giovedì 31 gennaio 2008

Risotto pere e vodka

Questo risotto qui l'ho fatto oggi a pranzo; doveva essere per un'amica (che, per dirvela tutta, mi ha proprio suggerito l'abbinamento pere-vodka!), che poi è stata colpita all'ultimo momento dall'influenza...ma io il risotto l'ho fatto lo stesso ed è strepitoso! Ero convinta che il taleggio coprisse il sapore delle pere e della vodka, ma invece si sentiva tutto al punto giusto.
Io ho messo anche del pepe rosa in salamoia; da qualche parte avevo letto che si possono usare le bacche di ginepro, ma io non ne avevo ed in ogni caso non le amo, hanno un profumo troppo invadente per i miei gusti. Il pepe, invece, usato con moderazione (nella foto è tanto per esigenze coreografiche), mi è piaciuto molto.

risotto pere e vodka

Ingredienti:

250 g di riso arborio
1,5 l (circa) di brodo vegetale leggero
mezza cipolla dorata o un cipollotto fresco
2 pere sode (erano medio-piccole)
2 cucchiaini scarsi di pepe rosa in salamoia
mezzo bicchiere di vodka liscia (più un po' da aggiungere alla fine)
100 g di taleggio (peso netto, già privato della "buccia")
olio, una noce di burro, sale

Preparazione:

In questo risotto, secondo me, è essenziale usare un brodo molto delicato, affinchè non prevarichi gli altri sapori; anzi, sono sicura che se lo preparasse un...non so Gualtiero Marchesi, lo farebbe con della semplice acqua bollente. Io ho usato il brodo. Che il brodo debba essere leggero significa due cose, a seconda che usiare un brodo pronto (dado o granulare) o ve lo prepariate voi. Nel primo caso, usate meno dado o preparato granulare di quanto consigliato sulle confezioni (diciamo per tutto il brodo un solo dosatore); nel secondo caso, non fate cuocere troppo il vostro brodo, in modo che rimanga più chiaro e leggero. Le pere (nel link troverete delle brevi notizie interessanti sulle caratteristiche dei vari tipi di pere) devono essere sode, ma non acerbe, altrimenti avrebbero poco sapore; ideali sarebbero le Kaiser, io ho usato delle buone decane; sconsiglio le abate, perchè è difficile trovarle al giusto punto di maturazione e secondo me tendono ad essere troppo "legnose" quando non sono mature.
Preparate il brodo. Lavate le pere, lasciatene un grosso spicchio con la buccia, che userete per la decorazione, il resto sbucciatele; tagliatele a fettine sottili. Non fate questa operazione con troppo anticipo, altrimenti si anneriranno.
In una casseruola larga e bassa mettete un cucchiaio di olio, una noce di burro e la cipolla tritata; fatela soffriggere poco, finchè non diventa trasparente ed inizia a "sudare", quindi unite il riso. Fatelo tostare per un paio di minuti, poi sfumate con mezzo bicchiere scarso di vodka (non fredda, il risotto odia gli shock termici!) e lasciatela evaporare, mescolando delicatamente. A questo punto bagnate con un mestolo di brodo, unite metà delle pere, e aggiungete un altro mestolo di brodo; in questa prima fase (diciamo per i primi 5 minuti di cottura) mescolate poco. Continuate la cottura aggiungendo man mano altro brodo e mescolando continuamente con un cucchiaio di legno (ci sono diverse scuole di pensiero sul mescolare il risotto, io trovo che mescolando spesso venga assai più cremoso); dopo circa 5 minuti unite le restanti pere (così cuoceranno meno e si sentirà di più il loro sapore). Per i tempi di cottura regolatevi con quanto indicato sulla confezione del riso, ma assaggiatelo spesso alla fine e aggiungete il brodo a poco a poco e solo quando il precedente si sarà assorbito; eviterete, così, di ritrovarvi con il riso cotto e tanto brodo ancora che deve asciugarsi. Regolate di sale, unite il pepe rosa e poi spegnete il fuoco. A questo punto, unite due cucchiai di vodka e il taleggio tagliato a piccoli pezzi, e mescolate fino a che si sarà sciolto. Ci vorranno circa 2 minuti. Servite il risotto immediatamente, caldo e cremoso, in piatti piani (io preferisco così) in cui avrete disposto delle fettine di pera a ventaglio. 

