venerdì 16 maggio 2008

Tagliatelle al pesto di asparagi

Vi ricordate qualche settimana fa, quando vi proponevo (o forse proPINAvo ;-P) piatti invernalissimi mentre fuori si affacciava la primavera, con le sue primizie? Vi accennavo come ciò dipendesse dalla mancanza di tempo che mi impediva di preparare piatti nuovi. Ebbene, questa pasta è stata la prima ricetta sfiziosa a base di ingredienti primaverili che abbia preparato dopo il mio " periodo buio" (poi ne ho fatte tante altre...).
Spero solo di non aver atteso troppo a presentarvela...si, insomma, gli asparagi si trovano ancora no?

pesto_di_asparagi

Ingredienti (per 2 persone):

200 g di tagliatelle (io ho scelto quelle a nido, De Cecco)
un mazzetto di asparagi (i miei erano quelli sottili)
2 cucchiai di pinoli
80 g di ricotta (circa...non ho segnato la quantità!)
un limone
basilico, menta
olio, sale, pepe

Preparazione:

Lavate e mondate gli asparagi; tagliate la parte terminale del gambo e, se necessario, raschiateli con un pelapatate, per eliminare lo strato esterno più duro. Tagliate le punte e mettetele da parte, poi tagliate a grossi pezzi i gambi. Lessate questi ultimi in acqua bollente salata per circa 8-10 minuti (so che di solito si cuociono meno, ma io preferisco che siano un pochino più teneri).
Scolateli con un mestolo forato. Lessate le punte per circa 4 minuti, scolatele e tenetele da parte.
Frullate i gambi con una manciata di pinoli, 5 o 6 foglie di menta, la ricotta, un paio di foglie di basilico e due cucchiai (circa) di olio. Regolate di sale e pepe. Se necessario, allungate il pesto con poca acqua di cottura della pasta (perchè le stavate già cuocendo anche se io non l'avevo detto, vero?? ;-P) per renderlo più fluido.
Cuocete le tagliatelle e scolatele al dente. Conditele con il pesto, aggiungete la scorza del limone grattugiata e il resto dei pinoli interi. Impiattate le tagliatelle e completate con le punte degli asparagi che avevate preparato in precedenza.

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martedì 13 maggio 2008

I muffins salati di Uvetta

Come vi ho accennato nel post sulle polpette, durante quella cena ho deciso di servire come antipasto un altro piatto postato dal Uvetta. Si tratta di questi meravigliosi muffins salati. La sua ricetta è davvero versatile, ci si può mettere dentro un po' di tutto e sono una pratica soluzione per preparare un antipastino o aperitivo sfizioso in poco tempo. Da quando li ho scoperti, li faccio spesso, giocando con i ripieni ed i colori, e mi sa che ne vedrete altri prima o poi (in verde sono carinissimi!)...
Mi piacerebbe comprare (avete suggerimenti? anche on line...) le forme da mini muffins per farli in formato finger food, perchè così sono buoni ma un po' troppo grandi!

La modifica che ho fatto rispetto alla ricetta di Uvetta in questa prima occasione è stata davvero piccolissima, mi sono limitata ad aggiungere delle olive verdi finemente triturate e a sostituire l'origano con del rosmarino fresco. Vi riporto la ricetta di Uvetta, con le mie due piccole aggiunzioni.

Ah, a proposito.....i suoi sono moooooolto più belliiiiiii! :-(

muffins_salati

Ingredienti (non mi ricordo quanti ne vengono!):

1 uovo
1 tazzina di latte
1 tazzina di olio
110 g di farina manitoba
1 cucchiaino di lievito  per torte salate
30 g di pomodori secchi sott'olio
20 g di olive verdi snocciolate
110 g di ricotta
2 cucchiai di parmigiano
rosmarino fresco, sale

Preparazione:

Preriscaldate il forno a 180°. Mescolate in una ciotola la farina con il lievito, il parmigiano e un pizzico di sale. Tritate finemente le olive e il rosmarino. Sgocciolate i pomodori e tagliateli a pezzettini.
Sbattete leggermente in un'altra ciotola l'uovo con l'olio, il latte e la ricotta. Versate il tutto sul composto di farina e mescolate brevemente. Aggiungete i pomodori, le olive ed il rosmarino e mescolate (poco) per distribuirli bene. Versate il composto negli stampi da muffins imburrati e infarinati (io i pirottini li ho messi dopo averli cotti) riempendoli fino a 3/4. Infornate a 180° per circa 20 minuti.

