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domenica 22 settembre 2013

Patatas Bravas (o almeno credo!)

Ed ecco la terza ed ultima ricetta.

Benché sia stata due volte in Spagna ed abbia assaggiato le tapas, ossia i tipici stuzzichini caldi e freddi serviti con l’aperitivo, non ricordo se le patatas bravas assomigliassero a queste. Ma che siano “bravas” o meno, queste patate sono squisite.
Servite dentro una ciotolina ed infilzate con uno stecchino, sono perfette come aperitivo (secondo me, però, devono essere servite calde!). Ma se le proponete accanto ad una semplicissima fetta di carne o pollo alla griglia, trasformano un secondo banale in un piatto sorprendente.  In più, sono facilissime da preparare. Difetti? Ok, sono un tantino fritte…
La ricetta l’ho trovata su GialloZafferano. Io, però, ho scelto di prepararle nel wok ed, inoltre, ho raddoppiato le dosi della salsina, perché la quantità proposta era davvero insufficiente per un chilo di patate.

La foto, ancora una volta, è ritoccata con Instagram.

patatas bravas copia

Ingredienti:

1 chilo di patate
2 cucchiai di olio
sale e pepe nero macinato al momento

per la salsa:
2 cucchiai di aceto di vino
2 cucchiai di passata di pomodoro, meglio se densa (fatta in casa, ovviamente!)
10 g di paprika dolce
1 punta di cucchiaino di peperoncino (aumentabile a piacere)

Preparazione

Sbucciate le patate, lavatele, asciugatele bene e tagliatele a tocchetti, né troppo grossi, o non cuoceranno bene, né troppo piccoli, o si romperanno cuocendo.
Scaldate 2 cucchiai di olio nel wok e friggetevi le patate a fuoco vivace per 5 minuti. Pepate, coprite il wok con un coperchio, abbassate la fiamma e proseguite la cottura per 10 minuti, mescolando spesso ma molto delicatamente. Dovete assolutamente evitare di rompere le patate (è fondamentale anche la qualità della patata). A questo punto, salate le patate e cuocete per altri dieci minuti circa (in tutto, quindi, 5 minuti di frittura e 20 minuti a fuoco medio coperto).

Mentre le patate cuociono, mescolate in una ciotolina gli ingredienti per la salsa: la passata di pomodoro, l’aceto, la paprika e il peperoncino.

Quando le patate saranno cotte, senza toglierle dal fuoco, unite la salsina, alzate la fiamma e cuocete scoperto per uno o due minuti, in modo che le patate assorbano il condimento. Servite calde.

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giovedì 19 maggio 2011

Patate a sfincione (take away!)

Oggi pubblico quella che considero probabilmente una delle peggiori foto mai apparse su questo sito pur mostrarvi quell’oggetto geniale che vedete sullo sfondo e di darvi la ricetta delle patate a sfincione, gentilmente preparate per voi…e per noi…dalla mia mamma.
L’oggetto è un nuovo prodotto, Pyrex 4 in 1 plus, che, da quando mi è giunto a casa, gentile omaggio della ditta produttrice, è balzato nella mia personale top ten delle “caccavelle” irrinunciabili. Perché? Adesso vi spiego.
Come già vi ho accennato, per adesso non ho affatto voglia di cucinare, seguo (non tanto per scelta etica, quanto per inguaribile pigrizia) una dieta decisamente salutare e salutista, composta essenzialmente da cibi alla griglia, lessi o al vapore. In mezzo a tanta (salutare, per carità!) monotonia, le uniche gradite variazioni giungono (nemmeno tanto di rado in verità…e per fortuna) dalla cucina di mia madre, che, afflitta dal perpetuo dubbio che io non mangi abbastanza mi chiama almeno un paio di volte a settimana per dirmi : “ti ho preparato qualcosina da mangiare, così non devi pensare a cucinare…vieni a prenderla?”, dove il “qualcosina” è invariabilmente qualcosa di ripieno, calorico e buonissimo, che, nelle giornate di sua massima ispirazione, include un pasto completo per almeno 4 persone, dall’antipasto al dolce!
E qui entra in gioco la teglia che vedete in foto. Da quando è arrivata ha soppiantato le precarie e decisamente non agevolmente trasportabili teglie di alluminio usa e getta (avete presente quelle che si accartocciano miseramente al più piccolo urto…). La cosa funziona così per noi: io le porto la suddetta teglia vuota e pulita, dentro la sua graziosa borsetta termica da trasporto, e lei me la rende poco dopo piena di ogni sorta di delizie (non so, una pasta al forno, uno sformato di riso, delle coscette di pollo alla cacciatora, delle sarde a beccafico…), con l’ulteriore comodità che la medesima teglia serve per cuocere le pietanze (in forno, o nel microonde), per trasportarle mantenendone la temperatura, nonché, all’occorrenza, per congelarle o conservarle in frigo. E’ perfetta anche per portarsi il pranzo a lavoro, per portare qualcosa a casa di amici, o per un pic-nic…. Insomma, davvero una gran comodità!
Questa volta, come vi dicevo, è tornata piena di “patate a sfincione”, un piatto tradizionale in casa mia (e credo tipicamente siculo) che dovete assolutamente provare se amate le patate.
patate a sfincione_s