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mercoledì 30 gennaio 2008

Spaghetti al ragù di capone (con una "p", che poi è un pesce...) profumato allo zafferano!

Devo premettere che questa ricetta è un po' fuori stagione! infatti, il capone, che in altre parti d'Italia ho scoperto essere noto con il nome di "lampuga" (che potete vedere qui), è un pesce azzurro, che vive in acque profonde ed il cui periodo ideale (almeno qui da noi) si aggira tra agosto e settembre-ottobre, dopo di che scompare dai banchi dei pescivendoli. So anche che è un pesce diffuso solo nelle zone tirreniche e poco conosciuto dalle altre parti. E questo anche perchè è un pesce che, più degli altri, deve essere consumato freschissimo ("vivo", come si dice qui!).
Tuttavia, il capone può essere egregiamente sostituito con altri pesci azzurri dal sapore intenso e dalle carni ricche, ad esempio degli sgombri; perciò ho pensato di potervi proporre la ricetta.
Tornando al capone (o lampuga), le sue carni sono leggermente grasse, ma saporite ed adatte ad essere preparate in molti modi: arrostite, fritte, previa marinatura con l'aceto, in umido e, come in questo caso, nei sughi. Ho scoperto che esistono diverse scuole di pensiero a proposito delle pezzature migliori. Ad esempio, nella mia famiglia, si sono sempre consumati quelli più piccoli, al principio della stagione, perchè più magri e delicati, ma inadatti a certe preparazioni. Altrove (in particolare dal mio pescivendolo, il quale è piuttosto famoso e pare che se ne intenda) si prediligono gli esemplari più grandi (attorno ad 1 kg), da fare a tranci o a filetti, a seconda degli usi previsti.
Con il filetto della coda di uno di questi grandi esemplari, io ho preparato questo ragù, nato per 2 persone ma che sarebbe stato sufficiente per almeno 3 persone, dato che ce lo siamo ritrovato anche per cena!
(scusate per la foto, erano i miei primi tentativi autonomi -vale a dire senza i suggerimenti di mio marito- di fotografia!)

spaghetti ragù di capone

Ingredienti:

per il ragù:
300 g di filetto di capone (la parte della coda)
500 g di pomodori
un cucchiaino di curry (mezzo se avete quello forte)
mezza bustina di zafferano
mezza cipolla rossa di tropea
mezzo bicchiere di vino bianco
la scorza grattugiata di un limone
prezzemolo tritato
olio, sale

per la pasta (per 3 persone):
300 g di spaghetti
mezza bustina di zafferano

Preparazione:

Riducete a cubetti il filetto di capone, dopo averlo privato di tutte le lische. Lavate anche i pomodori, privateli della pelle e dei semi interni e tagliateli a piccoli dadini. Tritate la cipolla.
In una padella scaldate 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, soffriggete la cipolla per un paio di minuti, poi unite il capone; fatelo soffriggere bene, poi sfumate con il vino, lasciatelo evaporare ed unite i pomodori. Salate, aggiungete il curry e cuocete a fuoco moderato per circa 8-10 minuti. A metà cottura unite lo zafferano.
Nel frattempo cuocete la pasta in abbondante acqua salata in cui avrete disciolto la restante mezza bustina di zafferano. Se il ragù durante la cottura dovesse asciugarsi troppo allungatelo con poca acqua di cottura della pasta. Scolate gli spachetti al dente e fateli saltare nel sugo. Terminate con una manciata di prezzemolo tritato.