P.S:...spero mi perdonerete la pubblicità e il messaggio privato ma.....Uvetta, se passi da queste parti potresti precisare una cosa? Il lievito per torte salate che usi tu è "mastro fornaio" o "mastro pizzaiolo"?? E spero che tu usi questa marca, perchè non ricordo più con quale dei due mi sono venuti buoni! ;-P

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venerdì 9 maggio 2008

Polpette di tacchino e senape (di Uvetta)

Queste polpettine le ho viste tempo fa sul blog di Uvetta e ho subito deciso di provarle. Ed infatti, le ho preparate in occasione di una cena che potrei definire un tributo alla stessa Uvetta, perchè come antipasto ho scelto i suoi muffins salati, con una piccola aggiunta (ve li farò vedere la prossima volta)!
Io non amo preparare le polpette, specie se in grandi quantità, perchè sono lentissima a formarle e ci metto una vita! Ma, poichè, comunque, mi piacciono e sono carine da vedere e da presentare, mi trovo, mio malgrado, a farle spesso (avete già visto, ad esempio, queste qui in cestino con semi di papavero).

Queste vi suggerisco di provarle, perchè hanno un gusto particolare, dato dalla senape, e sono morbidissime per via della ricotta. Rispetto alla versione di Uvetta ho modificato il procedimento, perchè io ho usato carne cruda (lei invece, usava del tacchino già lessato).
Le ho accompagnate con una crema di lattuga e le ho servite insieme a delle patate arrosto e dei finocchi brasati al burro.

polpette_di_tacchino

Ingredienti (per circa 30 polpettine):

500 g di fesa di tacchino
150 g di ricotta
80 g di senape di Digione
4 cucchiai (circa) di pangrattato
1 uovo
2 cucchiai di parmigiano grattugiato
sale
farina q.b.
olio per friggerle

per la crema di lattuga:

1 cespo di lattuga (il cuore)
vino bianco per sfumare
olio, sale, pepe
uno scalogno

per servire:

4 fette di pane a cassetta

Preparazione:

Tritate la fesa di tacchino (nel mixer, oppure nel tritacarne manuale, che vi assicuro è tutta un'altra cosa; mia madre ne ha uno bellissimo in acciaio che usava quando ero piccola, per fare il tritato in casa...quando sono cresciuta ha deciso che fosse in caso di conservare lo strumento solo per le occasioni speciali!!). Mettetela in una ciotola con la ricotta, la senape e l'uovo e mescolate con una forchetta. Quando comincia ad essere tutto amalgamato aggiungete il pangrattato ed il parmigiano e amalgamate bene il tutto. Formate le polpettine, se del caso bagnandovi il palmo delle mani con un po' d'acqua fredda, per evitare che la carne si attacchi. Subito prima di friggerle passatele nella farina. Friggetele in una capace padella, con olio piuttosto profondo, per circa 7 minuti (dipende dalla grandezza delle polpettine e dalla profondità dell'olio), girandole spesso. Impiattatele e servitele ben calde.

Per la crema di lattuga:

Mondate la lattuga. Rosolate velocemente lo scalogno finemente tritato in una padella con un velo d'olio, unite la lattuga, sfumate con il vino bianco e stufatela per 5 minuti. Salate e pepate, poi frullate il tutto, aggiungendo se occorre, dell'altro olio. Deve essere fluida ma non liquida.

Per servirle: Con un tagliapasta rotondo da 5 cm di diametro, ricavate un foro al centro delle fette di pane a cassetta. Tostate il pane insieme ai centri. Mettete in ogni piatto una cucchiaiata di crema di lattuga, appoggiatevi sopra una fetta di pane tostato, sulla quale disporrete 6 polpettine. Appoggiatevi il "centro" della fetta (tutta questa parte è a scopo puramente decorativo, ma voi potete comporre il piatto come vi pare eh, nel qual caso la ricetta di ferma al paragrafo precedente! :-D ), aggiungete il contorno prescelto e servite.

