lunedì 25 ottobre 2010

Algerini

No, tranquilli, non sto per parlarvi degli abitanti dell’Algeria, ma di biscotti!

Si, perché da noi a Palermo, con il nome “algerini” vengono indicati dei biscotti rotondi, dai bordi smerlati, fatti di una pasta “simile” alla frolla (eppure completamente diversa, quanto a sapore e consistenza) e ricoperti da una spessa coltre di zucchero a velo.
Per me sono il “comfort food” per eccellenza (…fa un po’ strano parlare di “comfort food” riferendosi ad un cibo deicsamente povero, popolare direi); si, insomma, per me sanno di casa, sanno di buono, sanno di domeniche dai nonni, sanno di cappotti irrimediabilmente imbiancati dalla loro polvere zuccherina, sanno di dita leccate furtivamente per gustare fino all’ultimo pizzico di dolcezza, sanno di infanzia e di semplicità. Come ha scritto qualcuna di voi, di recente, sono le “mie madeleines”.

algerini_s

Purtroppo, da foodblogger negligente quale spesso sono, non so narrarvi la storia di questi biscotti o l’origine del loro nome così particolare (se qualcuno ne sapesse più di me sarei lieta di approfondire..). Posso solo dirvi che, insieme ai biscotti regina, che ho pubblicato qui, sono tra i biscotti più diffusi nella mia città. Li potete trovare quotidianamente in qualsiasi panificio ed in moltissime pasticcerie.

Prepararli è facilissimo, piacciono praticamente a tutti e si mantengono fragranti davvero a lungo. Se ben conservati, in un vaso di vetro ermetico, o in una scatola di latta, ancora dopo una settimana sono ottimi (più a lungo non son mai durati, quindi non so dirvi…).
Confezionati in una graziosa scatola, diventano un simpatico dono da portare quando si va trovare un’amico/a (questa volta, li ho preparati per la neo mamma di una deliziosa bambina, F.). Sono ottimi da soli, o con il tè, il caffè, il latte o il cappuccino, spalmati di nutella o di marmellata (di limoni la mia preferita)…insomma sono dei biscotti ottimi in ogni occasione!
Vi ho fatto venire un po’ voglia di provarli?? Se si, eccovi la ricetta, che a me ha dato la mia preziosa collega P.

Un’ultima cosa: vi suggerisco di resistere alla tentazione di apportare modifiche agli ingredienti e di provarli nella versione originale, usando sia lo strutto che l’ammoniaca. Solo così otterrete il sapore e la consistenza “giusti”. Utilizzare il burro, o il lievito, cambierebbe completamente il risultato.

Ingredienti (per 3 teglie di biscotti):

500 g di farina 00
175 g di strutto
175 g di zucchero
5 g di ammoniaca
1 uovo
eventualmente: latte freddo q.b. per amalgamare gli ingredienti
vaniglia (una bacca)
la scorza di un limone

zucchero a velo per spolverizzarli

Preparazione

Preriscaldate il forno a 190°, statico. Mettete nella ciotola della planetaria (o del mixer/robot da cucina/food-processor/insomma chiamatelo come vi pare), con la frusta a K o a foglia, la farina, lo zucchero, i semi della vaniglia, la scorza di limone e lo strutto freddo. Azionate l’apparecchio ed amalgamate fino ad ottenere un composto “bricioloso”. Aggiungete l’uovo e l’ammoniaca, e mescolate di nuovo. Se non dovesse compattarsi, aggiungete a filo poco latte freddo (direi due cucchiai, ma dipende tutto dalle dimensioni dell’uovo), quanto basta per far amalgamare gli ingredienti, formando una specie di frolla, liscia ed omogenea.

A meno che fuori non ci siano 40° all’ombra, non sarà necessario neppure far riposare la pasta in frigo. E’ un impasto liscio, non appiccicoso e molto malleabile, davvero facile da lavorare.