Ingredienti (molto ad occhio per una pirofila 20x15 cm)
5 patate medio-grandi
2 cipolle bianche (in questo periodo ci son quelle fresche)
4 pomodori ramati maturi o alcuni pomodorini (ma vanno sbucciati eh!)
origano abbondante
olio, sale
pangrattato

Preparazione

Anche questa volta ho dovuto penare per estorcere a mia madre il segreto delle sue patate a sfincione, che sono le più buone che abbia mai mangiato…e giuro che non è perché le fa mia madre! Lei è davvero gelosa delle sue ricette e dei suoi trucchi e non concepisce l’idea di metterle in rete, alla portata di tutti.
Dunque, “il segreto per fare delle perfette patate a sfincione consiste nel mettere le patate appena tagliate in una ciotola piena di acqua fredda, lasciandole “a bagno” per un po’ in modo che perdano l’eccesso di amido”. Chiaro? 
Vi avverto, però, che a parte questo dettaglio questa è la ricetta del “quanto basta”, nel senso che non ci sono dosi precise, si va ad occhio e a gusto; diciamo che man mano che farete pratica troverete il vostro equilibrio ideale.
Dunque procedete così. Ungete leggermente con il dito il fondo della vostra pirofila (o del vostro Pyrex 4 in 1 plus). Sbucciate le patate e tagliatele a fettine spesse circa mezzo centimetro, o poco  meno (niente mandolina, insomma, tagliatele a mano, e non importa se non vengono proprio tutte uguali), immergendole man mano in una ciotola d’acqua. Tagliate la cipolla a fettine sottili. Lavate i pomodori, privateli della buccia e dei semi e tagliateli a pezzetti.
Iniziate a comporre la teglia, senza scolare le patate, ma prelevandole man mano dal contenitore con l’acqua (va bene se restano umide, verranno più morbide). Disponete sul fondo della pirofila uno strato di patate, cospargetevi sopra delle cipolle (non un intero strato, ma non siate nemmeno troppo avari) e qualche pezzetto di pomodoro (non troppo, altrimenti otterrete patate al sugo…in una teglia di queste dimensioni direi quattro-cinque pezzetti per strato). Salate leggermente, quindi terminate lo strato con una generosa spolverata di origano e un filo d’olio. Proseguite nello stesso modo (patate-cipolle-pomodoro-origano-sale-olio) fino ad esaurire gli ingredienti o fino ad aver realizzato quattro o cinque strati (se ne fate troppi, non verranno bene). Terminate cospargendo di pangrattato ed irrorando con un ultimo filo d’olio.
Infornate a 180° per almeno 20 minuti e comunque fino a completa doratura. Se infilzate uno stecchino nelle patate, dovrete sentirle tenere ma non sfatte. I tempi di cottura variano in funzione del tipo di teglia che usate (vetro, ceramica, metallo), della grandezza e del numero di strati.
Sfornate e lasciate raffreddare completamente. Servite fredde, ma non di frigo, a temperatura ambiente.

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sabato 12 febbraio 2011

Cestini di polpette speziate

Ecco finalmente il secondo piatto preparato per la cena della Vigilia di Natale. Chi non ha seguito i post precedenti, penserà che io sia rimasta indietro di un paio di mesi, ma chi mi segue saprà che sto pubblicando, seppur lentamente, le ricette delle pietanze preparate la vigilia di Natale.