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martedì 29 gennaio 2008

Mondo Cibo: perchè no?

Molti di voi già sapranno di MONDO CIBO.

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E' un network che raduna tutti i blog che parlano di cibo e cucina, pubblicando una sintesi dei post più recenti di ciascuno.

E' una bella idea, che può ancora crescere e migliorare, perciò ho deciso di aderire anche io. Adesso vediamo se riesco a mettere il bannerino qui a fianco! ;-)
Aderire è facilissimo, basta mandare una mail a vgiulio@gmail.com con i dati del vostro blog richiesti sulla home page di mondo cibo (sono proprio pochi, giuro!). Se mandate anche un’immagine 60×60px sarà il vostro avatar.

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lunedì 28 gennaio 2008

You make my day award pure io!!!

Incredibile ma vero, Claudia mi ha voluto conferire questo premio; come ormai molti di voi sapranno, è un premio che si assegna a quelli tra i blog che seguiamo, di cui proprio non riusciamo a fare a meno, quelli che leggiamo ogni giorno e che sono sempre in grado di regalarci qualcosa, un'emozione, un sorriso, un'ispirazione, una marcia in più per cominciare/concludere la giornata.

Le regole del premio sono queste:

“Dai il premio a 10 persone che hanno un blog capace di trasmetterti gioia ed ispirazione, un blog che ti faccia sentire bene quando lo visiti. Fai sapere a queste persone di averlo vinto lasciando un commento sul loro blog. Attenzione: puoi vincerlo piu’ volte!”.

Giuro, non parlo per falsa modestia, ma davvero non mi sarei aspettata di essere nominata. Basta dare uno sguardo agli altri blog per capire che io non sono poi così brava in cucina; certo, ho fatto qualche cosa di particolarmente buono e magari (grazie al mio maritino-fotografo!) anche bello, ma ho fatto anche un sacco di mezzi disastri, e non sempre le cose mi riescono come vorrei e soprattutto, rispetto ad altri food-bloggers che amo, a me manca un po' la fantasia. Sono più che altro una buona esecutrice di ricette a cui mi piace aggiungere qualche cosa di mio se posso. Ma nonostante questo, so di essere cresciuta tantissimo nello spazio di pochi mesi grazie al blog (guardate le prime ricette che pubblicavo...e le prime foto...brrrrr) e vedo tante persone, ogni giorno di più, che mi seguono con assiduità e affetto. Questo vuol dire che il mio blog dà loro qualcosa... Magari è venuto fuori diverso da come me lo immaginavo eppure è una mia creatura, che "parla" un po' di "me" e che tanti hanno deciso di seguire.

Infine il premio di Claudia; che vuol dire che, tra tutti i blog che ci sono, il mio le dà quel qualcosa in più; ha scelto proprio il mio, ha scelto proprio...me!!

Adesso, la dura scelta tocca a me; ci ho pensato a lungo. Ci sono tantissimi blog che seguo quotidianamente, e tanti altri che vorrei aver il tempo di seguire; ce ne sono tantissimi in cui scambio chiacchiere ed opinioni con i padroni di casa; insomma, è difficile sceglierne dieci, perciò, proprio nello spirito dell'iniziativa, premettendo che ce ne sono molti di più che adoro, sceglierò proprio quelli che per me sono davvero "speciali". Per tutti vale una caratteristica in comune: le foto; si vedono tante belle foto nei nostri blog, ma le loro, secondo me, sono più che belle foto, sono foto che "parlano", che trasmettono qualcosa; sono uno step più in alto.

1) Bian, L'osso e la lisca: perchè è stata la mia Musa, perchè sta diventando un'amica, perchè il suo blog ha tutte le caratteristiche essenziali per attrarre, ma senza clamore, sottovoce e con inconfondibile gusto: semplicità, eleganza, creatività.