Stendete la pasta (io la divido in 4 o 5 porzioni, trovo sia più facile poi ri-impastare i ritagli) ad uno spessore di circa mezzo centimetro, ma considerate che i biscotti crescono in cottura, quindi regolatevi secondo lo spessore che desiderate ottenere (l’esatto spessore degli algerini è oggetto di accesi dibattiti…diciamo non troppo sottili, altrimenti diventerebbero eccessivamente “biscottati”, ma neppure troppo spessi, perché resterebbero un po’ troppo morbidi; io propendo per una sana via di mezzo, mi piace che abbiano il bordo estremamente friabile ed il centro leggermente più morbido). Ritagliate i biscotti con un tagliapasta rotondo, con il bordo smerlato, del diametro di 4-5 centimetri. Disponete man mano i biscotti, leggermente distanziati, su una placca ricoperta di carta forno ed infornateli per circa 15 minuti, dovranno diventare dorati ma non troppo bruni (diciamo anche un po’ più chiari di quelli che vedete nella foto).

Raffreddando, i biscotti acquisteranno croccantezza, per cui non allarmatevi se all’inizio dovessero sembrarvi troppo morbidi. In ogni caso, mentre cuocete le successive teglie, potrete constatare la cottura di quelli sfornati precedentemente e, se dovessero essere troppo morbidi anche una volta freddi, potete infornarli nuovamente per qualche altro minuto.

Lasciate raffreddare completamente e cospargeteli di zucchero a velo. Senza parsimonia!

21 commenti:

Cenerentola ha detto...

è vero certi biscotti della tradizione vanno preparati coi loro ingredienti originali, altrimenti si perde tutto il gusto! belli davvero, sanno d'infanzia!;)

id_guide ha detto...

I tuoi biscottini sono proprio una coccola da regalarsi!

Cleare ha detto...

aaaaaaaaaaah e io che questo pomeriggio cercavo invano una nuova ideuzza per dei biscotti..beh li farò appena finiò la torta integrale sulla quale ho ripiegato! Ma se metto il burro (lo so che nn è lo stesso) quanto ne occorre? E se usassi il lievito invece dell'ammoniaca?? http://ilpomodorosso.blogspot.com

Barbara ha detto...

Bellissimi questi biscottini. Ognuno ha il proprio personalissimo comfort food, il cibo del cuore che riscalda l'anima.
Ora sto pensando alla confettura di limoni... non l'ho mai fatta ma mi incuriosisce. Una volta però ho preparato il lemon curd, ci assomiglia di sapore? Ciao, un abbraccio ;)

Gabriella ha detto...

Che buoni gli algerini!!! Sono di Palermo anch'io e giusto qualche giorno fa spiegavo a mio padre (agrigentino) che mi chiedeva come intendo consumare tutto lo strutto che ho in frigo che nella pasticceria da forno palermitana si usa tantissimo lo strutto. La tua ricetta casca quindi a fagiolo! Bellissima anche la foto e bellssima la scatola. Non è che per caso l'hai presa in qualche negozio qui a Palermo?
Gabriella.

Serena@TentarNonNuoce ha detto...

ma ma ma...............
sei tornata!! come mi fa piacere rileggerti! tu non mi conosci, ma io son passata tante volte per di qua, ultimamente sperando di leggere tuoi nuovi post! ed eccoti di nuovo finalmente :)
a presto

Sere

Simo ha detto...

Che belli e che buoni!
L'unica mia perplessità è l'ammoniaca, io non la tollero...ne sento sempre il retrogusto, proprio non riesco ad utilizzarla.
Si potranno fare anche con il lievito tradizionale?
Buonissima giornata

Saretta ha detto...

Ma qui ci vizi!!!!eccezionali, chissà che fragranza!
Bacione

Moscerino ha detto...