Come per i ravioli, anche queste polpette sono state ripreparate la settimana scorsa appositamente per immortalarle e poterle pubblicare! Rispetto alla versione della Vigilia, però, ci sono alcune differenze: qui mancano la marmellata di cipolle di Tropea, che è fondamentale per la buona riuscita della ricetta, e le polpette di pesce spada ai pistacchi, che spero di potervi mostrare presto (non appena le rifarò!).
Dovendole rifare, ho approfittato dell’occasione per perfezionare la ricetta. In particolare, questa volta i semi di papavero li ho uniti nell’impasto delle polpette, anziché spargerli sui cestini, e ho optato per una cottura in forno, che ha reso le polpette assai più leggere.

Questi cestini, che avevo già preparato tantissimo tempo fa, agli albori della mia passione culinaria (li trovate qui, sebbene quasi mi vergogni di quelle vecchie immagini), li ho visti su un vecchio numero di Cucina Italiana.

cestino_polpette_s

A proposito di riviste di cucina… (vi tocca un post-pistolotto bello lungo…ogni tanto concedetemelo!). Giorni fa, ho preparato due ricette tratte da una rivista di cucina (non quella indicata sopra); nessuna delle due è riuscita come mi aspettavo, o come promettevano le belle immagini patinate. Non che le ricette fossero del tutto inattendibili, o magari sbagliate, ma necessitavano di piccoli (o grandi) aggiustamenti che solo una certa esperienza in cucina mi ha permesso di intuire. Fossi stata una principiante, non credo sarei riuscita a capire cosa fare.

E questo mi ha fatto riflettere sull’utilità dei food blog. In genere, le ricette tratte da un blog sono piuttosto affidabili e lo sono perché, spesso, sono state già testate o modificate dall’autore del blog, che ha provveduto ad operare quei piccoli aggiustamenti di cui sovente abbisognano le ricette. E poi un blog garantisce un costante rapporto con l’autore, cui si possono fare domande, esprimere dubbi o, persino, dare suggerimenti su come migliorare la preparazione. L’autore di un blog non teme di rivelare le difficoltà che ha avuto, i tentativi falliti, l’ingrediente “x” che gli ha dato un buon risultato, o quello che, invece, si è rivelato inadatto alla preparazione. I food blog parlano di cucina in un modo nuovo, eppure antico. Hanno reinventato quello che una volta era il passaparola tra le mamme, le nonne, le vicine di casa. Sono come la fusione dei quaderni di famiglia di migliaia (milioni?) di persone. Raccolgono esperienze individuali, che diventano collettive grazie alla rete, rendendo quelle stesse ricette, che troviamo sui libri e sulle riviste di cucina, “vive”. Penso sia questa una delle ragioni del successo dei food blog; e penso sia uno dei pregi della multimedialità.

Certo, il lato negativo è che diventa sempre più difficile rintracciare le versioni originali, ci sono talmente tante stratificazioni intorno ad una ricetta, che si fatica a capire come fosse in origine…ma questa è un’altra questione. E ve la risparmio, che per oggi ho sentenziato anche troppo, per i miei standard! Occhiolino

E, dunque, finalmente, torniamo alla ricetta.

Ingredienti (per 8 persone):

2 rotoli di pasta sfoglia
2 cucchiai di semi di papavero
2 uova
400 g di polpa macinata di vitello
400 g di polpa macinata di maiale
100 g di speck
4 fette di pane a cassetta
latte q.b.
sale, pepe, kummel, zenzero
salvia, alloro
mezzo bicchiere di vino bianco

a piacere, uovo per spennellare i cestini (io non l’ho usato)

Preparazione

Vi riporto il procedimento seguito quest’ultima volta, con la cottura in forno, che trovo migliore, ma se preferite cuocerle in padella trovate il procedimento qui.

Preparate i cestini di sfoglia. Ritagliate, con una rotella tagliapasta, 8 dischi di sfoglia di dimensioni adatte ai vostri stampi per crostatina (i miei erano di 10 cm di diametro, in carta forno usa e getta….una gran comodità!). Adagiate i dischi negli stampi, bucherellateli con i rebbi di una forchetta e copriteli con un pezzetto di carta forno e delle biglie di ceramica (o pesi, o fagioli, o quel che vi pare), affinché non si gonfino troppo. Io, a Natale, avevo fatto queste operazioni un giorno prima, lasciando in frigo gli stampini pronti per essere infornati.
Cuoceteli in forno già caldo a 200° per circa 10-15 minuti, avendo cura di rimuovere i pesi circa 5 minuti prima del termine della cottura, per far dorare bene anche il fondo dei cestini. Sfornateli e teneteli da parte.

