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domenica 8 novembre 2009

Ricotta e pere

La torta ricotta l’ho assaggiata ad Amalfi (in una pasticceria, purtroppo, un tantino “turistica”) durante i tre fugaci giorni di vacanza che siamo riusciti a concederci quest’estate, e confesso che non mi aveva convinto. Decisamente troppo dolce. Le pere si sentivano appena, dovevi più che altro immaginarle, e il guscio era una sorta di frolla non troppo croccante. Nel complesso, il giudizio rasentava a stento la sufficienza. Se fossi riuscita a preparare per tempo un itinerario di viaggio (siamo partiti all’improvviso, senza prenotare nulla e senza sapere bene cosa visitare) sarei certo andata ad assaggiare la celeberrima versione di De Riso a Minori (il caso, per fortuna, mi ha condotta almeno alla deliziosa Pasticceria Pansa, in Piazza Duomo, dove mi sono goduta una colazione da principessa, con posate d’argento, servizio impeccabile e una sfogliatella -anzi, una “riccia” mi pare si dica- d’una bontà impareggiabile! Ma questa è un’altra storia…).

Ma allora non ne avevo nemmeno mai sentito parlare (lo so, sono piuttosto disinformata come food blogger!), sapevo solo quel che mi aveva detto il cameriere del bar, cioè che si trattava di un dolce tipico della costiera amalfitana, e che, personalmente, non mi aveva convinto. L’abbinamento, però, mi intrigava parecchio, così mi ripromisi di farne una mia versione alla prima occasione utile.

Domenica scorsa, pensando ad un dolce che potesse piacere alla mia famiglia, sono approdata, quasi per caso, a questa torta. Volevo un dolce elegante, ma di facile realizzazione (lunga, magari, ma facile); avevo in mente le pere, inizialmente con il cioccolato, ma non trovavo una torta che mi soddisfacesse o che non avessi già fatto in precedenza. Poi ho pensato alla ricotta e mi è venuta in mente la torta di Amalfi. Cercando una ricetta da cui partire, come al solito, ne ho trovate decine (Cookaround, Gennarino, La Ciliegina sulla Torta..solo per citare quelle che ho aperto), anche molto diverse tra loro, e ho scoperto che si trattava di un dolce molto famoso. Escluse immediatamente le versioni con la meringa, francese mi pare, e la “massa giapponese” (ma cosa è??? Ho proprio tanto da imparare ancora!), così come quelle con la frolla, ho preso la ricetta di Tuki e poi l’ho modificata un po’, cercando di creare una mia versione della “ricotta e pere”. Eccola qui.

ricotta e pere_s

Ingredienti: 

Per la pasta biscuit

75 g di farina 00
10 g di farina di mandorle
15 g di cacao amaro in polvere di ottima qualità 
3 uova
2 tuorli (tre uova intere sono sufficienti)
100 g di zucchero
50 g di burro fuso
1 pizzico di sale

Per la farcia alla ricotta

500 g di ricotta di pecora freschissima
200 g di panna fresca
160 g di zucchero
1 baccello di vaniglia

Per la bagna

100 g di acqua
50 g di zucchero
50 g di grappa (non avendo a disposizione il distillato di pere)

Per la farcia alle pere

2 pere medie sode ma dolci (dovrete ottenere circa 400 g di polpa)
50 g di zucchero
10 g di grappa
1 limone
2 cucchiaini di amido di mais

Per decorare

mezza pera
sciroppo di zucchero
zucchero a velo

Preparazione:

Mettete la ricotta a sgocciolare in un colapasta e iniziate a preparare la pasta biscotto. Preriscaldate il forno a 190°-200°. Montate con la planetaria o le fruste elettriche le uova (la mia ricetta ne prevede 3 intere più due tuorli, ma l’ho fatta spesso anche con sole tre uova intere e viene benissimo) con lo zucchero per almeno dieci minuti, fino ad ottenere una massa estremamente gonfia e densa. Sollevando le fruste, il composto dovrà “scrivere”, ossia depositarsi sulla superficie in “nastri” che tarderanno ad affondare. Setacciate insieme la farina, il cacao e la farina di mandorle, quindi aggiungetele lentamente e molto delicatamente alle uova montate. Unite infine il burro, in precedenza sciolto su fuoco bassissimo e raffreddato. Stendete con una spatola l’impasto su due placche ricoperte di carta forno oppure in due teglie da 22 cm di diametro (insomma, per farla breve, dovrete ottenere 2 dischi da 22 cm di diametro) e cuocete in forno già caldo per circa 8 minuti. Non perdete d’occhio il forno, la pasta non deve assolutamente diventare croccante. Se avete usate come me le placche, ricavate dalla pasta 2 dischi da 22 cm di diametro.

