8), che adagerete nei piatti sopra la vellutata.
Se, invece, volete fare gli gnocchi, stendete la "polentina" di semolino su un tagliere o su un vassoio coperto di carta forno e fatela raffreddare. Poi con un tagliapasta rotondo (o con la forma che più vi piace) ricavate gli gnocchi e poneteli sulla placca del forno rivestita di carta forno. Spolverizzateli di parmigiano e gratinateli in forno a 200° per 5 minuti, dopo di che adagiateli sulla vellutata.

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martedì 20 novembre 2007

Zuppa di lenticchie e scarola

Con il freddo che c'è stato nelle scorse settimane mi sono data alle zuppe! So che molti miei amici storceranno il naso, perchè non amano(per non dire detestano!) i legumi, ma a me piacciono un sacco!
Io ho preparato questa zuppa con delle lenticchie biologiche che avevo comprato, ma l'ideale sarebbe farla con le lenticchie di Castelluccio, che però qui non si trovano facilmente!

zuppa lenticchie scarola


Ingredienti:

250 g di lenticchie
2 cipollotti
una carota
4 foglie di alloro
1 mazzetto di scarola (qui si pone un altro problema, a Palermo ce ne sono almeno 4 tipi di scarola...io ho usato quella liscia)
olio, sale, pepe nero di mulinello

Preparazione:

Mettete a bagno in acqua fredda le lenticchie per 8 ore (non se sono quelle di Castelluccio). Trascorso questo tempo, preparate un soffritto con i cipollotti, la carota tritata finissima, l'alloro e 2 cucchiai di olio extravergine di oliva. Lasciate soffriggere per 2 minuti, aggiungete le lenticchie e rosolate anche queste per circa un minuto. Coprite con un litro di acqua tiepida, unite un pizzico di bicarbonato, salate poco, pepate e fate cuocere a fuoco lento per un'ora. Nel frattempo, lavate la scarola e tagliatela a striscioline. Trascorsa un'ora di cottura delle lenticchie, unite la scarola e fate cuocere ancora per una mezz'ora.
Servite con crostini di pane ed un filo di olio a crudo. Magari in una bella zuppiera di "coccio" come questa, che fa tanto zuppa campagnola!!

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giovedì 15 novembre 2007

Dadolata di verdure allo zenzero con crema di zucca e patate

Questa ricetta l'ho provata durante lo scorso lungo week end e trae ispirazione dalla vellutata di zucca e quenelle di formaggio postata da Tulip, di "Conservare in frigo", alla quale vi rimando per ammirare la sua bellissima decorazione. Dunque, appena ho visto questa ricetta mi è venuta l'irrefrenabile voglia di provarla, ma mi sono trovata di fronte ad una certa carenza di materie prime, così mi sono detta: dovrò inventarmi qualcosa per farmi bastare i 150 g di polpa si zucca che ho!

E così è nata questa ricetta, che incrocia la crema di zucca di Tulip, le due patate già bollite che avevo in casa, le quenelle di formaggio in versione mini (avevo solo 50 g di Philadelphia Yo) e la zuppetta di verdure allo zenzero che preparo spessissimo in questo periodo; il tutto, servito nelle mie nuove e delziose zuppierine monoporzione, che fanno parte di un servizio con annessa legumiera che vi mostrerò non appena posterò la "Pasta e fagioli alla veneta" cucinata ormai quasi un mese fa!

Il piatto è un pochino laborioso, ma ne viene fuori qualcosa di delizioso!


zuppa zucca e patate con verdure e quenelle1



Ingredienti (per 2 persone):
per la crema di zucca e patate:
150 g di polpa di zucca a cubetti
2 patate piccole
un cipollotto
250 ml di brodo vegetale (o acqua)
olio, sale, alloro
Per la dadolata di verdure:
mezza cipolla rossa
1 zucchina piccola
2 carote
2 patate piccole
olio, sale, zenzero secco
Per le quenelle:
50 g di Philadelphia Yo
qualche goccia di latte
un cucchiaio di paprika dolce

Preparazione (questa volta so i tempi: 1 h):

Partite dal misto di verdure, che richiede una cottura più lunga. Anzi, partite dal brodo vegetale, Tulip ha usato qui una ricetta per ottenere un brodo vegetale di rapida preparazione; io vi rimando alla sua ricetta che sembra davvero rapida, ma vi confesso che io ho usato dell'acqua calda con un pizzico di dado (in tutto ne ho utilizzato circa un quarto)!

Tornando alle verdure, lavatele, tagliatele e riducetele a piccoli cubetti. Scaldate in un pentolino un cucchiaio di olio, fate rosolare la cipolla per qualche istante, quindi unite le altre verdure, rosolate anche queste per un minuto, poi bagnate con 250 ml di brodo, salate leggermente e fate cuocere a fiamma moderata, per circa 20 minuti o fino a che le verdure saranno morbide ed il liquido si sarà ritirato quasi completamente. Se dovessero asciugarsi troppo, aggiungete altro brodo caldo, ma tenete conto che non dovranno venire troppo "brodose", altrimenti altererebbero la consistenza della crema. Circa 5 minuti prima della fine, regolate se occorre di sale e aggiungete un cucchiaino abbondante di zenzero secco in polvere.

Mentre le verdure cuociono, procedete con la crema di zucca e patate. Allora, io le patate le avevo già bollite e le ho unite solo a cottura ultimata della zucca, ma voi tagliatele a cubetti e mettetele a cuocere insieme ad essa.

Scaldate un cucchiaino di olio in un pentolino, rosolate lo scalogno tagliato sottilmente, poi unite la zucca e le patate a cubetti, soffriggetele per qualche minuto (potete anche saltare il soffritto e mettere tutto insieme, bagnando subito con il brodo caldo), poi bagnate con il brodo (circa 250 ml), salate e fate cuocere finché non sarà tenera. Quando sarà cotta, togliete dal fuoco e frullate con un frullatore ad immersione, ottenendo una crema.

Prendete un padellino piccolo antiaderente, scaldate un cucchiaio di brodo vegetale (o dell'olio, ma così otterrete una salsa più leggera), in cui sciglierete un bel cucchiaio abbondante di paprika dolce, quindi unite un cucchaio di crema di zucca, per rendere omogenea la consistenza dei due composti (questa salsa alla paprika l'ho fatta seguendo le indicazioni date da Tulip nella sua vellutata di zucca).

Anche le quenelle di philadelphia seguono fedelmente le indicazioni di Tulip, tranne per la materia prima, dato che io avevo il Philadelphia yo. Mescolate il formaggio con qualche goccia di latte e/o di olio, per renderlo più morbido e cremoso, aggiungete delle erbe aromatiche a piacere (io non ho messo nulla).

Componete il piatto versando la crema di zucca e patate sul fondo di una zuppierina (o in un piatto fondo, ciotola, quel che vi pare purché monoporzione), mettete sopra le verdure allo zenzero, quindi adagiatevi le quenelle di formaggio, che farete con l'aiuto di due cucchiaini. Completate con un filo di crema di paprika ed un crostino di pancarrè tostato.

zuppa zucca e patate con verdure e quenelle

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