Ammollate il pane a cassetta privato della crosta nel latte per circa 10 minuti. In una ciotola capiente mescolate la carne, le uova, lo speck tagliato molto finemente, il sale, il pepe, le spezie (kummel o cumino nero e lo zenzero, meglio se fresco), i semi di papavero e le erbe aromatiche tritate finemente. Mescolate il composto e poi formate delle piccole polpette, da circa 20 g ciascuna. Adagiatele in una pirofila spennellata d’olio, versatevi sopra un po’ di vino bianco (non devono esserne coperte, basta poco) e cuocetele in forno già caldo a 190-200°per circa 15 minuti, girandole a metà cottura.

Componete i piatti: disponete sul fondo un po’ di insalata (per Natale la mia era lattuga, finocchi tagliati sottilissimi ed arance), adagiatevi il cestino, riempitelo con 8 polpettine e terminate con una generosa cucchiaiata di marmellata di cipolle. Servite immediatamente.

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giovedì 21 agosto 2008

Riso "oriental style"

Eccomi di nuovo qui, dopo "ben cinque giorni" di vacanza nella magica Pantelleria. Purtroppo non ho immagini da mostrarvi, a causa di un incidente occorso alla nostra macchina fotografica (TRAGGGGEDIAAA! :-( SOB!)...ma sappiate che è stupenda...è già la terza volta che ci vado e mi piace sempre di più (nonostante gli inconvenienti più o meno seccanti che puntualmente si verificano quando ci andiamo!).

Devo ammettere di essere tornata con una gran voglia di rimettermi ai fornelli, nonostante il danno all'attrezzatura fotografica e le nuove, conseguenti, difficoltà nel fare le foto (speriamo di risolvere tutto quanto prima). Ed infatti, ho già preparato il riso che sto per mostrarvi, un'insalata specialissima che mi hanno insegnato degli amici proprio a Pantelleria, e dei biscotti, che vanno ad arricchire il repertorio del mio nuovo periodo "biscottoso", del quale nelle prossime settimane vedrete i frutti.

Questo piatto è nato dalla necessità di inventarmi una cenetta carina, pur in assenza di provviste (frigo vuoto, ma veramente vuoto...e poche altre cose, quelle di cui normalmente si hanno sempre delle scorte, tipo il riso appunto, e qualche surgelato). Non avevo preventivato di immortalarlo, ma poi era così buono che siamo corsi a prendere la macchina fotografica (o quel che ne rimane...)! L'ispirazione mi è venuta sfogliando il secondo volume del "Ricettario della Cucina Italiana", dove sono presenti alcune ricette di riso più o meno orientaleggianti, che io ho mescolato, aggiungendo poi altri ingredienti in base a gusto e disponibilità.

riso_orientale

La base della ricetta è un riso pilaf, il primo che mi sia mai riuscito bene sul gas (e non al forno), perché finalmente ho trovato la pentola giusta in cui cuocerlo, ossia una pentola di coccio, che solitamente uso per legumi e minestre.

Ingredienti (per circa 3 persone):

per il riso pilaf:

250 g di riso basmati
mezza cipolla dorata
2 chiodi di garofano
4 foglie di alloro

per il condimento:

100 g di pisellini
1 carota
1 cipolla
150 g di polpa di maiale a cubetti piccoli
un cucchiaino raso di zenzero
un cucchiaio di brandy (facoltativo)
pepe nero di mulinello
olio, sale

per completare:

un bicchierino (circa) di salsa di soia*

* la salsa di soia contiene spesso frumento, quindi se si vuole un piatto totalmente senza glutine occorre trovarne una che sia garantita come gluten free oppure sostituirla con qualcosa di diverso; ho provato con un mix di miele ed aceto balsamico, non sarà proprio "oriental style" ma non è affatto male!

Preparazione:

Cominciate con il riso. Mettete in una pentola di coccio (o altra che possa chiudersi in maniera perssoché ermetica, in modo da conservare il vapore all'interno) un volume di acqua doppio rispetto a quello del riso (ad esempio: due tazze d'acqua per ogni tazza di riso), mezza cipolla steccata con 2 chiodi di garofano, 4 foglie di alloro e un cucchiaino di olio; portate a bollore, unite un pizzico di sale, versate il riso, coprite e fate cuocere in base ai tempi indicati sulla vostra confezione, senza mai aprire né mescolare (metodo del completo assorbimento).