Preparate la crema di ricotta. Montate la panna ben soda in una ciotola fredda. Adesso, con la planetaria, o con una frusta elettrica a nastro, montate per circa 5 minuti la ricotta con lo zucchero ed i semi del baccello di vaniglia. Unitevi la panna, amalgamando delicatamente dal basso verso l’alto. Mettete la crema in una ciotola, copritela con pellicola e mettetela in frigo mentre preparate la bagna e la farcia alle pere.

Lavate, sbucciate le pere e riducetele a dadini piuttosto piccoli. Mettetele in una padella antiaderente con lo zucchero, la scorza ed il succo del limone. Fatele saltare su fuoco medio per circa 5-10 minuti. Quando saranno morbide ma non sfatte, aggiungete l’amido di mais, mescolando con un cucchaio di legno e cuocete per altri tre minuti. Dovrete ottenere un composto piuttosto denso, quindi, se occorre, aggiungete un altro pizzico di amido di mais. Unite, infine, la grappa e togliete dal fuoco. Trasferitele in un piatto fondo o in una ciotola e fatele raffreddare.

Preparate la bagna. Mettete in un pentolino l’acqua e lo zucchero, portate a bollore e fate bollire per trenta secondi circa. Fate raffreddare. Quando sarà quasi fredda, unite la grappa.

Adesso montate il dolce. Prendete un cerchio da pasticceria e adagiatelo sul piatto da portata. Rivestitelo di carta forno o di acetato. Disponete sul fondo uno dei dischi di pasta bisquit e spennellatelo con la bagna. Riempite con metà della farcia alla ricotta, quindi unite le pere e coprite con la restante crema di ricotta livellandola bene. Spruzzate con la bagna uno dei lati del secondo disco di pasta bisquit, quindi adagiatelo sulla crema, poggiandovi il lato bagnato. Premete leggermente. Mettete la torta in frigo per almeno quattro ore.

Per la decorazione, sciroppate una pera cuocendola in uno sciroppo di acqua, zucchero e limone (ho fatto ad occhio, non so le dosi) per circa dieci minuti.

Al momendo di servire il dolce, spolverizzatelo con abbondante zucchero a velo (il mio era quasi finito ed, infatti, sui bordi lo strato non è così spesso come avrei voluto), eliminate il cerchio da pasticceria e la carta forno e decorate con la pera sciroppata.

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domenica 14 giugno 2009

Torta allo yogurt

Due posts a distanza di pochissimi giorni…incredibile eh? So che avevo appena pubblicato la millefoglie al cioccolato, e magari molti di voi non l’hanno ancora vista, ma avevo troppa voglia di pubblicare questa ricetta!

Vi ricordate la torta allo yogurt della C…., la celebre marca di preparati per torte “in scatola”? Io l’avevo sempre guardata con un certo desiderio, ma in casa mia non sono mai entrati dolci preconfezionati quindi non l’avevo mai assaggiata. E, a dirla tutta, sono terribilmente intollerante allo yogurt…ma questa è un’altra storia!

Dicevo, avevo sempre ammirato quella pubblicità e guardavo quella torta così fresca e colorata morendo dalla voglia di assaggiarla.

Stranamente, non avevo mai pensato di farmela da me…finchè non ho ricevuto, credo fosse venerdì, la newsletter di Giallozafferano con questa ricetta! Appena l’ho letta ho deciso di provarla, sono scappata al supermercato, ho comprato gli ingredienti che mi mancavano e mi sono precipitata a casa per mettermi all’opera. E’ davvero facile e divertente da preparare, non richiede l’uso del forno ed è anche buonissima!