2) Cavoletto: lo so che glielo avranno già conferito mille volte, e so che lei un po' "bara", perchè la cucina e la gastronomia sono anche il suo lavoro, ma è indubbiamente brava, i suoi post mi fanno sempre sorridere e non posso smettere di ammirarla e di sperare di diventare un giorno brava come lei.

3) Loste, Una colica d'acqua: perchè prima di essere un bravo cuoco e food-blogger è uno scrittore, uno vero, di quelli che ti toccano il cuore anche con poche semplici parole; perchè adoro i suoi racconti di vita familiare (adesso voglio un po' bene anche io al suo "Spaccaball"...) e quel tocco di poesia che accompagna la creazione e la spiegazione di ogni ricetta.

4) Fior di Sale: perchè è stata tra i primi a darmi il benvenuto dopo il "trasloco" del blog, perchè i suoi posts (o lei??) sono un fiume in piena, perchè racconta sempre tante cose, perchè SA sempre tante cose, perchè studia e si documenta e condivide con noi non solo le sue ricette ma anche tutto il suo sapere; di cucina, di tradizioni gastronomiche, di forni (eh eh eh) di emozioni...

5) Comida de mama: perchè, anche se l'ho scoperta da poco, sento che è nato un affiatamento speciale; perchè è una di quelle persone che anche a distanza sanno trasmetterti qualcosa, perchè mi piace il suo modo di scrivere, perchè adoro la sua vita "avventurosa" in giro per il mondo, perchè ammiro la sua forza di donna e di madre; perchè si è tanto prodigata prima della mia partenza per New York per indicarmi dove andare, cosa vedere....;perchè il suo blog non è mai scontato, non è mai solo cucina, è qualcosa in più, anche lei è attenta, informata, curiosa, ricca.

6) Tuki, La ciliegina sulla torta: qui mi ripeterò, a proposito delle foto, ma le sue per me sono fonte di ammirazione continua; semplicemente perfette. non sembra quasi cibo vero; perchè ha diviso con me il segreto dei suoi sfondi, cambiando radicalmente la qualità delle mie foto; perchè le sue ricette sono sorprendenti, sofisticate e...non so, sublimi; perchè realizza ricette di grandi maestri e le riescono ancor più belle; perchè visitare il suo blog è come entrare in una gioielleria, o in una galleria d'arte: ogni cosa è un piccolo capolavoro di gusto e raffinatezza. Magari non posta spesso, ma io controllo tutti i giorni sperando di vedere qualcosa di nuovo.

7) Tulip, Conservare in frigo: perchè anche lei è uno dei primi blog che ho ammirato e seguito; mi piace tutto, le ricette che sceglie e come le spiega (con dovizia di particolari, perchè tutti possano realizzarle bene); perchè (come me) ha una passione per gli accessori da cucina e ce li mostra suscitando un po' di invidia e poi ci indica dove trovarli!; perchè è piena di iniziative, pensate ai suoi club, ai forum che legge e in cui scrive... e costituisce un punto di riferimento e di contatto per tanti bloggers sparsi per la rete.

8) Adina, e la sua cucina: perchè cucina meravigliosamente, fotografa benissimo (ma perchè tutti hanno una luce fantasitca a casa??? io cucino sempre la sera!!!), conosce talmente tante cose che....immaginavo avesse almeno il doppio degli anni che ha! e adesso che ho scoperto quanto è giovane so che...devo farne ancora tanta di strada! ma lei non si atteggia mai, parla di tutto e spiega tutto con grande modestia e semplicità.

9) Cocò, Sale e Pepe quanto basta: perchè anche lei è stata una delle mie prime scoperte, perchè condividiamo la professione e la passione, perchè mi piace il suo stile, riservata e un pochino seria forse, ma affettuosa e gentile dopo che si rompe il ghiaccio; perchè ha un sacco di fantasia; perchè sperimenta con i sapori; perchè ricerca i prodotti tipici e li utilizza in cucina e poi ce ne parla, per farceli conoscere; perchè ha sempre mille iniziative per riunire virtualmente i bloggers (la cena delle streghe, il pranzo delle feste...).