Nel frattempo, rosolate i pisellini (surgelati, nel mio caso) con un filo d'olio, un po' di cipolla tritata e una macinata di pepe, copriteli con due dita di acqua, abbassate la fiamma e portate a cottura. Potete anche cuocerli insieme alla carne; io non l'ho fatto perché temevo che, trattandosi di prodotto surgelato, cuocessero più di quest'ultima.

Scaldate nel wok due cucchiai di olio e rosolatevi la carota e la restante cipolla tritate per un minuto; unite il maiale a cubetti, fatelo dorare su tutti i lati, sfumate con il brandy (l'unico liquore che avessi in casa per sfumare...) e poi terminate la cottura a fuoco medio-alto, aggiungendo poca acqua (circa 100 g) tiepida e le spezie (zenzero e pepe). Occorreranno meno di dieci minuti. Verso la fine, unite i piselli cotti in precedenza. Quando il maiale sarà pronto, toglietelo dal wok e versate in esso la salsa di soia, scaldatela brevemente, quindi versatevi il riso, fatelo insaporire bene ed unite in ultimo il maiale. Saltate velocemente il tutto a fiamma vivace, regolate, se necessario, di sale, e servite ben caldo. Mangiate rigorosamente con le bacchette! ;-))

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giovedì 22 maggio 2008

Calamarata con sugo di calamari

Ecco un altro primo gustoso, a base di pesce stavolta.
La calamarata è un formato di pasta che mi ha sempre attratto, ma poi per un motivo o per un altro, non l'avevo mai comprata fino ad ora. Poi un giorno, al super, ho visto questa della De Cecco, in quelle splendide confezioni di cartone che riservano ai formati speciali, e non ho saputo resistere.
Per condirla, come primo esperimento, ho deciso di usare il più tipico dei sughi da abbinare a questo formato di pasta, ossia un sughetto di calamari, cui ho aggiunto dei pomodori secchi, perchè trovo che stiano benissimo con il pesce, specie se dal gusto piuttosto intenso come i calamari.
Il risultato, mentre lo saltavo dentro al wok, mi è parso così allettante che ho deciso di immortalarlo così com'era, lasciando perdere gli sfondi, la composizione del piatto e tutti gli altri accorgimenti da food-stylist!

calamarata_in_padella_

Ingredienti (per 2 persone):

250 g calamarata De Cecco
1 calamaro medio (circa 300 g)
10 pomodorini
5 pomodori secchi
1 mazzetto di prezzemolo
50 g (?) di olive nere denocciolate
mezza cipolla rossa
mezzo spicchio d'aglio
un pizzico di zenzero in polvere
mezzo cucchiaino raso di curry forte (vi consiglio quello equo e solidale)
olio, sale, pepe rosa

Preparazione:

Preparate tutti gli ingredienti: pulite il calamaro e tagliatelo a rondelle sottili; tagliate anche i tentacoli. Tagliate i pomodorini e privateli dei semi. Ammorbidite i pomodori secchi in acqua tiepida per circa 20 minuti, poi tagliateli a pezzettini. Tritate il prezzemolo. Snocciolate le olive e tritatele grossolanamente.
Cuocete la pasta in abbondante acqua bollente salata (iniziate subito, ha un tempo di cottura piuttosto lungo). Mettere in una padella (io ho usato il wok) la cipolla tritata e l'aglio intero, con due cucchiai di olio extravergine d'oliva. Farli soffriggere brevemente, poi unite il calamaro e, dopo circa un minuto, i pomodori freschi e secchi, le olive ed il pepe rosa. Bagnate con un mestolo di acqua di cottura della pasta e proseguite la cottura a fiamma vivace per circa 8 minuti. Verso metà cottura unite lo zenzero e poco prima del termine della cottura, salate. Spegnete il fuoco ed unite il curry. Scolate la pasta al dente e saltatela velocemente insieme al condimento, terminando con dell'altro prezzemolo tritato. Servite subito, anche perchè, essendo la pasta molto porosa, tende ad asciugarsi rapidamente.

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mercoledì 30 gennaio 2008

Spaghetti al ragù di capone (con una "p", che poi è un pesce...) profumato allo zafferano!