Vi scrivo la mia versione della ricetta, ho apportato un paio di modifiche, ma proprio delle piccolezze. Se vi interessa l’originale la trovate sul sito Giallozafferano.

torta allo yogurt_scr

Ingredienti:

Per la base

200 g di biscotti secchi (tipo Oro Saiwa)
20 g di corn flakes (anche di più se volete, conferiscono croccantezza alla base)
150 g di burro fuso
2 cucchiai di zucchero di canna

Per la crema

400 ml di yogurt bianco dolce (4 vasetti)
100 gr di philadelphia (aggiunta mia, in alternativa usate solo 500 ml di yogurt)
250 ml di panna fresca

4 cucchiai di latte
6 g (3 fogli) di colla di pesce

Per la copertura di fragole

100 ml di acqua 
6 g (3 fogli) di colla di pesce
500 g di fragoloni
2 cucchiai di succo di limone
90 g di zucchero

Per decorare

fragoline di bosco (o frutti di bosco)
qualche foglia di menta

Preparazione:

Mettete i biscotti e nel robot da cucina ed iniziate a sbriciolarli. Prima che siano del tutto ridotti in polvere unite i corn flakes ed azionate di nuovo l’apparecchio fino ad ottenere una polvere non troppo fine. Versatela in una ciotola ed unitevi lo zucchero di canna ed il burro fuso, amalgamando bene con un cucchiaio in modo che il burro si incorpori alla polvere di biscotti.

Imburrate una tortiera apribile e rivestitela di carta forno, mettendone un disco sul fondo e due strisce lungo i bordi. Versate il composto di biscotti nella tortiera e livellatelo con il dorso di un cucchiaio, facendo movimenti rotatori. Mettete la tortiera in frigo per una mezz’ora.

Nel frattempo, preparate la crema di yogurt. Prendete tre fogli di gelatina (o colla di pesce) ed immergeteli in una ciotolina piena di acqua fredda. Quando la gelatina avrà perso il suo aspetto vitreo e sarà morbida sotto le mani, scaldate il latte in un pentolino, ma fate ben attenzione a non farlo bollire perchè l’eccessivo calore rovinerebbe la gelatina. Scaldato il latte (ci vorranno pochi istanti essendo appena 4 cucchiai), togliete il pentolino dal fuoco, strizzate la gelatina ed unitela al latte caldo mescolando vigorosamente (meglio con una frusta) per farla sciogliere bene e non fare formare grumi. Adesso montate la panna finchè sarà ben soda. In un’altra ciotola, mescolate il philadelphia con lo yogurt, servendovi di una frusta a mano. Abbiate cura di mescolare molto, per far amalgamare bene il formaggio, che risultà più consistente dello yogurt. Unite al composto la panna montata, mescolando delicatamente per non smontarla, ed infine la colla di pesce precedentemente sciolta nel latte ed ormai tiepida (se la fate raffreddare troppo risulterà difficile amalgamarla bene al composto perchè sarà diventata troppo consistente).

Prendete la tortiera dal frigo e versate la crema sulla base di biscotto, livellandola bene e rimettete la tortiera in frigo per almeno due ore.

E mi raccomando, non abbiate fretta perchè se la crema non si rapprende, quando verserete la gelatina di fragole, questa, invece di posarvisi sopra, la bucherà rovinando l’aspetto della vostra torta!

Preparate la gelatina di fragole. Lavate i fragoloni e privateli del picciolo verde. Mettetele nel frullatore (o robot da cucina) con il succo di limone e 30 g di zucchero (meglio se usate lo zefiro). Frullate fino ad ottenere una crema liscia che, se vorrete, potrete passare al setaccio per eliminare i semini (io non l’ho fatto).

Ammollate come prima gli altri 3 fogli di colla di pesce in acqua fredda per dieci minuti circa. In un pentolino, versate i 100 ml di acqua e i restanti 60 g di zucchero. Ponete sul fuoco e fate sciogliere lo zucchero formando uno sciroppo. Anche in questo caso, fate molta attenzione a non farlo bollire. Se dovesse diventare troppo caldo, attendete che si raffreddi prima di unirvi la gelatina. Togliete il pentolino dal fuoco, strizzate la colla di pesce ed unitela allo sciroppo mescolando bene per farla sciogliere. Lasciate raffreddare lo sciroppo (in questo caso, essendovi più liquido, la gelatina non farà addensare eccessivamente il composto mentre si raffredda).

Infine, mescolate lo sciroppo con la salsa di fragole. Prendete la torta dal frigo ed accertatevi che la crema di yogurt sia diventata compatta. Se lo è, versatevi sopra, con molta delicatezza, la salsa di fragole. Rimettete lo stampo in frigo (lo so, sembra che ci voglia un sacco di tempo a preparare questo dolce, ma vi assicuro che i vari passaggi vi prenderanno pochi  minuti, l’unica scocciatura sono i tempi di raffreddamento!).