10) Nightfairy, La collina delle fate: perchè è davvero una fata, la fatina dei dolci, per me la regina incontrastata della decorazione; perchè le sue torte sono sempre sorprendenti, e bellissime, e fantasiose; perchè ci spiega tutto passo passo e divide i suoi segreti con noi; perchè se le chiedi un consiglio lei te ne da dieci; perchè da ogni animaletto di zucchero, da ogni biscotto, da ogni decorazione, traspare l'amore che lei mette nel prepararli.

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venerdì 25 gennaio 2008

Brioche dell'angelo

"Babbo Natale" mi ha potato la tanto desiderata planetaria, e mica una qualsiasi, il Kenwood Chef Titanium, perciò mi sa che tra un po' sentirete spesso parlare di brioches ed impasti lievitati....
Questo è stato il mio primo esperimento con la pasta da brioche e, in generale, con l'impastatrice nuova (ma adesso ci faccio proprio tutto, anche quello che prima facevo a mano...sto diventando pigra!!) ed è andato tutto come doveva! La brioche è venuta soffice ed è rimasta tale per un'intera settimana (chiusa in un sacchetto di plastica, di quelli per surgelare); forse me la sarei aspettata più profumata, ma l'essenza di mandorla non si sentiva più tanto a fine cottura. E' deliziosa da inzuppare nel cappuccino/tè/caffè/caffe e latte, o spalmata con la marmellata. Ho apprezzato questa ricetta anche perchè è molto leggera, infatti contiene poco burro rispetto alla media delle brioches (specie quelle francesi).

La ricetta è tratta dal Dizionario Enciclopedico de La Cucina Italiana che sta uscendo in questo periodo in edicola; in particolare, si trova alla lettera "B", nel secondo volume.

brioche dell'angelo

La ricetta prevedeva l'uso di mandorle a lamelle, ma io non avendole le ho sostituite con delle mandorle triturate grossolanamente.

Ingredienti: 

250 g di farina (io ho usato la manitoba) 
50 g di zucchero 
50 g di mandorle a lamelle
40 g di burro
30 g di lievito di birra
3 tuorli
una bustina di vanillina
una fialetta di essenza di mandorle
85 g di latte
sale 

burro fuso per spennellare
zucchero a velo per spolverizzare

Preparazione:

Sciogliete il lievito con 85 g di latte tiepido. Nella ciotola dell'impastatrice (o in una ciotola capiente) raccogliete la farina, lo zucchero, i tuorli, il burro fuso tiepido, un pizzico di sale, la vanillina e la fialetta di essenza di mandorle. Aggiungete il lievito sciolto nel latte e lavorate a lungo con la frusta a gancio (o a mano...) fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico. Copritelo con un canovaccio inumidito e lasciatelo lievitare al caldo per 1 ora e 30 minuti.
Preparate lo stampo imburrandolo con abbondante burro fuso e rivestendolo con circa 2/3 delle mandorle.
Trasferite l'impasto lievitato sulla spianatoia, lavoratelo brevemente e ricavatene 3 pezzi cui darete la forma di filoncini lunghi poco più dello stampo; uniteli ad un'estremità e procedete a realizzare una treccia. Adagiatela nello stampo, pennellatela con poco burro fuso, spolverizzatela di zucchero a velo e distribuitevi sopra le restanti mandorle. Coprite la brioche e lasciatela lievitare al caldo finchè gonfiandosi riempirà lo stampo (circa un'ora).
Preriscaldate il forno a 190°. Cuocete la brioche per circa 30 minuti (fate la prova dello stecchino). Lasciate raffreddare. Spolverizzate con zucchero a velo prima di servire.

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