Devo premettere che questa ricetta è un po' fuori stagione! infatti, il capone, che in altre parti d'Italia ho scoperto essere noto con il nome di "lampuga" (che potete vedere qui), è un pesce azzurro, che vive in acque profonde ed il cui periodo ideale (almeno qui da noi) si aggira tra agosto e settembre-ottobre, dopo di che scompare dai banchi dei pescivendoli. So anche che è un pesce diffuso solo nelle zone tirreniche e poco conosciuto dalle altre parti. E questo anche perchè è un pesce che, più degli altri, deve essere consumato freschissimo ("vivo", come si dice qui!).
Tuttavia, il capone può essere egregiamente sostituito con altri pesci azzurri dal sapore intenso e dalle carni ricche, ad esempio degli sgombri; perciò ho pensato di potervi proporre la ricetta.
Tornando al capone (o lampuga), le sue carni sono leggermente grasse, ma saporite ed adatte ad essere preparate in molti modi: arrostite, fritte, previa marinatura con l'aceto, in umido e, come in questo caso, nei sughi. Ho scoperto che esistono diverse scuole di pensiero a proposito delle pezzature migliori. Ad esempio, nella mia famiglia, si sono sempre consumati quelli più piccoli, al principio della stagione, perchè più magri e delicati, ma inadatti a certe preparazioni. Altrove (in particolare dal mio pescivendolo, il quale è piuttosto famoso e pare che se ne intenda) si prediligono gli esemplari più grandi (attorno ad 1 kg), da fare a tranci o a filetti, a seconda degli usi previsti.
Con il filetto della coda di uno di questi grandi esemplari, io ho preparato questo ragù, nato per 2 persone ma che sarebbe stato sufficiente per almeno 3 persone, dato che ce lo siamo ritrovato anche per cena!
(scusate per la foto, erano i miei primi tentativi autonomi -vale a dire senza i suggerimenti di mio marito- di fotografia!)

spaghetti ragù di capone

Ingredienti:

per il ragù:
300 g di filetto di capone (la parte della coda)
500 g di pomodori
un cucchiaino di curry (mezzo se avete quello forte)
mezza bustina di zafferano
mezza cipolla rossa di tropea
mezzo bicchiere di vino bianco
la scorza grattugiata di un limone
prezzemolo tritato
olio, sale

per la pasta (per 3 persone):
300 g di spaghetti
mezza bustina di zafferano

Preparazione:

Riducete a cubetti il filetto di capone, dopo averlo privato di tutte le lische. Lavate anche i pomodori, privateli della pelle e dei semi interni e tagliateli a piccoli dadini. Tritate la cipolla.
In una padella scaldate 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, soffriggete la cipolla per un paio di minuti, poi unite il capone; fatelo soffriggere bene, poi sfumate con il vino, lasciatelo evaporare ed unite i pomodori. Salate, aggiungete il curry e cuocete a fuoco moderato per circa 8-10 minuti. A metà cottura unite lo zafferano.
Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata in cui avrete disciolto la restante mezza bustina di zafferano. Se il ragù durante la cottura dovesse asciugarsi troppo allungatelo con poca acqua di cottura della pasta. Scolate gli spachetti al dente e fateli saltare nel sugo. Terminate con una manciata di prezzemolo tritato.

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martedì 20 novembre 2007

Pollo al curry e semi di papavero con riso pilaf

Questa ricetta è di alcuni giorni fa e fa parte di un mio nuovo tormentone culinario, ossia quello delle spezie. Infatti, ho comprato delle spezie "nuove" (cioè che non avevo mai usato) e, precisamente, curry, paprika e zenzero secco, e da allora le metto praticamente ovunque.

Uno dei posti è stato questo pollo, davvero gustoso, e cremoso anche. Fra le tante ricette del pollo al curry, questa mi è piaciuta più delle altre, anche se avrei voluto provare una variante che mi era parsa interessante, che prevedeva l'aggiunta di una mela. Nel caso vi interessi, va aggiunta dopo una decina di minuti di cottura...magari voi la provate e mi dite com'è.

Io, sempre a proposito di ossessione per le spezie, ho aggiunto anche dei semi di papavero.

pollo al curry


Ingredienti (per due persone):

400 g di petto di pollo a cubetti
una carota
3 scalogni o una cipolla
mezzo limone
100 g di yogurt bianco
farina
3 cucchiai di curry
semi di papavero
80 g di riso basmati

Preparazione:

Preparate il riso pilaf: soffriggete uno scalogno (o un po' di cipolla) in mezzo cucchiaio di olio, unite il riso e tostatelo brevemente, aggiungete una quantità doppia rispetto al riso di acqua (io mi regolo con il bicchiere graduato) o brodo, coprite e mettete in forno a 180°. Controllate di tanto in tanto, considerando che deve cuocere fino al completo assorbimento del liquido (saranno 15 minunti circa, non ho controllato). Regolate di sale e pepe e mettetelo in due stampini monoporzione fino al momento di servirlo (questo serve solo per la coreografia, il riso è pronto anche prima!).