 

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martedì 6 maggio 2008

Tiramisù alle fragole

Questa ricetta me l'ha data una mia amica, che, a sua volta, l'aveva appresa in occasione di un corso di cucina. Io la conservavo piuttosto gelosamente e sfruttavo questo dolce per stupire gli amici con una ricetta che credevo estremamente nuova ed originale. Con questa medesima idea avevo deciso di proporla a voi, ma poi mi sono accorta che non si tratta di una ricetta poi così originale...ed infatti credo che in qualche sito si sia già visto qualcosa di simile. Che tristezzaaaaaa! ;-)
Però resta il fatto che sia un dolce delizioso, anche se non proprio leggero (ed infatti io lo preparo solo se ho ospiti o se devo portarlo a qualche pranzo/cena), quindi voglio proporvi anche la mia versione.

tiramisù alle fragole

Con queste dosi vengono circa 12 coppe individuali (non ne sono sicura...di solito faccio un'unica pirofila e in questa occasione ho fatto solo 6 coppe ma mi è avanzata circa metà degli ingredienti).

Ingredienti:

250 g di mascarpone (o 125 g di ricotta di pecora e 125 g di philadelphia yo)
250 g di panna fresca
150 g di zucchero a velo
3 o 4 uova (dipende dalla grandezza)
2 bustine di vanillina
18 savoiardi (circa)
4 cestini di fragoloni (circa 600 g)
mezzo bicchierino di grand marnier
il succo di 3 arance
la scorza grattugiata di un limone e di un'arancia

Per decorare:
3 - 4 fragoloni
qualche fogliolina di menta
zucchero a velo o cacao in polvere (facoltativo)

Preparazione:

Separate i tuorli dagli albumi. Unite ai tuorli 125 g di zucchero a velo e la vanillina (io vorrei usare la vaniglia, ma i semini nella crema bianca sono antiestetici...avete dei suggerimenti? se lascio la stecca aperta in infusione nella panna per qualche ora basta ad insaporirla?) e montateli per 10 minuti con uno sbattitore elettrico ad alta velocità. Aggiungete il mascarpone (o il mix di ricotta e philadelphia yo) e montate ancora qualche secondo. Ponete il composto in frigorifero mentre montate la panna (in un recipiente freddo) finché diventerà molto soda. Incorporatela delicatamente al composto di uova, mescolando dal basso verso l'alto con una spatola. Montate a neve fermissima gli albumi con un pizzico di sale ed uniteli al composto delicatamente, sempre mescolando dal basso verso l'alto. Mettete la crema in frigorifero.
Lavate e tagliate i fragoloni; tenetene da parte alcuni per la decorazione, poi tagliatene metà circa a cubetti piccoli, gli altri a fettine. Conditeli (separatamente) con una parte del succo d'arancia, lo zucchero a velo rimasto (25 g) , la scorza di limone ed arancia e il grand marnier.
Per i savoiardi potete scegliere: la mia ricetta suggerisce di frullarli con un po' di succo d'arancia, altrimenti potete lasciarli interi e disporli sul fondo delle coppe o della pirofila; in questo caso io ho fatto così.
Componete il dolce: mettete sul fondo delle coppe uno o due savoiardi dopo averli inzuppati velocemente nel succo d'arancia (devono ammorbidirsi, ma non disfarsi); disponete le fragole a fettine lungo il bordo della coppa (se di vetro come nel mio caso, altrimenti non è necessario) e quelle a cubetti all'interno; terminate con uno strato di crema, lisciando la superficie con una spatola. Anche se preparate una pirofila, vi consiglio di fare sempre un solo strato di ogni ingrediente, perchè la crema è estremamente soffice e preparando più strati (intendo ricominciando con savoiardi, fragole e crema), il dolce tenderebbe ad afflosciarsi.
Mettete le coppe in frigorifero per almeno 2 ore. Al momento di servirle, cospargete la superficie di zucchero a velo (o cacao in polvere, se preferite) e decorate con alcune fettine di fragole e delle foglie di menta.

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Il bloggatore

"Il Bloggatore" è un aggregatore on line di blog, finalizzato alla divulgazione di notizie provenienti dal mondo informatico, che recentemente ha creato  un nuovo spazio dedicato a tutti quei blog che trattano argomenti legati alla cucina.
Lo staff del sito mi ha contattata e mi ha gentilmente invitata a partecipare, cosa che faccio ben volentieri (potete vedere il nuovo "bottone" in basso a destra).
Gli aggregatori sono un modo per ottenere maggiore visibilità, attraverso la diffusione degli articoli presenti sul proprio blog. Insomma, in poche parole, un modo per aprire il tuo blog a nuovi visitatori e, nel contempo, per scoprire nuovi siti dedicati alla nostra comune passione! 
Eccovi il  link del nuovissimo spazio "Il Bloggatore - Cucina".