@ Tutti quelli che hanno chiesto se si possano usare il burro e il lievito. certo che sì, io non ho mai provato, quindi non conosco le proporzioni, però posso dirvi che vengono "altri biscotti". buoni sicuramente, ma diversi. Questa frolla palermitana deve la sua particolare consistenza proprio allo strutto ed all'ammoniaca.
Se qualcuno li provasse sia in versione originale, sia usando burro e lievito, sarei molto molto interessata a conoscere il suo parere sul risultato
@ Cenerentola: sono felice che concordi
@ id_guide: :))
@ Cleare: sinceramente non saprei, non ho mai provato! lievito direi non più di un cucchiaino scarso, non devono gonfiarsi troppo. Burro non saprei.
@ Barbara: in verità non l'ho mai fatta nemmeno io, me la prepara mia madre. Il lemon curd, che pure è ottimo, non si avvicina alla confettura, perché ha una consistenza diversa, più vellutata, e soprattutto un vago sentore di burro che chiaramente in una marmellata non senti
@ Gabriella: la scatola l'ho presa da Ades, lo conosci?
@ Serena: ma che bello, grazie a te per l'affettuoso sostegno e per aver atteso il mio ritorno! sono cose che mi fanno sentire così bene, ma così bene che...mi vien voglia di cucinarvi subito qualcos'altro!
@ Simo: vedi come son diversi i gusti. Io trovo che l'ammoniaca non lasci proprio NESSUN RETROGUSTO, una volta cotta è assolutamente neutra, mentre il lievito vanigliato lascia un sapore inconfondibile...non cattivo intendiamoci, ma si sente che c'è. almeno secondo me...
che ne dici del cremor tartaro? secondo me è più simile all'ammoniaca
@ Saretta: :)

UnaZebrApois ha detto...

bellissimi!Li voglio assolutamente provare!Mi immagino già che mentre li mangio mi sale lo zucchero in gola e la fa pizzicare piacevolmente!La tentazione di variare c'è, ma prometto solennemente di rispettare la ricetta tradizionale :D !!!Un bacio e Auguri alla neomamma!

Wennycara ha detto...

Ciao cara!
Sai, come per te, anche il mio comfort food è il cibo *povero*, semplice: chessò, il purè di patate, una vellutata, le frolle... dammi questi e mi comforti davvero :)
Non conoscevo questi biscottini: mi piace la presentazione che hai fatto, si sente il tuo legame forte con loro...
Buona giornata,

wenny

CoCò ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
CoCò ha detto...

Quando si dice la bontà della semplicità! se avessi voglia di regalarli e non hai idee per la confezione fai un salto da me http://www.saleepepequantobasta.com/2010/10/regali-golosi-e-confezioni-curiose.html si prestano proprio

Ciboulette ha detto...

Ero convinta di averti lasciato un commento, ho intenzione di rifarli proprio pari pari, io sono per il burro, ma hai ragione, certe ricette tradizionali vanno fatte tal quali :)
Bacio!

Lisa ha detto...

Bellissimi, davvero coccoli!
lisa

Cranberry ha detto...

Sono splenditi!
E mi piace anche la scatola :P
Oddio sono una maniaca delle "caccavelle"....le tue sono sempre bellissime

Moscerino ha detto...

@ Unazebrapois: si lo so, anche io cambio sempre le ricette.. :))
@ Wenny: :)) si, mi piacciono tanto e mi ricordano un sacco di cose...è sempre un piacere prepararli
@ Cocò: come avrai notato, sono già passata a farti i complimenti per l'idea
@ Ciboulette: beh non credere che io usi spesso lo strutto. Solo per alcune ricette tradizionali, come questa, o le sfince di san giuseppe
@ Lisa: grazie!
@ Cranberry: eh eh eh...ti capisco. ma io cerco di limitarmi, giuro! Non ne ho poi così tante...quante ne vorrei! :D

Gabriella ha detto...

Come ti avevo preannunciato, ho portato gli algerini a lavoro e hanno riscosso un gran successo... Sono anche stata da Ades e ho comprato una scatola simile alla tua ma con un disegno di biscotti e uno sfondo giallo (però mi piaceva il rosa... Uffa).
Grazie.
Gabriella

cinzietta ha detto...

ehiii ma quella ricetta è uguale alla mia! mi sa che la tua collega P e io abbiamo frequentato lo stesso corso di pasticceria...;)
io ci faccio anche molto altro ma gli algerini sono facili facili facili e buoni buoni buoni.
:**

Moscerino ha detto...

@ Gabriella: sono contenta che siano piaciuti! Su, non fare così, prima o poi troverai una scatola rosa! :))
@ Cinzietta: può darsi...sinceramente non so dove l'abbia presa, credo gliela abbia data sua sorella, appassionata di pasticceria e assidua frequentatrice di corsi! :)
E cmq se è la tua grazie, io la adoro!!! E sto provando a farci dell'altro...la cassata al forno in particolare, che alla suddetta collega P. viene una favola!!!!

cinzietta ha detto...

la cassata viene da favola e non solo quella ;)
baciotti