Al momento di servire la torta, aprite la cerniera e togliete delicatamente l’anello, quindi, aiutandovi con la carta forno, fate scivolare la torta sul piatto da portata e decoratela con qualche fragolina di bosco ed alcune foglie di menta.

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lunedì 21 luglio 2008

Tanti auguri... a me!

Dato che oggi si festeggia il mio trentesimo compleanno, doppia ricetta, ma sempre in tema dolce! Infatti, ho colto l'occasione del mio compleanno per preparare un dolcetto particolare, delle tortine con il "gelo di melone" (che poi, per i non siciliani, è il gelo di anguria!), mantenendo nel contempo la promessa che avevo fatto a Giorgia, di pubblicarne la ricetta. E già che ci siamo, vi mostro anche un'altra torta della quale vado molto fiera, la mia prima crostata alla frutta. Lo so, l'avrete fatta tutti, ma io non ci avevo mai provato e sono particolarmente contenta del risultato!

Iniziamo con le crostatine al gelo, di cui troverete sotto la ricetta completa:

Tortina_al_gelo

E questa, invece, è la crostata di frutta. Non credo occorra la ricetta, è molto semplice: ho usato la stessa frolla delle crostatine di cui sopra, spennellata con il cioccolato fuso in modo da formare un sottile strato tra la pasta e la crema, l'ho farcita con questa crema pasticcera (senza però la panna, ossia con mezzo litro di latte) e ho completato con la frutta fresca. Per finire, una spennellata di gelatina, per non far scurire la frutta.

crostata_di_frutta

Ingredienti per circa 10 crostatine al gelo:

per la frolla:

250 g di farina 00
110 g di burro
120 g di zucchero
1 uovo e 1 tuorlo

50 g di cioccolato fondente

per il gelo di melone:

1 litro di succo di anguria *
120-130 g di zucchero (dipende da quanto è dolce l'anguria)
90 g di amido di mais
alcune gocce di acqua di fiori d'arancio **
cannella in polvere
granella di pistacchi
scaglie di cioccolato fondente

* Con un litro di succo otterrete molto più gelo di quanto ve ne occorra per le crostatine; io ho ricavato oltre ad esse 3 coppettine di solo gelo; se invece volete metterlo soltanto nei dolcetti potete tranquillamente dividere tutte le dosi a metà. Se però, invece delle crostatine mignon, volete una crostata grande, allora preparate una dose intera.

** L'acqua di fiori d'arancio da noi si usa per aromatizzare alcune preparazioni, tra cui la ricotta per certi dolci e, nella mia tradizione familiare, il gelo di melone; non so se possa trovarsi fuori dalla Sicilia, in alternativa forse potreste provare un paio di gocce di estratto di vaniglia....ma non garantisco il risultato; forse è meglio non usare nulla.

Preparazione:

Devo fare una piccola premessa. I bene informati avranno notato l'assenza, tra gli ingredienti del gelo, dei fiori di gelsomino; il fatto è che nella mia famiglia non li abbiamo mai messi. La mia amica Enza in questo post, in cui ha pubblicato la ricetta del gelo (identica alla mia, salvo pochi dettagli...), ha spiegato con dovizia di particolari quale gelsomino usare e quale è invece necessario evitare!

Tornando alla ricetta, la prima cosa che dovete fare è procurarvi un'anguria ben matura e molto dolce e profumata. Per ottenere un litro di succo dovrete procurarvene una da almeno 4 Kg, forse poco di più.

Prima di iniziare con il gelo, preparate la frolla. Mescolate farina, burro e zucchero fino ad ottenere un composto sabbioso, poi unite l'uovo intero ed il tuorlo ed impastate velocemente fino ad ottenere una pasta liscia (io uso il Ken). Avvolgetela nella pellicola e ponete a raffreddare almeno mezz'ora in frigorifero.
Trascorso questo tempo, stendete la pasta su un piano infarinato ad uno spessore di circa mezzo centimetro e ricavatene dei dischi con cui rivestirete gli stampini; io ho utilizzato degli stampi da muffins in silicone, leggermente unti con burro fuso. Coprite la pasta con delle perle di ceramica (quelle che vedete nella foto....acquisto parigino....funzionano a meraviglia!!!) oppure con dei fagioli secchi ed infornate in forno caldo a 190° per circa 20 minuti. Sfornate e fate raffreddare le vostre tartellette.