Infarinate leggermente il pollo; riducete gli scalogni e le carote in un trito finissimo (meglio usare un mixer). Scaldate un cucchiaio abbondante di olio in una padella capiente, indi rosolatevi il pollo finchè inizia a diventare dorato; aggiungete un cucchiaio (o due, dipende da quanto si è asciugato il tutto) di acqua calda, quindi unite il trito di carote e scalogni; lasciate rosolare per 2 minuti, poi aggiungete due cucchiai di curry (la ricetta ne prevedeva 2, io non ho voluto rischiare e ne ho messo solo uno, ma in effetti è risultato troppo poco), una manciata di semi di papavero e fate cuocere a fiamma bassa per 15-20 minuti, aggiungendo di tanto in tanto acqua calda, per evitare che si asciugni troppo. Verso la fine, unendo l'ultimo po' d'acqua, mettete ancora mezzo cucchiaio di curry. Spegnete il fuoco, poi aggiungete il succo di mezzo limone e lo yogurt. Mescolate bene, se occorre regolate di sale e servite immediatamente, con il riso che avrete provveduto a sformare sul piatto, e che avrete condito con il sughetto del pollo.

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domenica 4 novembre 2007

Sfoglia con ricotta, speck e semi di papavero

Anche questa ricetta appartiene al tormentone delle spezie, ma può essere realizzata benissimo anche senza i semi di papavero (anche se stanno davvero bene con lo speck)!

Dato che anche questa l'ho preparata tempo fa, e che ho perso il foglietto sul quale avevo appuntato le dosi, mi toccherà essere approssimativa, mi dispiace! Ero partita dall'idea di preparare una classica quiche con le uova sbattute e magari anche la panna, ma poi ho deciso di mantenermi un pochino più leggera e ho usato la ricotta. Io l'ho preparata per due, ma è molto ricca e quindi ne è bastato uno spicchio a testa, perciò va bene sicuramente per 3 persone, forse anche per quattro se la accompagnate con un'insalata mista.

sfoglia speck ricotta


Ingredienti:

un rotolo di sfoglia
30 g di ricotta
100 g di speck
100 g di scamorza affumicata
latte
1 uovo
sale, pepe, noce moscata
un filo di olio extravergine d'oliva
una manciata generosa di semi di papavero

Preparazione:

Come tutte le sfoglie, la preparazione è velocissima. Accendete il forno a 180-200°. Stendete la pasta sfoglia in una teglia rotonda, bucherellate il fondo con una forchetta.- Lavorate a lungo la ricotta con un cucchiaio o una forchetta, per renderla morbida, allungatela se necessario con un filo d'olio e qualche cucchiaio di latte, fino ad ottenere una crema molto morbida. Salate leggermente e aggiungete un pizzico di noce moscata. Tagliate lo speck a strisce sottili, quindi unitelo alla ricotta, mescolando bene. Stendete il composto sulla sfoglia, disponete sopra delle fettine di scamorza affumicata, facendo in modo da lasciare libero il centro della torta; distribuite sopra i semi di papavero. Ripiegate i lembi di sfoglia in eccesso (come nella foto), quindi spennellate con l'uovo sbattuto. Infornate per circa 20 minuti o fino a doratura.

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sabato 3 novembre 2007

Lonza di maiale alla paprika

Questa è un'altra ricettina di quelle super facili, e magari non particolarmente originali, ma gustose. E anche questa si inserisce nel filone delle ricette nate dalla mia nuova fissazione per le spezie recentemente acquistate! Purtroppo, dato che è stata una preparazione improvvisata e che risale a qualche settimana fa, ho dimenticato le dosi, che quindi non saranno molto precise...cercherò di fare del mio meglio!

maiale alla paprika


Ingredienti (per due persone):

2 fette di lonza di maiale tagliata spessa
un limone
un bicchiere di vino bianco
paprika dolce
sale, pepe
rosmarino fresco (se possibile)
alloro
(spero di non aver dimenticato nulla! Beh, comunque potete aggiungere tutte le erbe aromatiche che vi piacciono, con il maiale si sposano benissimo!)

Preparazione

Questa ricetta richiede un po' di tempo, non per cucinarla, ma per marinare la carne, al fine di insaporirla ben bene con le spezie e gli aromi.