P.S.: l'adesione è completamente gratuita, non vi chiedono nulla in cambio, non dovete vendere o promuovere niente...insomma minimo sforzo massimo risultato!

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venerdì 2 maggio 2008

Crostatine di pere e mandorle

Questa ricetta è un primo tentativo di imitare uno dei dolci che ho più apprezzato a Parigi (la mia preferita era quella della Boulangerie di Eric Kayser), insieme alla tarte au citron. Devo ancora perfezionare la crema (perchè in quella che ho assaggiato a Parigi si sentivano maggiormente le mandorle e meno il cioccolato) e un paio di altre cosette, ma come primo esperimento sono piuttosto soddisfatta!

La base è la mia ormai solita pâte sucrée, che trovate qui. La crema, invece, l'ho presa dal libro d'oro del cioccolato, in cui ci sono delle tortine molto simili a queste, solo con la pasta al cioccolato, anziché bianca.

crostatina_pere_mandorle

 
Di seguito vi indico le altre cose che mi ripropongo di modificare al prossimo tentativo: intanto, direi di non tagliare la pera a fettine, come nella tarte parigina, ma di lasciarla intera, come si vede nel Libro d'oro del cioccolato; inoltre, lasciando intere le pere, credo sarebbe meglio cuocerle leggermente prima, in uno sciroppo di acqua, zucchero, limone e spezie; infine, avrei dovuto lucidare la superficie con un po' di marmellata di albicocche sciolta a fuoco lento, ma quel giorno non ne avevo.

Ingredienti:

per la pasta:
125 g di farina
15 g di farina di mandorle
55 g di zucchero
75 g di burro
1 tuorlo
1 cucchiaio di acqua fredda
1 pizzico di sale

per farcire e decorare:

2 pere non troppo grosse
120 g di farina di mandorle
200 g di cioccolato fondente al 70%
100 g di burro
120 g di zucchero
3 uova
30 g di farina
cannella
un limone

50 g di marmellata di albicocche

Preparazione:

Cominciate a preparare la pasta zuccherata. Mettete nella planetaria o nel mixer il burro, lo zucchero, il tuorlo, la farina di mandorle, il sale ed il cucchiaio di acqua. Azionate l'apparecchio ed amalgamateli insieme, poi aggiungete la farina e continuate a lavorare fino ad ottenere una pasta liscia. Avvolgetela nella pellicola e ponetela a riposare un'ora in frigorifero.
Mentre la pasta riposa, preparate la crema.
Fate fondere il cioccolato tritato a bagnomaria, mescolando con un cucchiaio di legno. Togliete dal fuoco e lasciatelo intiepidire. Lavorate con un frullatore elettrico il burro con lo zucchero, finché diventa chiaro e spumoso. Unite le uova, uno per volta, mescolando bene con il frullatore a bassa velocità. Unite anche il cioccolato fuso, a filo, con il frullatore alla minima velocità. Unite delicatamente al composto la farina e la farina di mandorle, mescolando con un cucchiaio di legno. Coprite e tenete il composto trenta minuti in frigorifero.
Preriscaldate il forno a 180°. 
Stendete la pasta, ricavatene dei dischi da circa 14 cm di diametro e rivestite con essi 4 stampi da crostatina da 12 cm, imburrati ed infarinati, con il fondo coperto da un dischetto di carta forno.
Versate la crema in modo che non arrivi oltre la metà del bordo.
Sbucciate le pere, tagliatele a metà ed eliminate il torsolo con l'aiuto di uno scavino. Strofinatele con mezzo limone e tagliatele a fettine senza però arrivare fino in fondo con il coltello, in modo che le fette non si separino una dall'altra (meglio ancora, come vi suggerivo prima, lasciatele intere e se temete che restino crude, cuocetele 5 minuti in uno sciroppo di acqua, succo di limone, zucchero e cannella).
Mettete mezza pera al centro di ciascuna crostatina (devono essere abbastanza piccole da non fuoriuscire, fate attenzione quando le scegliete!).
Cuocete le crostatine nel forno già caldo per 15-20 minuti (le mie dovevano cuocere poco meno, non per la pasta che era perfetta, ma per la crema, che avrebbe dovuto restare più morbida), finché le basi saranno dorate e la crema si sarà gonfiata leggermente.
Sfornatele e lasciatele raffreddare, quindi sformatele.
Sciogliete la marmellata di albicocche sul fuoco bassissimo con due o tre cucchiai d'acqua, quindi usatela per spennellare delicatamente le crostatine, in modo particolare la crema.