Sciogliete il cioccolato a bagnomaria; sformate le tartellette e pennellate l'interno con il cioccolato. Lasciatelo raffreddare e solidificare.

Passate la polpa dell'anguria al passaverdure e raccogliete tutto il succo in una ciotola. Preparate gli ingredienti secchi. Mescolate lo zucchero e l'amido e scioglieteli con poco succo di anguria, fino a formare una specie di densa pasta, che diluirete poi con il resto del succo mescolando vigorosamente e accuratamente con una frusta a fili, per evitare la formazione di grumi che rovinerebbero il vostro gelo. Unite tre o quattro gocce di acqua di fior d'arancio. Ponete a questo punto il composto su fuoco basso e, senza mai smettere di mescolare, attendete finchè non si sarà addensato ed avrà assunto un bel colore rosso. Man mano che il gelo cuoce, noterete, dapprima, che il rosa iniziale andrà virando lentamente al rosso, poi, una volta cambiato colore, inizierà ad addensare fino a che, quando inizierà a sobbollire, avrà raggiunto la giusta densità e potrete toglierlo dal fuoco. Fatelo raffreddare sempre continuando a mescolare con la frusta, per non far formare il fastidioso "velo", quindi versatelo nelle tartellette (e/o nelle coppette individuali o nella crostata). Cospargete la superficie con un pizzico di cannella, della granella di pistacchi ed alcune scaglie di cioccolato, che ricaverete grattugiandolo con un coltello. Ultima annotazione: se preparate del gelo da servire in coppetta, senza la base di frolla, unitevi, quando sarà ormai freddo, delle gocce di cioccolato.
 

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martedì 6 maggio 2008

Tiramisù alle fragole

Questa ricetta me l'ha data una mia amica, che, a sua volta, l'aveva appresa in occasione di un corso di cucina. Io la conservavo piuttosto gelosamente e sfruttavo questo dolce per stupire gli amici con una ricetta che credevo estremamente nuova ed originale. Con questa medesima idea avevo deciso di proporla a voi, ma poi mi sono accorta che non si tratta di una ricetta poi così originale...ed infatti credo che in qualche sito si sia già visto qualcosa di simile. Che tristezzaaaaaa! ;-)
Però resta il fatto che sia un dolce delizioso, anche se non proprio leggero (ed infatti io lo preparo solo se ho ospiti o se devo portarlo a qualche pranzo/cena), quindi voglio proporvi anche la mia versione.

tiramisù alle fragole

Con queste dosi vengono circa 12 coppe individuali (non ne sono sicura...di solito faccio un'unica pirofila e in questa occasione ho fatto solo 6 coppe ma mi è avanzata circa metà degli ingredienti).

Ingredienti:

250 g di mascarpone (o 125 g di ricotta di pecora e 125 g di philadelphia yo)
250 g di panna fresca
150 g di zucchero a velo
3 o 4 uova (dipende dalla grandezza)
2 bustine di vanillina
18 savoiardi (circa)
4 cestini di fragoloni (circa 600 g)
mezzo bicchierino di grand marnier
il succo di 3 arance
la scorza grattugiata di un limone e di un'arancia

Per decorare:
3 - 4 fragoloni
qualche fogliolina di menta
zucchero a velo o cacao in polvere (facoltativo)

Preparazione:

Separate i tuorli dagli albumi. Unite ai tuorli 125 g di zucchero a velo e la vanillina (io vorrei usare la vaniglia, ma i semini nella crema bianca sono antiestetici...avete dei suggerimenti? se lascio la stecca aperta in infusione nella panna per qualche ora basta ad insaporirla?) e montateli per 10 minuti con uno sbattitore elettrico ad alta velocità. Aggiungete il mascarpone (o il mix di ricotta e philadelphia yo) e montate ancora qualche secondo. Ponete il composto in frigorifero mentre montate la panna (in un recipiente freddo) finché diventerà molto soda. Incorporatela delicatamente al composto di uova, mescolando dal basso verso l'alto con una spatola. Montate a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale ed uniteli al composto delicatamente, sempre mescolando dal basso verso l'alto. Mettete la crema in frigorifero.
Lavate e tagliate i fragoloni; tenetene da parte alcuni per la decorazione, poi tagliatene metà circa a cubetti piccoli, gli altri a fettine. Conditeli (separatamente) con una parte del succo d'arancia, lo zucchero a velo rimasto (25 g) , la scorza di limone ed arancia e il grand marnier.
Per i savoiardi potete scegliere: la mia ricetta suggerisce di frullarli con un po' di succo d'arancia, altrimenti potete lasciarli interi e disporli sul fondo delle coppe o della pirofila; in questo caso io ho fatto così.
Componete il dolce: mettete sul fondo delle coppe uno o due savoiardi dopo averli inzuppati velocemente nel succo d'arancia (devono ammorbidirsi, ma non disfarsi); disponete le fragole a fettine lungo il bordo della coppa (se di vetro come nel mio caso, altrimenti non è necessario) e quelle a cubetti all'interno; terminate con uno strato di crema, lisciando la superficie con una spatola. Anche se preparate una pirofila, vi consiglio di fare sempre un solo strato di ogni ingrediente, perchè la crema è estremamente soffice e preparando più strati (intendo ricominciando con savoiardi, fragole e crema), il dolce tenderebbe ad afflosciarsi.
Mettete le coppe in frigorifero per almeno 2 ore. Al momento di servirle, cospargete la superficie di zucchero a velo (o cacao in polvere, se preferite) e decorate con alcune fettine di fragole e delle foglie di menta.

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martedì 20 novembre 2007

Mousse al cioccolato...in tazza

Questa mousse l'ho preparata qualche settimana fa per delle amiche; in realtà la ricetta che ho usato non mi ha del tutto convinta, troppo scura e densa, così in seguito ho provato un'altra versione trovata sullo speciale dolci de "La Cucina Italiana", che si è rivelata di gran lunga migliore, così ho deciso di postare quest'ultima.

E' un dolce piuttosto semplice da fare, purchè si faccia attenzione con il bagnomaria. In realtà le mousse non sono tra i miei dolci favoriti, ma morivo dalla voglia di servire (e fotografare) qualcosa in queste tazze! ;-P

mousse in tazza


Ingredienti (per 4, ma dovrebbero bastare per 6):

170 g di cioccolato fondente al 70%
100 g di panna liquida
60 g di latte
3 uova
30 g di zucchero a velo

Preparazione:

Fondete a bagnomaria il cioccolato con il latte, mescolando continuamente; fate attenzione a non far bollire l'acqua. Togliete dal fuoco e lasciate intiepidire, quindi aggiungete i tre tuorli d'uovo, che avrete montato il precedenza con le fruste elettriche, versandoli "a filo". Unite anche lo zucchero a velo. Rimettete sul fuoco e fate cuocere per qualche minuto, quindi togliete dal fuoco e dal bagnomaria. Lasciate raffreddare, mescolando spesso in modo che il composto resti fluido e cremoso. Montate la panna ben soda. Lavate accuratamente le fruste e montate anche gli albumi -con un pizzico di sale- a neve ferma. Unite alla mousse 2 cucchiaiate di albume a neve, poi la panna, a cucchiaiate, mescolando delicatamente, dal basso verso l'alto, poi unite anche i restanti albumi, sempre mescolando con delicatezza, finchè sarà uniforme. Distribuitela nelle tazze o coppette individuali e lasciate riposare in frigo per almeno due ore. Se si dovesse addensare troppo tiratela fuori dal frigo un po' prima di servirla. Decorate con un ciuffetto di panna.

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domenica 7 ottobre 2007

Bavarese al cioccolato

La bavarese è la seconda parte del mio sabato in cucina, anzi in realtà la prima perchè ho iniziato da quella ma insomma... Questo è un dolce non troppo complicato da fare (giuro, basta avere un frullino elettrico, si tratta solo di frullare e frullare e frullare...e poi mischiare tutto) solo un po' lungo, ma potete prepararlo la sera prima; in ogni caso occorre tener conto che deve stare almeno 4 ore in frigorifero prima di poter essere servito.

bavarese


Ingredienti:

100 g di farina
3 uova
90 g di zucchero
30 g di burro fuso
2 cucchiai di rum
200 g di cioccolato fondente extra al 70%
12 g di gelatina in fogli
2 dl di latte
125 di zucchero
4 tuorli
4 dl di panna
50 g di cioccolato fondente o bianco per decorare

Preparazione:

Premetto che se non volete perdere tempo a fare la base potete usare un disco di pan di spagna già pronto che trovate al supermercato, non è lo stesso ma risparmierete tempo. Sbattete a lungo con un frullino 2 uova e un tuorlo con lo zucchero, finchè saranno spumosi e sollevando le fruste il composto "scriverà" (cioè formerà delle righe di pasta che tarderanno ad affondare). Incorporate la farina gradualmente, quindi il burro fuso freddo. Montate a neve l'albume con un pizzico di sale e unitelo delicatamente al composto. Rivestite la placca del forno con carta forno, stendetevi l'impasto in uno strato uniforme ed infornate a 180° (in forno già caldo, ho scordato di dirvi di accenderlo) per 15-20 minuti. Per la precisione le ricette di questo composto, detto "pasta biscotto" prevedono tempi più brevi, tipo 8 minuti, ma nel mio forno dopo 8 minuti era ancora del tutto crudo. L'importante è che resti appena dorato e morbido, NON deve diventare croccante, a dispetto del nome.

Quando sarà tiepido, staccate delicatamente la carta forno e ponetelo su un canovaccio umido. Usando il fondo di uno stampo a cerniera da 24 cm di diametro ritagliate un disco di pasta e da quella che resta ricavate dei cuori (o altre forme a piacere, ma piccole) per la decorazione. Mettete il disco di pasta sul piatto da portata e mettete sopra/attorno il cerchio metallico della tortiera apribile rivestito di pellicola trasparente. Bagnate la pasta con il rum.

Ora la crema. Mettete la gelatina a bagno in una ciotola di acqua fredda (deve ricoprire la gelatina). Scaldate il latte senza farlo bollire. Lavorate con il frullatore i tuorli con lo zucchero, anche stavolta mooolto a lungo, finchè diventano chiari e spumosi. Aggiungete il latte versandolo "a filo" e continuando a sbattere o con il frullino a bassa velocità o a mano energicamente. Trasferite il composto in una casseruolina e portatelo quasi ad ebollizione mescolando continuamente, aggiungendo appena sarà caldo la gelatina strizzata (che nel frattempo deve aver perso la rigidità ed il suo aspetto vitreo) e poi il cioccolato spezzettato. Mescolate energicamente con una frusta a mano, per sciogliere gelatina e cioccolato. Se nel frattempo dovesse iniziare a bollire, spegnete la fiamma e continuate a mescolare. Lasciate raffreddare, mescolando di tanto in tanto (si sgonfierà un pochino, ma è normale). Per accelerare i tempi potete immergere la casseruola in acqua fredda. Montate la panna in un recipiente metallico raffreddato in frigo. Quando la crema sarà fredda, incorporatevi delicatamente la panna, mescolando dal basso verso l'alto. Versate la crema sulla base lisciate la superficie con una spatola e mettete in frigo a raffreddare per almeno 4 ore.

Nel frattempo, se proprio volete stupire, preparate la decorazione. Sciogliete a bagnomaria 50 g di cioccolato fondente (o bianco se preferite), lasciatelo intiepidire. Preparate un conetto con la carta forno, stringendo la punta. Metteteci dentro il cioccolato fuso, tagliate la punta e, sopra un altro foglio di carta forno create delle griglie con due linee a zig zag che si incrociano. Come potete vedere dalla foto, le mie erano delle griglie piuttosto approssimative e abbastanza spesse, ma era la prima volta che usavo il famigerato conetto di carta e che creavo decori di cioccolato, quindi avevo paura che, se le avessi fatte più sottili, si sarebbero spezzate staccandole. Comunque, dicevamo: lasciate raffreddare e poi mettete in frigo.

Ora viene la parte difficile. Prendete la bavarese dal frigo, passate una spatola o un coltello tra la crema ed il bordo di metallo, molto delicatamente. Ora sollevate con moooolta cautela il cerchio metallico, se occorre ripassate il coltello/spatola per farlo staccare bene. Ora il dolce dovrebbe essere pronto. Dato che la pellicola avrà lasciato delle anti-estetiche grinze sul bordo, potete attaccarci i biscottini come ho fatto io; oppure lisciate la superficie con la spatola bagnata di acqua bollente. Staccate le decorazioni di cioccolato dalla carta forno ed adagiatele sulla bavarese. Ora, finalmente, potete servirla! Un consiglio, per non fare aspettare troppo i vostri eventuali ospiti, fate queste operazioni prima di cena e poi rimettete la bavarese pronta e decorata in frigo fino al momento di servirla.

bavarese fetta

Giuro, ho fatto più fatica a scrivere la ricetta che a prepararla!! Non lasciatevi scoraggiare, sembra complicato ma non lo è!

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