Mettete a marinare in una ciotola le fette di carne con un cucchiaio di olio, il vino, il succo di limone (credo di mezzo limone), il rosmarino, l'alloro, il pepe e un cucchiaio abbondante di paprika. Tenela in frigo o in un luogo fresco e lasciatele a marinare almeno un'ora, girandole ogni tanto.

Trascorso questo tempo, prendete la carne, ma conservate la marinata. Prendete una padella e scaldatevi un velo d'olio, rosolatevi le fette di lonza per circa 2 o 3 minuti per parte, salatele, poi irroratele con la marinata (o marinatura??? non saprei...), aggiungete un altro cucchiaio di paprika (io come al solito con le spezie sono troppo prudente e ne metto troppo poche!) e lasciate cuocere qualche altro minuto, in modo da far stringere un po' il liquido, girando più volte le fette. Servite ben calde. Io le ho accompagnate con delle patate e cipolle tagliate a fette sottili e cotte per circa 15 minuti in una padella antiaderente coperta, con un cucchiaio d'olio, sale, pepe ed erbe aromatiche.

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giovedì 20 settembre 2007

Muffins con gocce di cioccolato profumati alla cannella

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Da un paio di giorni pensavo di fare dei muffins con le gocce di cioccolato, che sono un classico. Ma non trovavo una ricetta che mi convincesse, oppure non avevo tutti gli ingredienti a disposizione. Alcune ricette usavano la panna, altre la scorza di arancia, di altre non mi persuadevano le dosi...così alla fine ho deciso di creare io una ricetta che facesse al caso mio. Innanzi tutto avevo un vasetto di yogurt in scadenza, inoltre, mi andava di provare come ci stesse la cannella, per dare un profumo diverso, infine, volevo evitare il burro, sostituendolo con l'olio.

Questo è il risultato, che secondo me è molto buono, specie considerando che non ho mai improvvisato con le dosi dei dolci, ma nelle dosi che seguono ho messo un po' più zucchero di quanto ne abbia usato io, perchè ai miei per essere perfetti manca giusto un poco di zucchero.

Ancora una cosa...no anzi due:

1) io ho scritto muffins con "gocce di cioccolato", ma negli ingredienti troverete il cioccolato fondente al 70%; questo perchè a me le gocce non piacciono, trovo che la qualità e il gusto del ciocccolato di una tavoletta siano infinitamente superiori. Ma se non avete voglia di spezzettare il cioccolato, potete tranquillamente usare le gocce (che, a onor del vero, esteticamente danno un risultato migliore, così belle tonde e tutte uguali!).

2) Per quanto riguarda l'olio sono stata combattuta; avrei voluto usare quello d'oliva, ma io ne ho uno extra extra vergine, non raffinato, di frantoio di campagna, insomma praticamente una spremuta di olive...decisamente troppo denso e saporito, temevo rovinasse il sapore dei muffins, quindi alla fine mi sono decisa per quello di semi (avevo quello di arachide). Però, avendo un olio d'oliva leggero, io lo avrei di certo usato.

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Ingredienti (per circa 12 muffins):

250 g di farina
120 di zucchero
100 ml di olio
2 uova
1 vasetto di yogurt bianco
3 cucchiaini di lievito
100 g di cioccolato fondente al 70%
100 ml di latte
cannella
un pizzico di sale
un pizzico di bicarbonato

Preparazione:

Accendete il forno a 180°. Preparate gli stampini da muffins (imburrandoli ed infarinandoli) o i pirottini. Mettete in una ciotola gli ingredienti secchi: la farina setacciata, lo zucchero, il lievito, il sale, il bicarbonato e la cannella (io avevo quella in polvere con il dosatore e ne ho messe 2 "spolverate"). Spezzettate il cioccolato. In un'altra ciotola sbattete con una frusta a mano lo yogurt, le uova, l'olio ed il latte. Aggiungete il composto secco nel liquido, io lo divido diciamo in 3 volte, e mescolate con un cucchiaio di legno; se dovesse sembrarvi troppo duro, aggiungete un altro po' di latte. In ultimo, aggiungete il cioccolato, tenendone da parte un po'; mescolate per non farlo depositare tutto al fondo. Dividete il composto negli stampini precedentemente preparati, riempendoli per circa due terzi, e ponete sopra ciascuno qualche pezzetto del cioccolato che avete tenuto da parte.

Infornate per 20-25 minuti o fin quando risulteranno dorati e gonfi ed il solito stecchino uscirà asciutto.

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