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martedì 29 aprile 2008

Pappardelle con vellutata

Avevo forse detto di aver finito le ricette invernali arretrate? Beh...ehm....mi sbagliavo! Ne ho ancora...! E se il risotto della scorsa settimana tutto sommato poteva ancora andare, direi che una vellutata di patate e porri è davvero troppo invernale ormai! Ma...questa foto mi piaceva troppo e poi si potrebbe ripensare la ricetta in una versione più...estiva! Che ne direste, ad esempio, di una bella crema fredda di pomodori? Io ce la vedrei bene...
E poi, ormai lo sapete, è proprio un periodo nero per la mia cucina, non ho tempo e nemmeno energie da dedicarle...vivo di espedienti o lascio che cucini mio marito, quindi non ho nessuna ricetta nuova da proporvi. Se a questo aggiungete che, quando ho tentato di preparare qualcosa di nuovo, magari veloce, proprio perchè morivo dalla voglia di mettermi a cucinare ed di provare qualcuna delle tonnellate di ricette che ho segnato nella mia "to do list", sono riuscite delle ciofeche incredibili...beh, non vi resta che compatirmi e tollerare ancora per qualche settimana questa specie di appendice culinaria invernale. :-(

pappardelle_su_vellutata

L'idea di abbinare le pappardelle alla vellutata l'ho presa dal numero di..marzo mi pare, di Cucina Italiana. Lì la pasta era condita con dei carciofi che io, quando mi sono apprestata a preparare la ricetta credendo di avere tutto il necessario, ho scoperto di non avere (ma questo per me è normale...non c'è una volta che non dimentichi qualcosa quando vado a fare la spesa!), quindi li ho sostituiti con dei pisellini freschi. Non so quanti fossero esattamente, perchè ne avevo comprato e cotto una quantità industriale, una parte dei quali è finita in questo piatto; regolatevi voi.

Ingredienti (per 2 persone):

1 porro
1 scalogno
1 patata grossa
400 ml di acqua

80 g di pappardelle
150 (?) g di pisellini freschi sgranati
mezza cipolla
acqua q.b.
un pizzico di zenzero secco

olio, sale, pepe
qualche foglia di menta fresca

Preparazione:

Lavate e mondate il porro, e tagliatelo a rondelle sottili; mondate e affettate finemente anche lo scalogno; pelate la patata e riducetela a cubetti piuttosto piccoli. Soffriggete le verdure in due cucchiai di olio d'oliva, poi unite l'acqua, salate poco, coprite, lasciando aperto uno spiraglio e cuocete su fiamma bassa per circa 20 minuti. Considerate che deve restare piuttosto liquida, quindi se occorresse aggiungete altra acqua (calda). Una volta cotte le verdure, frullatele con il minipimer, aggiungendo la panna. Regolate di sale e pepe. La vellutata è ottima anche senza la panna. Se volete evitarla, sostituite 100 ml di acqua con altrettanti di latte parzialmente scremato e, quando frullate, aggiungetene ancora un pochino per renderla più cremosa.
Nel frattempo, cuocete i pisellini rosolandoli, insieme alla cipolla tritata, in un velo d'olio, unendo circa mezzo bicchiere di acqua o brodo, un pizzico di zenzero e portando a cottura. Al termine salateli.
Mentre le verdure cuociono, fate cuocere anche le pappardelle, scolandole al dente. Condite le pappardelle con i pisellini, un cucchiaio di panna da cucina e delle foglioline di menta fresca spezzettate con le mani.
Impiattate mettendo un mestolino di vellutata in ogni piatto, cui sovrapporrete le pappardelle cercando di disporle a nido. Terninate con qualche altra foglia di menta, un filo d'olio e una macinata di pepe.

Ecco, mentre mi accingo a pubblicare la mia caldissima vellutata, qui fuori ci saranno 30 gradi e tira vento di scirocco! :-(

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